Il ruolo storico ed “eroico” del Treno Armato di Termini Imerese durante la Seconda Guerra Mondiale (Luglio 1943)

I treni armati, furono particolari convogli ferroviari utilizzati per la difesa delle coste, dei porti, per il controllo delle linee ferrate e per la difesa dei convogli. Il loro armamento era composto da pezzi di artiglieria e mitragliatrici di piccolo medio e calibro. In Italia, lo sviluppo di questi specifici treni risale alla Prima Guerra Mondiale e furono impiegati per la difesa delle coste adriatiche dal fuoco navale austriaco. Nei due conflitti mondiali, i convogli armati parteciparono attivamente alla difesa degli oltre 8000 chilometri di costa, riuscendo il più delle volte a portare a termine il loro compito con esito positivo. Agli inizi della Seconda Guerra Mondiale le principali operazioni si svolsero in Liguria, durante le azioni contro le ridotte corazzate francesi che sbarravano la litoranea, nel resto della penisola ed anche in Sicilia, dove peraltro la loro partecipazione alle operazioni di guerra fu limitatissima per il totale controllo del cielo da parte dell’aviazione Alleata.

In realtà, a Termini Imerese fu attivo il Treno Armato (siglato T.A. 152/1/T). Esso era inserito nel quadro del Comando Operativo di Messina Marimobil I, in ausilio alle postazioni militari fisse di difesa costiera del litorale Nord orientale della Sicilia. I pezzi d’artiglieria che armavano il carro ferroviario erano costituiti da due cannoni a duplice uso (antiaereo-antinave dal calibro di 76/40 mm), prodotti dalla Società Ansaldo di Genova. I sopraindicati cannoni furono progettati nel 1914 e disponevano di un tiro utile di 5.500m con una gittata massima di 6000m. Tuttavia, i treni armati (e nello specifico quello operante a Termini Imerese, località, dove peraltro quest’anno ricorre il 75° anniversario dei bombardamenti sulla città da parte degli aerei americani) se in specifiche circostanze, fossero stati forniti di una adeguata protezione contraerea, avrebbero costituito certamente una vera e propria minaccia per i piloti avversari.

Pertanto, si viene così a sfatare la leggenda metropolitana che da parecchio tempo circola a Termini Imerese, e che tende a svilire del tutto il ruolo di questa “nave su rotaie”, soprattutto in relazione al bombardamento del Luglio 1943. Si è affermato, infatti, che in tale occasione, il Treno Armato sarebbe stato prontamente nascosto alla vista dei bombardieri, nella vecchia galleria ferroviaria (dismessa e sostituita, agli inizi degli anni 50′ del Novecento, da quella attuale).

Le precisazioni forniteci da Laurent Icardo, invece, dimostrano che non fu, quindi, un atto di codardia degli occupanti del Treno Armato, bensì un atto legato al buon senso, onde preservare la cittadina imerese da ulteriori ripicche e recrudescenze di bombardamenti, da parte delle preponderanti forze aeree alleate. Queste ultime, come ribadisce lo studioso, detenevano ormai il dominio assoluto degli spazi aerei.

Abbiamo chiesto al ricercatore e storico francese, Laurent Icardo (1), di parlarci del ruolo svolto dai Treni armati che operarono in Italia nel contesto della Seconda Guerra Mondiale e, nello specifico, del treno armato (T.A. 152/1/T), a presidio di Termini Imerese.

