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Motta D’Affermo: Rito della Luce 2019

“Benvenuti al Rito della Luce” …ecco come venivano accolti i partecipanti al rito della luce 2019, il cui tema quest’anno era l’eresia. L’eresia intesa come scelta di libero arbitrio, per liberi pensatori che scelgono di manifestare il proprio pensiero distaccandosi dall’ormai dilagante pensiero comune che appiattisce tutto.
All’ombra, si fa per dire, della piramide 38° parallelo, voluta da Antonio Presti e da Mauro Staccioli, recentemente scomparso, si sono esibiti centinaia di artisti provenienti da tutta italia, che hanno raccolto l’invito di Antonio Presti a partecipare al rito della luce solstizio d’estate che ha avuto il suo happening nella giornata di domenica 23 giugno.
Migliaia di persone hanno raggiunto Motta D’Affermo, per essere poi trasportati con un sistema di navette nel luogo ove sorge la piramide dove si sono trattenute fino al tramonto (ieri un po’ coperto dalle nuvole, purtroppo) per carpire tutta l’energia fino all’ultimo raggio di sole della giornata. Perfetto Anfitrione lo stesso Antonio Presti, che osservava soddisfatto il risultato di una delle tante creazioni della sua fervente fantasia, forse la più eclatante.
Anche se il suo creatore pensa di rendere il rito itinerante e spostarlo in altri posti come per esempio i Comuni della valle dell’alcantara, chi scrive pensa che sarà difficile trovare un luogo che dia misticità al rito come la collina su cui sorge la piramide di Staccioli.
L’alchimia che si crea tra la bellezza del luogo, che gode tra l’altro di uno splendido panorama su entrambi i versanti della costa tirrenica, sia ad est che ad ovest ed è un balcone privilegiato verso nord che guarda alle isole eolie, che nelle giornate favorevoli sembra siano a un tiro di schioppo.
A un certo punto il rito diventa magico, coinvolge chi vi partecipa, forse inconsapevolmente, lasciandosi trascinare dall’onda di spiritualità che tutto travolge, che rende lo scenario quasi sacrale, fino al silenzio assoluto, rispettoso della bellezza che si può ammirare, nel momento in cui il sole esala il suo ultimo raggio del giorno, immergendosi totalmente nelle acque di un mare che, a quel punto, neanche si distinguono più dal cielo, creando un unicum che tutto avvolge, che getta nell’oblio tutto ciò che vi è attorno, fino alle prime luci dell’alba, quando lo stesso sole riprenderà il suo percorso, in un ciclo continuo, latore di vita, fino alla fine dei tempi.
Forse in questo, il mecenate Antonio Presti ci ha azzeccato, la sua eresia, l’eresia della bellezza, questa volta si è compiuta, è riuscito a trascinare migliaia di persone, in un luogo quasi inaccessibile, in cima ad una collina che fino a pochi anni fa era abitata solo da pecore e capre ed oggi, almeno per pochi giorni all’anno diventa meta di un popolo che cerca qualcosa che in altri luoghi, in altri momenti, non riesce a trovare.
Da domani si ricomincia, questo popolo smetterà i panni del sognatore, dell’eretico, e ritornerà alle sue abituali occupazioni, ci sarà l’impiegato, il medico, l’avvocato, ognuno con il proprio ruolo nella società, ma con una speranza, che comunque l’anno successivo ci sarà un giorno in cui sarà possibile sognare, andare oltre, in un luogo, inseguire una eresia.
Massimo Raimondi