Cefalù, una piccola cefaludese dell’Under 12 del Palermo

(Cefalù – Daniela Guercio) Pochi giorni fa, la mia attenzione è stata attirata dal video di una ragazzina che, durante un allenamento, aggancia un assist perfetto e con la precisione di un cecchino insacca quel pallone dritto dritto in porta. Esclamo: “Wow! Ma chi è?” e, con meraviglia, scopro di conoscerla. Certo, me la ricordavo più piccola, una riccioli d’oro, con un paio di occhi colore del cielo, sempre sorridente, sempre allegra, sempre vivace. E ora? Ora gioca nell’Under 12 femminile del Palermo!

Classe 2012, Giulia Messina è cresciuta con il pallone ai piedi e con la passione per il calcio che le scorre nelle vene. E come il papà (per chi non lo conoscesse si tratta di Davide Messina, bomber di alta qualità della Cephaledium Calcio), anche lei è un’attaccante, anzi, ci tiene proprio a ricordarmelo, è un esterno destro e sinistro.

Quello che racconta sembra essere la classica giornata di una comune ragazzina della sua età: amici, scuola, qualche impegno pomeridiano. Eppure Giulia ha una settimana ricca e piena: tre volte a settimana esce mezz’ora prima da scuola, grazie a un permesso rilasciato dalla società del Palermo; poi giusto il tempo della strada da Cefalù al campo “Don Orione”, un panino al volo in auto con la mamma e di corsa al campo per due ore intense tra allenamenti e partitelle. Concentrata e riflessiva, non si risparmia e non commette errori. E a scuola? Nemmeno lì cede il passo: la mamma Simona, che parla di sua figlia con tono orgoglioso, riconosce il grande impegno di Giulia, facendomi notare quanto sia attenta ai compiti, avendo cura di non farsi trovare imprepata dagli insegnanti. Le chiedo:”ma come fai?” e lei molto semplicemente mi risponde:”mi organizzo!”. Riesce addirittura a concedersi le uscite con gli amici: la chiamano anche durante l’intervista e, con la velocità della luce, si cambia ed è già pronta per uscire.

Giulia è una ragazza intelligente, con tanti sogni nel cassetto, come quello di poter, prima o poi, essere convocata dalla sua squadra del cuore, l’Inter. Ma è anche consapevole che ci vorrà tanto impegno e tanta costanza. Mi racconta dell’ambiente dove sta crescendo calcisticamente, sotto l’attenzione di uno staff medico e sportivo eccellente, pronto a rispondere anche alle esigenze fisiche e personali delle ragazzine. Il calcio femminile per la società sportiva del Palermo è un valore aggiunto, vengono curati tutti i particolari, anche l’impatto che può avere un evento di grande prestigio qual è il torneo “Danone Cup”, una competizione riservata alla categoria femminile Under 12, voluta fortemente dalla FIGC per far conoscere e crescere proprio il calcio femminile.

E Giulia, che vi ha partecipato lo scorso anno con le sue compagne di squadra, ne conserva un ricordo bellissimo, per primo il suo gol, segnato all’Ascoli, o per l’emozione provata nel giocare contro la fortissima squadra del Napoli. Le si legge in volto quanto quest’esperienza sia stata entusiasmante perché poter giocare tra squadre composte solo da ragazze dove ci si misura con chi concepisce lo sport alla stessa maniera, e si cresce emulando mosse e forza delle proprie avversarie, è certamente diverso da come si gioca nei tornei a cui è stata abituata: quando ancora giocava a Cefalù, sotto la guida di mister Glorioso Giuseppe, Giulia, infatti, era l’unica ragazza all’interno di un ambiente composto per lo più da ragazzini della sua stessa età e con loro partecipava a campionati misti, dove la presenza femminile è ancora fin troppo scarna. Manca un po’ la mentalità, un po’ i numeri.
A Giulia è stata concessa una favolosa opportunità, ed è evidente dal modo che ha di raccontarlo che ha intenzione di giocarsi il tutto e per tutto perché il suo sogno si realizzi. E noi, orgogliosi di saperla felice, le auguriamo buona fortuna.

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