Cefalù Calcio: un silenzio che fa male allo sport

Siamo ormai alla terza settimana di silenzio della società gialloblu, che continua il suo no-comment sulla situazione della squadra di prima categoria. Un silenzio che fa male e che persiste non solo nei confronti dei propri associati che vogliono risposte concrete sulle promesse fatte ma, anche, nei confronti della città che continua, imperterrita, a domandarsi cosa sia successo in questo turbolento mese di febbraio.

Nel silenzio più totale sembrerebbe che qualcosa per lo stadio si sia mosso e che ci sia stato un sopralluogo per capire le reali condizioni del Santa Barbara. Il tutto, però, è passato in sordina e si attende un comunicato stampa per capire i suoi esiti.

Se non dovesse cambiare nulla entro le prossime 24 ore, la partitissima tra la squadra normanna e la Stefanese (1° e 3°) in programma domani alle ore 15.00 presso il Santa Barbara, rischia di non essere disputata, seguendo il triste copione della scorsa settimana, dove gli uomini di Mister Minutella non sono scesi in campo nel ritorno di Coppa Italia contro il Gangi. Dalle ultime sembrerebbe che oggi, un dirigente dovrebbe incontrare la squadra per capire la situazione. Se si dovesse risolvere il tutto, una settimana penalizzerebbe il rendimento della squadra.

Come il famoso spot di una rete telefonica italiana, citiamo questa frase “il calcio è di chi lo ama” e di chi, con tanti sacrifici alle spalle, scende in campo per difendere i colori della città che rappresenta. Il calcio è di chi, ogni settimana, val allo stadio per tifare ed incoraggiare i propri ragazzi durante una partita, sia che si vinca o che si perda.

Per quanto l’evoluzione del calcio abbia snaturato il concetto di sport e abbia aggiunto la componente economica sempre più presente, è giusto che una società, dopo mille proclami e promesse, debba assumersi le proprie responsabilità, concludendo così questa triste pagina sportiva a cui stiamo assistendo.