“I frustrati social” porta a teatro un fenomeno che ormai invade la vita quotidiana: persone che si credono onnipotenti dietro uno schermo, convinte di essere le uniche a saper fare qualcosa, pronte a demolire chi invece costruisce. Lo spettacolo, che viene dato a Catania, prende ispirazione dalle parole di Umberto Eco, che aveva parlato di “legioni di imbecilli” rese potenti dai social.
Chi sono i “frustrati social”
Sul palco prendono vita figure ben riconoscibili:
- chi crede di avere sempre ragione e non accetta contraddittorio;
- chi si mostra invidioso delle capacità altrui, incapace di riconoscere i propri limiti;
- chi usa il web non per creare, ma per bloccare e sminuire chi con impegno e intelligenza va avanti;
- chi si nutre di sarcasmo e rancore, anziché di idee.
Non semplici caricature, ma ritratti amari di una realtà che tutti incontriamo ogni giorno nei commenti e nelle discussioni online.
Risate amare e specchio della società
La forza dello spettacolo sta nel mostrare come questi atteggiamenti, seppur ridicoli, abbiano conseguenze reali: avvelenano il confronto, rallentano chi lavora con serietà e alimentano un clima di sospetto e sfiducia. “Il frustrato non costruisce mai – spiega il regista – preferisce fermare chi sa fare. Ma alla fine resta prigioniero del suo stesso limite”.
Una riflessione necessaria
“I frustrati social” non è solo satira: è un invito a riconoscere e disinnescare questi comportamenti. Perché la vera forza, nel mondo digitale come nella vita reale, non è urlare più forte, ma avere idee, intelligenza e la capacità di trasformarle in qualcosa di concreto.















