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Cefalù: Antonella Ruggero incanta il pubblico arrivato in Cattedrale

Antonella Ruggero ha incantato, affascinato, estasiato e fatto sognare quanti sono arrivati in Cattedrale per ascoltare il suo Concerto. La cantautrice italiana, che nel 1975 è stata tra i fondatori del Matia Bazar, ha fatto uscire, in maniera sublime, la sua straordinaria voce che ha incantato quanti in silenzio l’hanno ascoltata per tutta la durata del Concerto. Complice anche il maestro Roberto Olzer che dall’organo della Cattedrale ha fatto uscire registri mai ascoltati e suoni unici che non si erano mai sentiti fra le mura del Duomo normanno. La voce della Ruggero è stata accompagnata da un organo che il maestro Olzer ha saputo trasformare, con le sue mani e la sua tecnica raffinata, in una grande e potente orchestra. Proprio Olzer durante l’intervallo ha toccato il cuore dei tanti cefaludesi presenti suonando una “Ninnaredda” che mai orecchio umano ha sentito a Cefalù.

Ad organizzare il Concerto è stata la Diocesi di Cefalù con la collaborazione della Cooperativa “Il Segno” e della Pro Loco. Ancora una volta la scelta della Diocesi, con in testa il vescovo Giuseppe Marciante, di chiudere con un grande Concerto il cartellone natalizio si rivela una scelta sapiente e culturale. Impeccabile l’organizzazione che ha fatto confluire il numeroso pubblico all’interno del Duomo senza alcun problema. Perfetta l’organizzazione che è stata all’altezza di una città turistica come Cefalù che ha bisogno di distinguersi a livello culturale per uno stile fatto di accoglienza e ospitalità. Accogliente è stato il clima che gli organizzatori hanno saputo creare all’interno della Basilica.

Tra le canzoni che la Ruggero ha cantato meritano una menzione particolare il Kyrie che ha melodiato e intonato con una voce davvero sublime e l’Ave Maria che ha saputo trasformare in una grande preghiera che il pubblico in silenzio ha fatto sua. Tra i brani che hanno riscosso maggiore attenzione da parte del pubblico anche “O Santissima” che la Ruggero come paternità ha attribuito alla musica siciliana. Molto bello anche il “Panis Angelicus” che la cantautrice genovese ha cantato in maniera straordinaria, insolito ed eccezionale. Il tributo finale del pubblico è stato quello delle grandi occasioni quando tutti in piedi hanno tributato alla Ruggero e al maestro Olzer un lungo e caloroso applauso.

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