Che lo Stromboli fosse uno dei vulcani più attivi del pianeta lo sapevamo da tempo. Naturalmente anche in questo campo le valutazioni sono soggettive, ma anche solo guardandolo in foto è impossibile non restare incantati davanti a cotanto splendore. Questo gioiello dell’arcipelago Eoliano in Sicilia di recente ha ottenuto anche un importante riconoscimento internazionale a livello ufficiale. Stiamo parlando infatti delle classifiche stilate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dalla Protezione Civile, una valutazione sui vulcani attivi più studiati al mondo basata su oltre 160.000 anni di attività eruttiva monitorata da geofisici e vulcanologi a livello globale. Indovinate un po’ qual è la posizione dello Stromboli? Stabilmente nella ristretta cerchia dei vulcani più attivi della Terra dietro solo a giganti come il Kilauea alle Hawaii. Questo vuol dire che per gli esperti questo cono nero che si staglia sul Tirreno sarebbe il vulcano più attivo del Mediterraneo e uno dei più attivi al mondo, niente male come risultato. A questo punto allora non resta che scoprire qualcosa di più su questo luogo così apprezzato anche a livello mondiale.
Indice dei contenuti
- Stromboli, il vulcano più attivo del Mediterraneo
- Un posto unico
- Come arrivare a Stromboli
Stromboli, il vulcano più attivo del Mediterraneo
Siamo nel comune di Lipari, nell’arcipelago delle Isole Eolie, dove si erge questa punta di diamante riconosciuta a livello mondiale. Tornando alle classifiche, non c’è però solo lo Stromboli a essere rappresentato. Difatti, non a caso, nei vulcani attivi più importanti del mondo tre sono italiani: lo Stromboli e l’Etna sono in Sicilia, mentre il Vesuvio è in Campania. Vediamo allora cos’ha di tanto speciale Stromboli.
Un posto unico
Stromboli ha il nome che deriva dal greco Strongýle, che significa “rotonda”, per la sua forma quasi perfettamente conica vista dal mare; fra il nero della lava e il blu intenso del Tirreno ci sono le esplosioni continue del cratere, che gli abitanti chiamano “Iddu” (“Lui”) con un rispetto quasi sacro. O meglio, ciò che viene definito così: un’attività eruttiva talmente regolare e caratteristica – con esplosioni ogni 10-20 minuti, getti di lava incandescente e lapilli per centinaia di metri – da aver dato il nome scientifico mondiale di “attività stromboliana” a un intero fenomeno geologico. La conformazione del vulcano, alto 926 metri sul livello del mare ma con una base che scende fino a 2.400 metri sotto l’acqua, non impedisce di osservarne da vicino le eruzioni. Stromboli è semplicemente selvaggia, tant’è che ogni tanto si notano lungo la Sciara del Fuoco lanci di bombe vulcaniche di metri di diametro, mentre nei cieli sopra l’isola vola il falco della regina, rapace migratore tra i più rari del Mediterraneo. Cosa hanno in comune i vulcani più attivi del mondo? Ciò che, come potete immaginare, non lascia dubbi.
Come arrivare a Stromboli
Anche guardando una foto di questo incantevole posto, dopo lo stupore iniziale per la bellezza subito una domanda sorge spontanea: come arrivare a Stromboli? Questa isola infatti sembra un angolo appeso sul mare aperto, senza un aeroporto e senza un vero porto turistico, raggiungibile soltanto via acqua.
Il modo più semplice così è raggiungere l’isola via mare. Da Milazzo si arriva con aliscafi e traghetti in poche ore, mentre chi dovesse partire da altre città allora può puntare su Napoli oppure su Messina da cui partono collegamenti stagionali. Spesso compagnie come Liberty Lines e Siremar propongono motonavi che fanno scalo anche qui, ma volendo si possono noleggiare gommoni dalle isole vicine per circumnavigare il cono vulcanico.
A Stromboli però ci si arriva al cratere anche via terra tramite un sentiero escursionistico che parte dal paese di Piscità. Si tratta di una vera e propria escursione: ci sono circa 4 chilometri da fare per buona parte tra le rocce vulcaniche, con guida alpina obbligatoria oltre i 400 metri di quota per ragioni di sicurezza. Se l’andata è in salita continua, al ritorno ci sono circa 400 metri di dislivello da affrontare in discesa al buio (la salita si fa al tramonto per vedere le esplosioni illuminate). Insomma, visitare il vulcano più attivo del Mediterraneo non è per tutti: sia via mare sia via sentiero non è semplice, però ogni sforzo – fisico oppure economico – vale assolutamente la pena.















