Lira rarissima: la moneta del 1946 che vale oltre 2.000 euro

Sono 12 le monete rarissime della lira coniate fra il 1946 e il 2001. Fra queste c’è la moneta da 1 lira coniata nel 1946. Trovarla oggi, proprio perché rarissima, non è facile. Chi la possiede, quindi, ha un piccolo tesoro perché questa moneta oggi vale circa 2.000 euro.

Come riconoscere la moneta da 1 lira del 1946? Il contorno della moneta è liscio. Al dritto vi è coniata la testa della dea Cerere, con lo sguardo rivolto a sinistra, attorniata dalla dicitura “Repubblica Italiana”, in basso vi è il nome dell’autore Romagnoli e le iniziali dell’incisore “P.G. Inc.”. Nel rovescio della moneta è incisa un’arancia con foglie e ramo. Sotto viene riportata la data di emissione, il valore e il simbolo della Zecca.

La lira “Arancia” pesa 1,25 grammi ed ha una circonferenza di 21,6 millimetri. Di queste monete nel 1946 ne furono coniate e immesse sul territorio: 104.000 pezzi. L’anno dopo ne sono state immesse di meno: 12.000 pezzi. A seguire ne sono state coniata 9 milioni nel 1948, 13 milioni e duecentomila nel 1949, e 1.942.000 pezzi nel 1950. A questo punto ha fine la coniazione di questa moneta. Nel 1951, infatti, nasce la minutissima lira del 1951.

Negli anni vengono ritirate dalla circolazione ben 1.958.395 esemplari di monete da 1 lira “Arancia”. Per questo quelle che restano in circolazione acquistano un valore più elevato. Per questo oggi le monete da 1 lira “arancia” vengono tutte ben quotate. Volendo fare una classifica diciamo la più rara è la moneta coniata nel 1947, proprio pecche quell’anno ne sono state immesse in circolazione appena 12.000 pezzi. A seguire c’è la moneta coniata nel 1946 di cui ne vengono coniate appena 104.000 pezzi.

La moneta del 1946 che vale oltre 2.000 euro

Attenzione ad acquistare oggi la moneta da 1 lira del 1946. In giro ve ne sono tantissime di false. Queste monete si acquistano solo da venditori ufficiali. Il consiglio a chi se le ritrova fra i ricordi è di non lasciarle mai in visione per qualche giorno, in attesa di conoscerne il reale valore, perché queste monete sono facilmente sostituibili con esemplari di scarso valore.