Cefalù: una tradizione religiosa per recuperare il sano rapporto con il mare

Quest’anno ricorrono i venticinque anni da quando il sogno e la profezia pastorale del caro padre Santino Di Gangi, allora parroco della parrocchia della Kalura, hanno dato vita nel lontano 1993, con i primi collaboratori della Parrocchia e alcune famiglie di pescatori, alla solennizzazione “popolare” della Pasqua di Maria. Da quegli inizi di questa bella tradizione dal carattere profondamente religioso e dunque umano e sociale, sono cambiate tante cose nella nostra Cefalù ma non è mutata affatto la fede del popolo. Questa “esperienza popolare” di fede e di amore per il Signore, per la Vergine Maria e per la nostra Città ci fa continuare a volgere lo sguardo a Colei che ci ha donato il Salvatore, Colei nella quale si sono compiute le promesse pasquali e che continua a risplendere come Stella che annuncia il Giorno e Faro che conduce all’approdo sicuro. Anch’io, da otto anni parroco di questa comunità parrocchiale, sono testimone oculare di come per la gente di Cefalù e per molti dei suoi ospiti e turisti celebrare l’Assunta in questa forma consente di recuperare anche il sano rapporto con il nostro mare. La navigazione per mare, la messa al Porto, la fiaccolata costeggiando il faro, l’arrivo in parrocchia e la condivisione gioiosa, il silenzio delle ultime ore notturne, la comunità in preghiera sulle note dello stupore dell’alba ogni anno ricaricano ognuno di noi e ci immergono in una vera festa pasquale. In questo XXV dei festeggiamenti dell’Assunta, ancora una volta è la bellezza della “Donna vestita di Sole” e la forza del nostro mare ad attirarci e a unirci. Come il mare circonda la nostra Città di Cefalù e diventa vita per essa, così anche la nostra fede ci circondi e diventi segno visibile della Presenza del Salvatore e di sua Madre Maria, che condividono la nostra storia personale e comunitaria. 

O santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella del mare,
soccorri il tuo popolo
che anela a risorgere.

Con questa antica antifona mariana, che è per il XXV anno di festeggiamenti il filo conduttore della nostra preghiera, vogliamo ancora una volta testimoniare che abbiamo urgente bisogno di volgere lo sguardo alla bellezza della nostra natura umana abitata dal Signore. In Maria tutto ciò è semplicemente visibile e accessibile. Abbiamo bisogno di sperimentare, oggi più che mai, la forza della resurrezione!

Attraverso questa felice ricorrenza, vogliamo comunicare al nostro mondo contemporaneo, così ricco di provocazioni e possibilità di rinnovamento e di slancio, che non possiamo perdere l’appuntamento con la storia: “Dobbiamo lasciare un segno e un segno che rimanga!”

Don Domenico Messina
parroco della «Parrocchia Sant’Agata vergine martire» di Cefalù