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«Chi è abbronzato non si deve più proteggere dal sole». Falso. Ecco perché

E’ convinzione comune, fra quanti vanno a mare a prendere anche la tintarella, che «chi è abbronzato non si deve più proteggere dal sole». In tanti pensano che il rischio di scottarsi al sole  diminuisca a mano a mano che la pelle si abbronza. Per questo una volta presa l’abbronzatura molte persone non proteggono più la loro pelle dai raggi del sole. Gli effetti dannosi del sole si manifestano in maniera chiara e visibile con maggiore evidenza nei primi giorni di mare quando la pelle è ancora chiara e ci si comincia ad esporre al sole. In tanti, una volta presa la tintarella, si ritrovano la pelle scusa e pensano di potere stare sotto il sole quando e come vogliono senza più alcuna protezione. E’ un grosso errore che può costare caro alla pelle. La pelle abbronzata resiste di più ai raggi UVB sia Uva che Uvb ma questo non significa che non esiste più il rischio di melanoma.

1. Che cos’è l’abbronzatura. L’abbronzatura è una reazione naturale della pelle che assicura la sua difesa contro le aggressioni del sole. Quando la pelle è esposta al sole la melanina contenuta nello strato basale dell’epidermide risale verso gli strati più vicini alla superficie visibile della pelle. Spostandosi la melanina si ossida e assume un colore scuro. Ecco che si forma la cosiddetta abbronzatura. Ci sono due tipi di abbronzature. Quella immediata, che vi garantisce fin dalle prime esposizioni al sole, e quella tardiva che vi restare abbronzati. Una esposizione solare breve e controllata offre alcuni benefici a corpo. Un’esposizione incontrollata e irresponsabile può causare diversi danni alla cute con conseguenze che possono essere anche molto gravi.

2. Cosa sono i raggi ultravioletti. Il sole è in grado di originare differenti radiazioni elettromagnetiche, alcune visibili e altre invisibili. Queste radiazioni hanno caratteristiche diverse. In sintesi le radiazioni elettromagnetiche prodotte dal sole sono di tre tipi: la luce visibile (37%), i raggi infrarossi (60%), i raggi ultravioletti (3%). Anche se i raggi ultravioletti (UV) sono quelli che raggiungono in minor quantità la superficie terrestre sono quelli che destano più interesse perché provocano l’abbronzatura ma anche il fotoinvecchiamento e tanti altri danni quali, per esempio, il melanoma. I raggi ultravioletti si possono a loro volta classificare in tre gruppi in funzione della lunghezza d’onda che possiedono.

I raggi UV-A, rappresentano circa il 98% dei raggi UV, che hanno effetti ottimi sull’abbronzatura e moderati sul danneggiamento cutaneo. Penetrano in profondità nella pelle e distruggono capillari, collageni ed elastina  provocando eritemi e danneggiando la pelle, anche a lungo termine.

I raggi UV-B costituiscono il 2% dei raggi UV ed hanno una capacità di penetrazione inferiore perché non riescono a superare le strutture più superficiali della pelle. Gli effetti deleteri di questo raggi non sono da sottovalutare perché alterano il materiale genetico contenuto nel Dna aumentando il rischio di comparsa di tumori cutanei.

I raggi UV-C che sono i raggi ultravioletti più pericolosi e dannosi per la salute perché possiedono un alto potere cancerogeno. Fortunatamente, vengono trattenuti dalla fascia di ozono e per questo non hanno effetti particolari sulla pelle. Il rischio di esposizione a questi raggi aumenta in alta quota. L’assottigliamento dello strato di ozono che si è verificato negli ultimi anni, però, ha determinato un maggior rischio di ritrovarsi esposti a questi raggi.

3. I danni solari. I raggi ultravioletti sono utili per l’organismo ma un’eccessiva ed incontrollata esposizione porta ad alcuni effetti indesiderati ed anche gravi. Questi danni si possono manifestare sia nel breve che nel lungo termine. Fra le conseguenze più gravi ci sono i tumori della pelle. Fra quelle meno gravi troviamo: macchie solari e rughe. 

4. Come si difende la pelle dal sole. La pelle mette in atto alcuni meccanismi per difendersi dai raggi ultravioletti. Le radiazioni ultraviolette aumentano il numero di melanociti attivi, stimolando di conseguenza la produzione di melanina. Questa sostanza è responsabile dell’abbronzatura a breve e a lungo termine. Quella a breve termine si può vedere solo nelle persone con carnagione moderatamente scura. Si verifica, infatti, una fotossidazione della melanina che tende a diventare più scura. Questo fenomeno si manifesta immediatamente dopo l’esposizione solare e recede nel giro di pochi minuti. La melanina, quindi, protegge la pelle dagli effetti negativi delle radiazioni solari perché agisce come un vero e proprio filtro. Questa sostanza in altri termini ostacola la penetrazione dei raggi ultravioletti negli strati più profondi della cute. Un secondo sistema di protezione della pelle è quello portato avanti dai cheratinociti. I raggi ultravioletti, in particolare quelli UV-B, stimolano la proliferazione delle cellule che formano lo strato più esterno della pelle. Si forma così un maggiore spessore cutaneo che impedisce ai raggi ultravioletti di penetrare in profondità e danneggiare le cellule.

In caso di sovraesposizione al sole questi meccanismi di difesa possono risultare insufficienti. Ecco che si hanno dei danni cutanei più o meno gravi.

5. I danni prodotti dai raggi ultravioletti

Discromie cutanee. Sono le spiacevoli macchie cutanee. Anche se in molti casi il sole non sia il diretto responsabile, può diventarlo in particolari circostanze. È il caso delle lentigo senili che compaiono solitamente in tarda età adulta a causa di prolungate esposizioni ai raggi ultravioletti.

Effetti sugli occhi. Sono forse i meno noti, ma sono ugualmente nocivi. Le radiazioni ultraviolette, infatti, possono causare importanti danni alla cornea, alla retina e al cristallino. L’uso di occhiali protettivi non deve quindi diventare un semplice optional. Occorre usare occhiali a lenti scure specie nelle ore più calde del giorno.

Eritema solare. E’ la classica scottatura che è responsabile di sintomi come calore, bolle e arrossamento generale. In questo casi la cellula può anche andare incontro a morte prematura. Ecco perché l’ustione grave è molto dolorosa. I sintomi dell’eritema sono prurito e dolore. In caso di scottature particolarmente gravi è necessario rivolgersi al medico.

Rughe. Si caratterizzano per il fatto che conferiscono alla pelle un aspetto sgualcito. Un’abbronzatura eccessiva, infatti, causa la rottura del collagene e delle altre strutture cellulari cutanee con conseguente comparsa delle rughe.

Tumori della Pelle. Sono i danni più gravi e pericolosi provocati dal sole e dai raggi UV. Un’esposizione prolungata al sole, specie per i soggetti maggiormente fotosensibili, aumenta il rischio di sviluppare questo tipo di patologia. I tumori della pelle si sviluppano soprattutto a livello delle parti del corpo più esposte al sole come viso, orecchie, collo, braccia, spalle e dorso.