Decreto sicurewzza: Lazio per il no alla chiusura degli Sprar

“Nel Lazio abbiamo stanziato 1,2 milioni di euro per mitigare gli effetti del dl Sicurezza e non far chiudere gli Sprar”, i centri del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Il decreto è vergognoso. Stiamo valutando il ricorso alla Consulta, che deve essere cogente e preparato nel migliore dei modi per evitare che sicurezza e civiltà siano messe in discussione”, aggiunge.

Sei regioni contro Salvini – Il Lazio è la sesta regione gestita dal Pd che “boicotta” il decreto Sicurezza, insieme a Umbria, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Calabria. Lo strumento giuridico con il quale alcuni governatori si stanno opponendo al Viminale è il ricorso alla Corte costituzionale.

Secondo la Giunta umbra – solo per citare un caso tra i sei – il provvedimento presenta profili di “palese incostituzionalità che vanno a impattare su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali salute, assistenza sociale, diritto allo studio, formazione professionale e politiche attive del lavoro e l’edilizia
residenziale pubblica”.

Cosa sono gli Sprar – Non si tratta di centri per l’identificazione e l’eventuale rimpatrio degli stranieri entrati illegalmente sul suolo italiano. I centri che compongono lo Sprar (a luglio 2018: 877 progetti e 1825 Comuni coinvolti) si occupano esclusivamente di quanti richiedono protezione internazionale, protezione umanitaria, protezione sussidiaria e rifugiati.

Come spiegato sul sito istituzionale,  il sistema Sprar è “composto da una rete strutturale di Enti locali che, accedendo al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA) nei limiti delle risorse disponibili, realizzano progetti di accoglienza integrata destinati a richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria, e minori stranieri non accompagnati in stretta collaborazione con gli organismi del terzo settore presenti sul territorio”.

Tutte e 20 le Regioni italiane sono coinvolte nella rete Sprar, ma le prime 5 Regioni con il maggior numero di progetti attivi a giugno 2018 sono la Calabria (125 progetti), la Sicilia (114), Puglia (112), Campania (90) e Lombardia (64). In termini di posti attivi, invece, la Sicilia continua ad essere la Regione con il numero più elevato (4.839), seguita dal Lazio (4.467), Calabria (3.717), Puglia (3.459) ed Emilia Romagna (3.038)