Al Cefalù film festival il regista che guarda a Theo Angelopoulos

“Vorrei avere l’opportunità di vivere per un periodo in Grecia per respirare la stessa aria e rivivere le atmosfere e gli stati d’animo di uno dei miei registi di riferimento, il greco Theo Angelopoulos, dalle visioni accecanti, raffinato e elegante nei suoi film”. Lo afferma Daniele Ceccarini che con il suo nuovo cortometraggio partecipa alla terza edizione del Cefalù film festival. Lo abbiamo intervistato.

Chi è Daniele Ceccarini e come nasce la passione per il cinema e per il cortometraggio in particolare?
Sono un amante dell’immagine e fin da bambino volevo raccontare storie attraverso la fotografia ed i video, cercando di fissare i momenti della vita delle persone che mi circondavano. In particolare ascoltavo le storie che mi raccontava mia nonna, della sua vita, della guerra, del paese e del suo mare e di come si era trasformato nel tempo. Fantasticavo che un giorno ne avrei potuto fare un film mentre con lei guardavo e mi innamoravo di quelli di Totò e Peppino.

ceccarini2Hai un particolare progetto al quale sei particolarmente legato?
Sono molto legato al mio ultimo progetto il cortometraggio #Gerda perché per la prima volta ho avuto l’opportunità di dirigere un grande attore del calibro di Alessandro Haber.

Giri il mondo. C’è un paese al quale sei maggiormente legato e perchè?
Grazie al mio lavoro ho spesso la fortuna di viaggiare. Vorrei avere l’opportunità di vivere per un periodo in Grecia per respirare la stessa aria e rivivere le atmosfere e gli stati d’animo di uno dei miei registi di riferimento, il greco Theo Angelopoulos, dalle visioni accecanti, raffinato e elegante nei suoi film.

Cosa pensi della situazione del cinema indipendente?
Trovo che ci sia molto fermento culturale ed eccellenti maestranze. Indubbiamente il cinema italiano vive un momento di difficoltà ma sono ottimista e sono convinto che, anche grazie ai numerosi festival, si riuscirà a rendere il cinema, anche indipendente, più pregnante nella quotidianità  di tutti. La storia ci insegna che spesso le grandi cinematografie sono scaturite dai momenti più difficili.

Quali difficoltà si incontrano per emerge nel mondo della cinematografia?
Prima di tutto sono molto esigente con me stesso e per questo molto concentrato sul mio lavoro, confrontandomi anche con i numerosi e talentuosi registi che ci sono in italia e all’estero.

Che messaggio senti di lanciare agli organizzatori del Cefalù film festival?
Più che un messaggio mi sento di ringraziare, perché è merito del lavoro di tanti esperti ed amanti del cinema che dedicano il loro impegno ad organizzare questi eventi che abbiamo la fortuna di  godere dei numerosi lavori autoriali che differentemente avrebbero difficoltà ad emergere e ad essere notati.