Samuele Brusca ed il suo corso di inglese per tutti: “Se non puoi andare all’estero, porta l’estero da te”

Navigando sui social siamo rimasti molto colpiti da quanto Samuele Brusca, giovane cefaludese, sia riuscito a creare sui propri canali. In poco tempo è riuscito a tirare su una grossa mole di utenti che lo seguono nelle sue lezioni di inglese online e per questo motivo abbiamo pensato di farlo conoscere ai nostri lettori per elogiarne le qualità e la professionalità che vi mette.

Samuele ha un account su Instagram (@samuelebrusca_) con circa 75 mila follower. E’ strutturato in maniera egregia grazie alla professionalità sua e del suo team con il quale segue il progetto. Per tutte le informazioni, e per iscriversi al corso, vi basterà andare su www.linktr.ee/samuelebrusca.

Ciao Samuele, complimenti innanzi tutto per il tuo progetto che stai portando avanti. Spiegaci intanto di cosa si tratta così da farlo conoscere ai nostri lettori.

Ciao! Intanto ti ringrazio vivamente per i complimenti. L’idea è quella di rendere la lingua inglese e le sue numerose sfaccettature quanto più accessibili a tutti andando a enfatizzare quelle aree che non sempre vengono approfondite a scuola, come ad esempio lo sparking in termini di conversazione, inglese parlato, pronuncia ed accento. Inizialmente ho provato a realizzare tutto ciò tramite TikTok, un social abbastanza recente che mi ha dato molta visibilità e mi ha permesso di dare delle pillole di inglese quotidiane a tantissima gente, specialmente italiani!

Tuttavia, da qualche mese ho visto che il mercato dell’english teaching era saturo e volevo un po’ differenziarmi, così mi sono concentrato sui vari accenti inglesi, spesso in associazione a film, musica e serie tv per dare una chiave di lettura a tutti coloro che volevano ascoltare i loro artisti preferiti direttamente nella loro lingua madre. Ho esteso questo nuovo approccio anche ad Instagram e direi che sta andando alla grande! La mia audience apprezza e ha perfettamente colto il messaggio!

Da cosa nasce questa idea? Hai un “mentore” o qualche personaggio famoso del tuo settore che ti ha ispirato?

Ho visto molta gente insegnare inglese su TikTok e Instagram che magari aveva meno esperienza di me in questo settore, quindi ho deciso di mettermi in gioco. Mi sono detto: “se lo hanno fatto loro, perché non posso farlo io?”. Ed eccomi qua! L’idea dei social è nata da me ma devo dar credito a due persone in particolare. La prima è Walter Minutella, mio migliore amico ormai da anni, con il quale ci stimoliamo mentalmente a vicenda in uno spirito di sana competizione che ci porta a sviluppare idee brillanti fino a portarle a qualcosa di concreto. 

La seconda è Suzy Dewar, a cui devo la mia padronanza della lingua inglese e con la quale ho una splendida amicizia da ben 8 anni! Lei è un’insegnate madrelingua di Londra che lavora in una scuola internazionale di Zurigo, ma non è mai stata la mia insegnante. Semplicemente, mentre giocavamo a bingo in un resort a Malta abbiamo cominciato a dialogare e da lì non abbiamo più smesso, nonostante la distanza.

Sapevamo che per comunicare in maniera efficiente uno dei due doveva fare lo sforzo di imparare al meglio la lingua dell’altro ed io mi sono offerto volontario. Lei mi ha aiutato molto, e parlando ogni giorno ho imparato l’inglese come lo so adesso. La passione per la lingua c’era già da prima ma ho colto la palla al balzo quando ho realizzato che questa poteva essere l’opportunità della vita.

Parli l’inglese come se fosse la tua lingua madre: lo hai iniziato a studiare in Italia o hai fatto esperienze all’estero dopo aver finito gli studi?

A parte Suzy, ho sempre studiato inglese a livello accademico. Prima negli istituti tecnici turistici di Cefalù, Trapani e Barcellona Pozzo di Gotto e poi all’università. Durante la triennale in lingue, letterature straniere e tecniche della mediazione linguistica a Messina ho scelto l’inglese come prima lingua (francese come seconda) e ho avuto la fortuna di fare il secondo anno a Cardiff, in Gran Bretagna, dove ho seguito un Erasmus+ Traineeship della durata di un anno.

Al termine della triennale mi sono trasferito nei Paesi Bassi dove ho studiato English Language, Literature and Education interamente in inglese. Il mio relatore è australiano, laureato a Cambridge (UK). Anche lì, scelta non casuale. Avevo bisogno di vivere l’inglese a 360 gradi. Studiarlo, sia come lingua internazionale che come lingua parlata dai “nativi” e avvicinarmi al World Englishes come un nuovo modo di vedere l’inglese “as the Lingua Franca” a livello globale. È stato sicuramente un percorso variegato che mi ha portato ad essere consapevole di quanto questa lingua sia internamente diversificata e come il giusto e lo sbagliato siano difficili da identificare in questo scenario.

Oltre a ciò, gli altri fattori fondamentali sono stati i diversi corsi estivi intensivi con insegnanti madrelingua, l’aver vissuto con compagni britannici e americani durante la mia carriera cestistica e la mia esperienza alla Green School Verona, dove ho avuto il piacere di lavorare con persone fantastiche, native e non, che mi hanno permesso di applicare tutto ciò che sapevo in un contesto lavorativo e di migliorare le mie interazioni nei social media.

Hai costruito una vera e propria scuola online: ci spieghi in breve cosa si dovrebbe fare per diventare un tuo alunno?

La creazione di un corso online è stato il frutto di una collaborazione tra me e la Language consultancy Get On Board che dopo avermi notato sui social si è fatta avanti per vedere se avessimo interessi in comune. Loro come me hanno un obiettivo ben preciso, quello di aumentare il livello medio di inglese in Italia, per scardinare lo stereotipo dell’italiano che non sa parlare inglese. Così abbiamo deciso di creare un corso di conversazione in inglese per lavorare molto sull’abilità che viene più spesso trascurata nelle scuole: lo speaking.

 

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Iscriversi è facilissimo. Basta seguire il link sul mio profilo Instagram o TikTok e il gioco è fatto! Attualmente il corso è sopratutto per studenti di livello intermedio o per principianti che vogliono raggiungere un livello intermedio, ma abbiamo intenzione di creare più corsi per altri livelli così da ampliare le possibilità di scelta degli studenti e adattarci ancor di più alle loro esigenze. 

Quali sono i consigli che vorresti dare ai giovani cefaludesi della tua età?

Molti ragazzi son convinti che per parlare bene inglese bisogni necessariamente andare all’estero. Quello che ho sempre detto è: “se non puoi andare all’estero, porta l’estero da te”. Nel ventunesimo secolo abbiamo così tante risorse a nostra disposizione! Film, serie tv, musica, app di conversazione e incontri, tutto in lingua inglese.

Non ci sono scuse. Buttatevi, parlate e non abbiate paura di sbagliare. L’uomo ha scoperto come usare il fuoco bruciandosi. Bisogna smetterla di dare la colpa alle istituzioni pubbliche e usare i mezzi che ciascuno ha a disposizione per colmare le lacune del sistema! Have a good one guys!