Il melanoma cutaneo

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che origina dai melanociti presenti nella pelle. E’ un tumore più frequente in età giovanile e ogni anno in Italia si registrano circa 10.500 nuovi casi. L’esposizione al sole è sicuramente il fattore causale principale mentre un ruolo decisamente inferiore gioca la predisposizione genetica.

Come si può prevenire l’insorgenza di un melanoma?

Riducendo l’esposizione ai raggi ultravioletti sia naturali (solari) che artificiali (lampade /lettini abbronzanti) ed utilizzando adeguate protezioni a schermo sia fisico che chimico (creme a filtro solare elevato). Bisognerebbe inoltre evitare le scottature della pelle derivanti dall’esposizione prolungata durante le ore più calde della giornata.

Come si può diagnosticare un melanoma precocemente?

Le lesioni con diametro < 1 cm, possono non avere alcuna caratteristica sospetta all’ispezione clinica e rivelare la loro natura solo attraverso il dermatoscopio. Quest’ultimo è uno strumento dotato di una lente di ingrandimento e una fonte luminosa, in grado di ingrandire di almeno 10-20 volte le lesioni e studiarne al meglio le caratteristiche fisiche non visibili ad occhio nudo. La dermatoscopia, integrata all’esame clinico ed anamnestico non solo consente una diagnosi precoce ma anche riduce il numero di escissioni chirurgiche inutili. Quali sono le caratteristiche cliniche di un melanoma? Si tratta di nevi di recente insorgenza oppure presenti da lunga data che presentano caratteristiche evolutive recenti con modifica del loro aspetto. Per poter ritenere un nevo meritevole di asportazione normalmente si utilizza l’adozione di una check-list o Sistema ABCDE:

  1. asimmetria
  2. bordi irregolari
  3. colore irregolare
  4. dimensioni (diametro > 6 mm)
  5. evoluzione


I pazienti che presentano un nevo con caratteristiche sospette dovrebbe essere inviata dal chirurgo per eseguire l’asportazione e l’esame istologico della lesione.

In caso di evidenza di melanoma all’esame istologico cosa succede?

Dipende dallo stadio del melanoma. Nei melanomi in fase iniziale (Stadio T1a) è sufficiente il solo ampliamento dell’escissione chirurgica precedente, procedendo ad asportare la recente cicatrice con ulteriore tessuto circostante che può essere sede di satelliti tumorali microscopici.

E in tutti gli altri casi?

Poiché i melanomi possono diffondere anche attraverso il sistema linfatico, nei melanomi più grandi e con caratteristiche macroscopiche più aggressive (es. ulcerazione) può essere indicato eseguire la tecnica del Linfonodo Sentinella. In questo caso all’ampliamento della cicatrice chirurgica si associa l’asportazione del primo linfonodo (depuratore) della stazione di drenaggio e in caso di positività per metastasi si procederà all’asportazione dell’intero distretto linfonodale. Nei melanomi con spessore < 1 mm il rischio di metastasi linfonodale è raro, mentre sale al 60 % nei melanomi > 4 mm. Nei melanomi in stadio avanzato (metastatici) oltre alle procedure precedenti potrebbe essere necessario instaurare un trattamento chirurgico mirato all’asportazione di lesioni singole operabili (non sempre possibile) e sicuramente sistemico con farmaci stabiliti dall’oncologo di fiducia in funzione dello stadio di malattia.

Cosa si sente di consigliare ai cittadini?

Certamente adottare precauzioni nei confronti dell’esposizione ai raggi ultravioletti.

La prognosi di questa malattia dipende prevalentemente dalla precocità della diagnosi. Consiglio non solo di rivolgersi al medico nell’eventualità una lesione melanocitica cambi aspetto, ma a prescindere, di affidarsi a persone esperte per eseguire anche una mappatura dei nevi dell’intero corpo al fine di individuare precocemente lesioni fortemente sospette o monitorare le lesioni con aspetto bordeline.

Nel melanoma precocità di diagnosi e trattamento sono sinonimi di guarigione, purtroppo non è possibile affermare la stessa cosa in tutti gli altri casi.