«I treni armati della Regia Marina furono utilizzati sia durante la prima che la seconda guerra mondiale, essenzialmente per la difesa costiera e dei porti. Le principali operazioni dei T.A. durante la seconda guerra mondiale si concentrarono in Liguria, durante le operazioni contro la Francia. Il 14 giugno 1940 il T.A. 120/3/S uscì dalla galleria Castello e tirò 93 granate da 120 mm contro la squadra navale francese uscita da Tolone per bombardare Genova. Il 22 giugno, nell’ambito della battaglia delle Alpi Occidentali, i treni armati vennero chiamati ad appoggiare le Divisioni “Cosseria” e “Cremona” del Regio Esercito. Il T.A. 120/2/S di Ponte San Luigi si mise in batteria nel tratto di binario di Capo Mortola, all’uscita della galleria Hanbury (sotto gli omonimi giardini in prossimità dal confine), impegnando le formidabili fortificazioni nemiche; si ritirò dopo aver sparato 232 colpi in mezz’ora, quando fu inquadrata dal fuoco degli obici francesi; lo stesso comandante, tenente di vascello Giovanni Ingrao (MOVM alla memoria) cadde con cinque suoi marinai mentre cercava di staccare dal treno immobilizzato il carro santabarbara per metterlo al riparo in galleria; in totale il treno n. 2 perse 8 uomini, oltre a 14 feriti. Il giorno successivo, 23 giugno, entrarono in azione il T.A. 120/2/S ed il T.A. 120/5/S, che bersagliarono con successo i forti di Cap Martin con rispettivamente 150 e 208 colpi, senza venire inquadrati dal tiro di controbatteria. Cessate le ostilità contro la Francia, in agosto il T.A. 120/1/S fu trasferito in Sicilia ed il T.A. 120/4/S in Calabria; in aprile 1941 il T.A. 152/3/T ed il T.A.152/5/T furono trasferiti nelle Marche, rispettivamente a Porto San Giorgio e Fano. A maggio toccò al T.A. 120/3/S, che da Albisola fu trasferito a Porto Empedocle, ed il T.A. 152/1/T, che da Termini Imerese venne inviato a Metaponto, in Basilicata. Nonostante il trasferimento in Sicilia di 10 unità, la partecipazione dei T.A. alle operazioni di guerra dopo lo sbarco americano, fu limitatissima, in quanto il totale controllo del cielo da parte dell’aviazione Alleata non consentiva l’uscita dei treni dai ricoveri e questi ultimi furono fatti saltare dagli equipaggi durante la ritirata dall’isola».

(1) Fin dalla tenera età, questo studioso ha coltivato lo studio della storia militare e, in particolare, delle fortificazioni. Questi studi e ricerche, nel corso tempo lo hanno portato ad interessarsi maggiormente della battaglia delle Alpi Occidentali, ovverosia, l’insieme degli avvenimenti di guerra avvenuti fra il Regno d’Italia e la Francia nel 1940. Il nostro ha proseguito le ricerche del Colonnello Henri Beraud, storico militare, e del suo insegnante, il professore di storia contemporanea Jean Louis Panicacci, addentrandosi e applicandosi profondamente nello studio delle battaglie che furono combattute in Albania, Grecia e Russia (dai quali hanno tratto ispirazione gli scrittori Mario Rigoni Stern e Curzio Malaparte), durante la Seconda Guerra Mondiale, e altresì ha approfondito l’interessantissimo e complesso studio delle armi e delle uniformi e, non ultimo, quello dei Treni Armati della Regia Marina.

Fonti bibliografiche:

www.portaledifesa.it

www.marina.difesa.it

Treni armati della Regia Marina, Wikipedia.

Anel Anivac, “Treni da guerra: Dalle origini ai giorni nostri”, Soldiershop Publishing, 2015.

G. Longo – Quando Termini Imerese negli anni Quaranta proteggeva le sue coste con il “Treno Armato” -.

G. Longo “Il Treno Armato di Termini Imerese nel contesto della difesa costiera siciliana”.

G. Longo “Il treno armato tra i due conflitti mondiali”.

Virginio Trucco “I treni armati”, Tecnica Professionale N° 7 Luglio/Agosto 2013.

Virginio Trucco “Le FS nella Grande Guerra – La Sesta Armata”, La Tecnica Professionale N. 12 dicembre 2018.

Foto a corredo dell’articolo: tratta dall’articolo “Una nave sui binari” Le vie d’Italia volume 49, 1943.

Giuseppe Longo
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