I sogni: enigma o realtà?

Il sogno, uno dei cardini del nostro lavoro di psicoterapeuti e argomento vastissimo della disciplina psicologica, traccia la storia di una lunga tradizione culturale anche in ambito antropologico e filosofico.    

Molti aspetti dell’antichità, per lo più plasmati dalla superstizione popolare, sono giunti fino a noi e resistono, mantenendo vigore e tenacia esplicativa, sebbene contraddetti da successivi studi scientifici.

Penso ai “dizionari” in cui si trovano simbolismi e corrispondenze validi per tutti, in cui si associano dei numeri agli elementi onirici, in cui il modo di “decifrare” un sogno è quello di parcellizzarlo in segmenti, perdendone non solo la visione d’insieme, ma soprattutto l’essenza, il valore e la sua realtà espressivo – comunicativa. 

A volte i nostri sogni possono sembrare davvero incomprensibili; a volte le azioni, le sensazioni, i luoghi, gli spazi, la modulazione del tempo, gli oggetti animati o inanimati che li caratterizzano, ci sorprendono, ci lasciano perplessi o increduli, tanto da farci rifiutare l’idea che il sogno ci appartenga o che possa collegarsi a noi. In essi possono prendere vita tantissime cose “strane” o apparentemente a noi, “estranee”.

Così, già nel raccontarli -anche solo a noi stessi-, spesso li “aggiustiamo”, aggiungiamo o togliamo alcuni elementi per renderli più plausibili o più accettabili; eppure, il sogno è una produzione della nostra psiche, una manifestazione della nostra personalità, un’espressione di momenti della nostra vita attuale o della nostra storia.

 «I sogni sono illustrazioni dal libro che la tua anima sta scrivendo su di te», cita un aforisma di A. Drew e, il modo in cui guardiamo, approcciamo, leggiamo le immagini di tale libro, dovrebbe servirci ad accogliere e a  ricongiungere il sogno a noi stessi, a noi che lo abbiamo sognato; perché nel sogno c’è sempre un senso e un messaggio per il sognatore che non può essere trovato nelle convenzioni, cioè al di fuori di sé stessi, dei propri vissuti o delle proprie relazioni.

I sogni sono la “nostra realtà” ed ogni enigmatico simbolo con cui si esprimono, costituisce un inesauribile potenziale conoscitivo e preziosa fonte di consapevolezza per l’individuo.

La realtà del sogno è quella che non possiamo cogliere con gli strumenti della logica e della razionalità che ci servono, ci  accompagnano, ma a volte ci “costringono” nella vita di tutti i giorni.

Spesso però dimentichiamo di guardare ai nostri sogni, al loro modo di “parlarci”, con la fiducia e la speranza che essi vogliano “aprirci” a un mondo nuovo, che ci sembra di non conoscere e che pure ci appartiene.

L’argomento odierno non si esaurisce in questi spunti di riflessione e suscita molto interesse e curiosità, come sperimento costantemente nella mia professione e nel privato; allora alla prossima e, nel frattempo … buoni sogni!