Che il Parco Archeologico di Selinunte fosse uno dei più imponenti del Mediterraneo lo sapevamo da tempo. Naturalmente anche in questo campo le valutazioni sono soggettive, ma anche solo guardandolo in foto è impossibile non restare incantati davanti a cotanto splendore. Questo scrigno della Sicilia occidentale in provincia di Trapani di recente ha ottenuto anche un importante riconoscimento internazionale a livello ufficiale. Stiamo parlando infatti del riconoscimento come parco archeologico più esteso d’Europa, una classifica sulle aree archeologiche stilata in base ai dati di estensione del sito e validata da archeologi e istituzioni accademiche a livello globale. Indovinate un po’ qual è la posizione di Selinunte? Primo posto assoluto in Europa con circa 270 ettari di estensione, dietro solo a siti extra-continentali come Angkor. Questo vuol dire che per gli studiosi questo angolo paradisiaco di Sicilia sarebbe il più grande parco archeologico d’Europa e una delle più complete testimonianze della Magna Grecia al mondo, niente male come risultato. A questo punto allora non resta che scoprire qualcosa di più su questo luogo così apprezzato anche a livello mondiale.
Selinunte, il parco archeologico più grande d’Europa
Siamo a Castelvetrano, nella Sicilia sud-occidentale, dove si estende questa punta di diamante riconosciuta a livello mondiale. Tornando ai riconoscimenti, non c’è però solo Selinunte a essere rappresentata. Difatti, non a caso, nei siti archeologici italiani più importanti tre sono in Sicilia: Selinunte e la Valle dei Templi (Patrimonio UNESCO dal 1997) sono nel meridione dell’isola, mentre Siracusa con il suo Parco della Neapolis è sulla costa orientale. Vediamo allora cos’ha di tanto speciale Selinunte.
Un posto unico
Selinunte ha il nome che deriva dal greco sélinon, una varietà di sedano selvatico che ancora oggi cresce spontaneamente sul sito e che fu scelto come simbolo per le monete coniate dall’antica polis; fra il dorato delle pietre e l’azzurro del mare africano si stagliano otto templi dorici, indicati con le lettere “Templi A, B, C, D, E, F, G, O” perché non si conosce a chi fossero dedicati. O meglio, ciò che viene definito così: un sistema di acropoli, santuari extraurbani, due necropoli e cinque colline sacre che ricoprono l’intera area di una città antica di 100.000 abitanti. La conformazione del territorio, affacciato sul Canale di Sicilia, non impedisce di percorrerlo interamente a piedi o con la navetta interna a pagamento. Selinunte è semplicemente intatta, tant’è che ogni tanto si notano tra le rovine il volo della poiana di Sicilia e nei prati circostanti la presenza di erbe aromatiche endemiche come la nepitella e il timo selvatico. Cosa hanno in comune i parchi archeologici più grandi del mondo? Ciò che, come potete immaginare, non lascia dubbi.
Come arrivare a Selinunte
Anche guardando una foto di questo incantevole posto, dopo lo stupore iniziale per la bellezza subito una domanda sorge spontanea: come arrivare a Selinunte? Questo sito infatti sembra un angolo nascosto tra la campagna trapanese e il mare aperto, lontano dalle grandi vie di comunicazione siciliane.
Il modo più semplice così è raggiungere il parco via auto. Da Palermo si arriva da nord attraverso l’autostrada A29 in circa un’ora e mezza, mentre chi dovesse arrivare da Trapani allora può puntare sulla statale 115 oppure sulla strada provinciale per Castelvetrano. Spesso compagnie di tour propongono escursioni che fanno scalo anche qui partendo da Palermo o da Marsala, ma volendo si possono noleggiare auto direttamente in aeroporto e raggiungere il sito autonomamente.
A Selinunte però ci si arriva anche via treno tramite un percorso ferroviario che parte da Castelvetrano-Selinunte. Si tratta di una vera e propria escursione: ci sono circa 14 chilometri da fare per buona parte tra le colline interne, con un servizio di bus navetta dalla stazione al parco non sempre frequente. Se l’andata è in discesa verso il mare, al ritorno ci sono diverse decine di metri di dislivello da affrontare in salita per raggiungere le aree alte dell’acropoli e dei templi orientali, sotto un sole che d’estate diventa implacabile. Insomma, visitare il parco archeologico più grande d’Europa non è per tutti: sia via auto sia via treno non è semplice, però ogni sforzo – fisico oppure economico – vale assolutamente la pena.















