Bevi troppi caffè? Ecco cosa succede alle persone che assumono molta caffeina. I dati della ricerca scientifica.

Quanti caffè si possono bere durante il giorno? Una risposta non è semplice perché dipende da tante cose. In particolare dipende dalla persona e da come risponde agli effetti che provoca la caffeina. Di recente alcuni scienziati hanno messo in evidenza che le persone non possono consumare più di 28 tazze di caffè a settimana. Tradotto in giorni significa che non si dovrebbero bere più di 4 tazze di caffè circa al giorno. Ma è vero? Ripetiamo la risposta non è semplice. Ecco perché bisogna ricorrere a qualcosa di più soggettivo che la stessa scienza suggerisce. Uno studio che ha valutato 40.000 adulti ha scoperto che bere più di quattro tazze di caffè al giorno causa brutti effetti collaterali sul proprio corpo.

Gli effetti collaterali del bere troppi caffè. Gli effetti collaterali, o indesiderati, sono ei disturbi più o meno fastidiosi che può produrre l’assunzione di una determinata sostanza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una reazione avversa come «una reazione nociva ed indesiderata che si manifesta alle dosi normalmente utilizzate a scopo di profilassi, diagnosi o terapia». L’effetto collaterale o indesiderato in genere si presenta quando si esagera nell’assunzione di una determinata sostanza. L’insulina ad esempio può causare una riduzione del glucosio nel sangue. Gli anticoagulanti, invece, possono causare emorragie per dosi vicinissime alle terapeutiche. Ecco gli effetti collaterali che ci si deve aspettare, secondo la scienza, quando si bevono troppi caffè.

Gli effetti collaterali del bere troppi caffè.

1. Ansia. Una tazza di caffè può contenere mediamente anche 95 milligrammi di caffeina. Quindi bevendo 4 tazze di caffè al giorno si possono anche raggiungere  circa 500 milligrammi di caffeina quotidiana. Uno studio del «Journal of Psychopharmacology» riporta che chi consuma una elevata qualità di caffeina, intorno ai 500 milligrammi al giorno, si ritrova alti livelli di stress, ansia e persino depressione. Lo stesso studio afferma che consumare più di 1.000 milligrammi di caffeina a settimana è un fattore che scatena ansia elevata. Ecco perché le persone che hanno ansia e stress, e nello stesso tempo bevono caffè, dovrebbero migliorare le proprie abitudine di bere questa bevanda.

2. Disturbi del sonno. Secondo il «National Institutes of Health» assumere molta caffeina è fra le prime tre cause di contrazione delle palpebre. Ecco perché se il corpo invia questo segnale bisogna subito eliminare il consumo di caffè e aumentare invece l’apporto di acqua. Inoltre il caffè può provocare disturbi del sonno. Si possono infatti avere problemi al momento di addormentarsi. In questo caso, il consiglio generale è di non bere caffè dopo le ore 16. Attenzione anche alla sonnolenza. Uno studio ha evidenziato che un consumo moderato di caffeina influisce sul risveglio mattutino e provoca anche sonnolenza durante il giorno. Ecco perché ridurre l’assunzione giornaliera di caffè aiuta il ritmo del sonno e allontana la sonnolenza diurna.

3. Aumento della frequenza cardiaca. Bere molti caffè può portare ad un aumento della frequenza cardiaca e dare tachicardia. Questo è uno dei sintomi che più preoccupa le persone ansiose che finisce col peggiorare la situazione. Ecco perché in questi casi è bene limitare il bere caffè. Un consumo elevato di caffeina, infatti, può potare ad una alterazione nel ritmo del battito cardiaco alterato.

4. Nervosismo. Il consumo di troppi caffè può portare mal di testa e nervosismo. Il caffè, infatti, non è solo uno stimolante del sistema nervoso centrale. Blocca anche i ricettori di adenosina, aumentando al tempo stesso adrenalina, dopamina e glutammato. Per questo si ha nervosismo, irritabilità e persino esplosioni di rabbia.

5. Stanchezza. Uno studio pubblicato da «Innovations» in «Clinical Neuroscience» sostiene che la caffeina, specialmente quando è assunta insieme allo zucchero, causa affaticamento mentale. La caffeina, infatti, blocca anche i recettori dell’adenosina. L’accumulo di adenosina libera induce la stanchezza. La caffeina, inoltre, ha un effetto diuretico. Questo porta a una perdita di liquidi e dunque a una possibile disidratazione con conseguente stanchezza. L’aggiunta di zucchero al caffè, anche sotto forma di panna e sciroppi soprattutto, può causare stanchezza soprattutto nei 90 minuti successivi. Gli zuccheri, infatti, vengono elaborati molto più velocemente rispetto alla caffeina. E così dopo un picco glicemico e un alto livello di energia l’organismo termina le sostanze da consumare. Per ridurre l’effetto stanchezza bisogna evitare il caffè zuccherato anche con con i dolcificanti aggiunti.