Successo per la campagna INGV di deposizione delle boe anti-tsunami. Protagonista anche Ingv sede di Cefalù.

Protagonisti tre tecnologi di INGV Cefalù: Antonio Costanza, Andrea Di Benedetto e Francesco Macaluso

Si è conclusa con pieno successo la campagna di deposizione delle prime boe di mare profondo nello Ionio, condotta dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’iniziativa, di straordinario valore scientifico e civile, rappresenta un passo decisivo verso la mitigazione del rischio maremoto nel Mediterraneo, il nostro “Mare Nostrum”, storicamente segnato da eventi di origine sismica e vulcanica come quelli di Santorini e Stromboli.

L’operazione si è svolta tra il 9 e il 17 settembre nell’ambito del Progetto MEET (Monitoring Earth’s Evolution and Tectonics), coordinato dall’INGV e finanziato dal PNRR, e ha visto la collaborazione dell’equipaggio della nave Christos LVII e della società spagnola MSM (Mediterráneo Señales Marítimas), costruttrice delle boe.

Il contributo di INGV Cefalù

Da sottolineare la partecipazione al progetto di tre tecnologi dell’INGV della sede di Cefalù: Antonio Costanza, Andrea Di Benedetto e Francesco Macaluso. La loro competenza, maturata in anni di lavoro sul campo e ricerca applicata, ha garantito la perfetta riuscita di un’operazione tanto complessa quanto delicata. Grazie alla loro professionalità, i sensori di nuova generazione sono stati collocati a profondità abissali con precisione millimetrica, assicurando un monitoraggio costante e affidabile.

Le fasi dell’installazione

La deposizione delle boe si è articolata in due momenti fondamentali:

  • 14 settembre: a circa 100 km dalla costa della Sicilia orientale, a 3200 metri di profondità, sono stati installati due sensori di pressione assoluta e una boa ancorata al fondale, capace di ricevere i dati via modem acustico e trasmetterli in tempo reale al Centro Allerta Tsunami dell’INGV.
  • 16 settembre: una seconda boa, con identiche caratteristiche, è stata posizionata a circa 100 km dalle coste ioniche calabresi, a una profondità di 2600 metri.

Un sistema che salva vite

I sensori installati sono in grado di registrare variazioni minime, anche di pochi centimetri, dell’altezza della colonna d’acqua. Ciò permette di distinguere le normali onde da vento e maree da quelle generate da uno tsunami. In caso di evento, la frequenza di trasmissione dei dati aumenta, fornendo agli scienziati informazioni immediate e affidabili per la conferma e la valutazione del potenziale impatto sulle coste italiane.

Una pagina nuova per il Mediterraneo

Con questa missione, l’INGV rafforza il proprio ruolo di avanguardia scientifica nel monitoraggio dei rischi naturali. La dedizione di Costanza, Di Benedetto e Macaluso, insieme a quella di tutta la squadra coinvolta, segna una tappa storica verso un Mediterraneo più sicuro, dove la ricerca si traduce in prevenzione concreta e tutela delle comunità costiere.