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Lascari: dal casale medievale una storia di uomini, tradizioni, feste e dodici torri

Le origini di Lascari sono in un Casale medievale che si trovava a nord-est dell’odierno centro abitato. La storia narra che esisteva un Casale con la Chiesa di Santa Eufemia che faceva parte della Chiesa di Cefalù ai tempi del vescovo Giovanni Di Stefano (1254 – 1269). Il Casale era un luogo fortificato che aveva vicino un bosco dove si trovavano salici, pioppi e olmi. Proprio questo bosco potrebbe aver dato il nome all’odierna zona del “boschetto”. Il Casale, secondo alcune tradizioni, è stato visitato da alcuni Re, in particolare il 28 febbraio 1359 vi sarebbe morta la nobile Eufemia D’Aragona, Vicaria del Regno di Sicilia. Nel XVII secolo il Casale si trasforma perché la zona si popola in quanto nel territorio vi scorrevano tre fiumi d’acqua. I contadini arrivavano in particolare da Gratteri. Il 26 febbraio 1693 il Vescovo di Cefalù Matteo Orlando (1764 – 1695) eleva a Parrocchia la Chiesa Sacramentale di Santa Eufemia. Ad amministrarla arriva il Sacerdote Giuseppe Cannella. Il territorio si popola. Nel 1798 sono 500 i suoi abitanti che diventano 789 nel 1852. Lascari viene riconosciuto Comune ma senza diritto al territorio che apparteneva invece a Gratteri. Il 28 giugno 1890 Francesco Crispi, allora Ministro dell’Interno, ordina la divisione del territorio tra i Comuni di Lascari e di Gratteri. Per avere il proprio territorio, però, il comune di Lascari deve attendere il 1927. Il Decreto con il quale il Re Vittorio Emanuele III firma la concessione del territorio cui Lascari aveva diritto porta la data del 6 ottobre 1927. Il nuovo territorio di Lascari è circondato da tre torrenti: Calcavecchio, Callavarisca e Colluzzo. Per questo il territorio, durante l’estate, si trasforma in una zona malarica. La zona viene bonificata. Il 22 Aprile 1968 il comune ottiene la concessione dello Stemma Araldico e del Gonfalone.

Da visitare oggi. La Chiesa Madre è dedicata a san Michele Arcangelo. Costruita nel 1700 è stata inizialmente dedicata a San Francesco d’Assisi. Al suo interno si trova una scultura lignea del Cristo crocifisso in legno di cipresso macchiato a noce. E’ il Patrono della comunità. A poca distanza dal centro abitato si trova il Casale con i ruderi della Chiesa di Santa Eufemia. Negli anni ’60 in questa zona è stata portata alla luce una necropoli risalente al periodo della dominazione araba (827-1061). Vi sono stati ritrovati frammenti di vasellame e vari corredi funerari. Nel territorio di Lascari si trovano dodici torri di avvistamento costruite tra il XVI e il XVII secolo. Ogni torre è caratterizzata da tre elevazione: il piano terra che serviva quale magazzino, il primo piano dove si trovava la zona notte e il secondo piano con la terrazza che serviva per le osservazioni. 

La festa più importante è quella del Crocifisso che si tiene la prima domenica di luglio. Suggestiva è la processione che vede dodici uomini, i cosiddetti “Apostoli”, scalzi, vestiti di bianco e con il bacino cinto da una fascia rossa portare il Crocifisso per le vie del paese. Questi 12 uomini si tramandano il posto da padre in figlio. Oltre al simulacro del Cristo viene portata in processione una reliquia della Santa Croce, conservata in un reliquiario in argento. Tra gli appuntamenti anche la Mostra Mercato dei prodotti tipici e artigianali che ogni anno si svolge negli ultimi quattro giorni della seconda settimana del mese di agosto. Per le vie del paese vengono allestiti un centinaio di stands dove artigiani che arrivano da tutta la Sicilia espongono i loro prodotti. Da vivere a Lascari anche la tradizionale «Tavolata dei Virgineddi». La tradizione racconta che gli abitanti di Lascari, come segno di devozione a San Giuseppe, solevano allestire delle tavole imbandite nelle proprie case, aperte a tutta la cittadinanza, in cui venivano offerti i cibi tipici della festività. Oggi il Comune allestisce una tavolata lunghissima che copre l’intera via Libertà, nel centro del paese, che consta di circa 350 posti a sedere, in cui la popolazione lascarese e quella dei comuni limitrofi, in vari turni, ha la possibilità di gustare alcuni piatti della tradizione cittadina, tra cui “I cassateddi” di ceci, tipici dolci lascaresi.