14 Nuovi Cardinali: il Messaggio del Papa

A che serve guadagnare il mondo intero se si vive tutti presi da intrighi asfissianti che inaridiscono e rendono sterile il cuore e la missione?”. Questa la domanda che Papa Francesco ha posto ai 14 nuovi cardinali ai quali ha imposto oggi la berretta rossa. “In questa situazione si potrebbero già intravedere gli intrighi di palazzo, anche nelle curie ecclesiastiche”, ha osservato il Papa con molta franchezza. “La più alta onorificenza che possiamo ottenere – ha spiegato ai nuovi porporati – la maggiore promozione che ci possa essere conferita: servire Cristo nel popolo fedele di Dio, nell’affamato, nel dimenticato, nel carcerato, nel malato, nel tossicodipendente, nell’abbandonato, in persone concrete con le loro storie e speranze, con le loro attese e delusioni, con le loro sofferenze e ferite”. Secondo Francesco, “solo così l’autorità del pastore avrà il sapore del Vangelo e non sarà come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita”. “Nessuno di noi – ha scandito – deve sentirsi superiore ad alcuno. Nessuno di noi deve guardare gli altri dall’alto in basso. Possiamo guardare così una persona solo quando la aiutiamo ad alzarsi”. “Non lasciarsi rovinare e imprigionare da logiche mondane che distolgono lo sguardo da ciò che è importante”, è stato l’invito del Pontefice, e “rivolgere lo sguardo, le risorse, le aspettative e il cuore a ciò che conta: la missione”: è Gesù, infatti, che “ci insegna che la conversione, la trasformazione del cuore e la riforma della Chiesa è e sarà sempre in chiave missionaria, perché presuppone che si cessi di vedere e curare i propri interessi per guardare e curare gli interessi del Padre”. Quinto concistoro, i 14 nuovi cardinali In questo suo quinto Concistoro, dinanzi a 12 delegazioni nazionali tra cui quella italiana guidata dal vice premier Luigi Di Maio, il Papa ha conferito la “berretta” rossa – segno della disponibilità a comportarsi “con fortezza fino all’effusione del sangue” – e l’anello a 14 nuovi cardinali, di cui 11 ‘elettori’ e tre ultraottantenni. I nuovi votanti in un eventuale Conclave sono l’iracheno Louis Raphael I Sako, patriarca caldeo di Baghdad (che a nome di tutti i neo-porporati ha espresso sostegno per lo sforzo di pace di papa Francesco); Luis Ladaria, spagnolo, prefetto della Dottrina della fede; Angelo De Donatis, vicario di Roma; Giovanni Angelo Becciu, già sostituto della Segreteria di Stato e neo-prefetto per le Cause dei santi; Konrad Krajewski, polacco, elemosiniere pontificio; Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi (Pakistan); Antonio dos Santos Marto, vescovo di Leiria-Fatima (Portogallo); Pedro Barreto, arcivescovo di Huancayo (Perù); Desiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina (Madagascar); Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila; Thomas Aquinas Manyo, arcivescovo di Osaka (Giappone).

Gli “over 80”, quindi non elettori, sono invece Sergio Obeso Rivera, ex arcivescovo di Xalapa (Messico), Toribio Ticona Porco, ex prelato di Corocoro (Bolivia), e Aquilino Bocos Merino, spagnolo, ex superiore dei Claretiani. “Questa è la più alta onorificenza che possiamo ottenere, lamaggiore promozione che ci possa essere conferita – ha detto loro -: servire Cristo nel popolo fedele di Dio, nell’affamato, nel dimenticato, nel carcerato, nel malato, nel tossicodipendente, nell’abbandonato, in persone concrete con leloro storie e speranze, con le loro attese e delusioni, con leloro sofferenze e ferite”. “Nessuno di noi deve sentirsi ‘superiore’ ad alcuno – ha aggiunto -. Nessuno di noi deve guardare gli altri dall’alto in basso. Possiamo guardare così una persona solo quando la aiutiamo ad alzarsi”. Con la nuova “infornata” di porporati cambiano anche gli equilibri in un ipotetico Conclave: il nuovo Collegio cardinalizio conta 226 membri, di cui 125 votanti e 101 ultra-ottantenni, e con il drappello di 11 nuovi ‘elettori’ il gruppo dei possibili votanti nominato da Bergoglio (in tutto 59) è ora ampiamente il più numeroso, distanziando quello dei nominati da Benedetto XVI (47) e Giovanni Paolo II (19). –