100 cefaludesi: Nando Zannella, l’imprenditore che ha fatto sognare Cefalù

Nando Zannella è l’imprenditore che ha fatto sognare Cefalù ed ha cambiato con questo sogno la città. Per questo il suo nome è rimasto scolpito un po’ ovunque fra i cefaludesi. Da uomo di idee, infatti, ha fatto sognare quanti abitavano fra le abitazioni della cittadina normanna e ancora oggi la sua presenza si avverte e si percepisce negli ambienti dove si costruisce la città. Il sogno di Nando, infatti, ha cambiato la Cefalù degli anni che hanno chiuso il secolo delle due guerre mondiali. Per un ventennio tra i cefaludesi si è respirata aria di innovazione, cambiamento e persino partecipazione alla vita pubblica. Sono gli anni che hanno visto arrivare a Cefalù il mondo dell’associazionismo che ha finito col coinvolgere i giovani in progetti sociali e culturali. 

Nando è arrivato a Cefalù negli anni ’80 e vi ha portato subito innovazione, idee ed iniziative. L’innovazione era il suo motto: «Che problema c’è, facciamolo!». Le idee, invece, erano il suo pane quotidiano. Le iniziative servivano a coinvolgere i cittadini. In una città per certi versi rassegnata il motto di Nando diventa una sorta di rivoluzione. Un po’ ovunque ci si rende conto che si potevano fare grandi cose perché bastava solo saper osare. E Nando inizia a mostrare a tutti cosa significava osare per cambiare. Si comincia con la costruzione di quel palazzetto dello sport di via Aldo Moro che ancora oggi è punto di riferimento e d’incontro fra sportivi di diverse generazioni. Accanto all’innovazione arrivano anche le idee. Quelle di Nando rivoluzionano il basket cefaludese perché creano strutture che non restano chiuse ma diventano occasione di incontro perché funzionano. E così Nando per guardare la partita chiama a tifare l’uomo di strada e il professionista, il senza lavoro e quello che guadagnava, il giovane e l’anziano, l’intenditore di sport e il semplice appassionato, il tifoso e persino colui che non aveva passioni. E mentre Nando invita a sognare la città si sveglia perché i suoi cittadini capiscono che innovando con idee si può cambiare la società. Cefalù si sveglia. I suoi cittadini vengono avvolti da un  vero e proprio risveglio sociale: nascono associazioni, si costituiscono gruppi politici, si organizzano i commercianti, si da vita a marce e proteste. In città un po’ ovunque si respira aria di cambiamento. Anche la chiesa locale avvia processi di innovazione e sul registro della comunicazione la città di Cefalù finisce su tutti i giornali del mondo.

Accanto all’innovazione e alle idee Nando porta anche le iniziative. E così presto l’idea di cambiamento dallo sport pervade tutta la società cefaludese. Anche l’opinione pubblica cresce e matura: nascono radio e televisioni private. Nando riesce a far capire alla società cefaludese, tramite lo sport, che Cefalù non era un piccolo paesino identico ai tanti altri che si ergono col proprio campanile vicino. Cefalù per Nando è un luogo magico perché possiede tante potenzialità da far esplodere. E presto, grazie a Nando, anche queste potenzialità vengono fuori un po’ ovunque. E mentre si andava a chiudere il secolo delle due guerre mondiali a Cefalù si sognava … di un sogno che cambiava la città.

Nando ha chiuso gli occhi a questo mondo il primo gennaio del 2009. Da allora le sue idee hanno camminato con le gambe di quanti lo hanno conosciuto ma anche con quelle di coloro che hanno sposato il suo progetto di innovazione e cambiamento sociale.

Per ricordarlo a dieci dalla sua morte sabato 12 gennaio alle ore 19:00, Zannellart e Donne in arte, terranno al Teatro comunale di Cefalù lo spettacolo “Sport è vita”. Ideato da Liana D’Angelo vedrà sul palcoscenico Simona Testa, Ester Katia Stimolo, Arturo Pappalardo, Giada Testa, Giuliano Cassataro e la stessa Liana D’Angelo.