Agli inizi del Novecento la vita in Sicilia non era semplice, soprattutto per le famiglie dei ceti più umili. Così fecero anche Giuseppina Di Fatta e Domenico Barranco, che decisero di lasciare la loro amata Cefalù per cercare fortuna negli Stati Uniti. Con loro partirono i quattro figli più piccoli — Carolina, Isabella, Salvatore e Teresa — nella speranza di costruire un futuro migliore.
La nuova vita in Louisiana
La famiglia si stabilì in Louisiana, dove nacquero altre due bambine: Lina e Rosaria. La vita oltreoceano era dura, ma con sacrificio Domenico e Giuseppina riuscirono a lavorare e mettere da parte qualche risparmio. Dopo circa dieci anni un evento tragico li colpì: il fratello di Giuseppina fu brutalmente ucciso. Quel lutto, unito al desiderio di tornare alle proprie radici e investire quanto guadagnato, spinse la famiglia a fare una scelta coraggiosa: rientrare in Sicilia.
Il ritorno a Cefalù
I Barranco tornarono nella loro città, Cefalù, acquistando una casa in via Spinuzza e alcuni terreni da coltivare. La vita sembrava finalmente più stabile e dignitosa. Tuttavia, le due figlie maggiori, Carolina e Isabella, avevano lasciato negli Stati Uniti i loro fidanzati — anche loro originari di Sant’Ambrogio e Cefalù. Spinte dall’amore, decisero di affrontare di nuovo il viaggio oltreoceano per sposarsi e costruire la loro vita in America. Carolina si unì in matrimonio a Salvatore Cangelosi e si trasferì a Chicago, seguita dopo qualche tempo anche dalla sorella Teresa.
Radici siciliane in terra americana
Negli Stati Uniti, Carolina e Salvatore ebbero quattro figli: Josephine, Sam, Mary e Rose. Cresciuti in America, continuarono però a portare nel cuore Cefalù, raccontando ai propri figli storie, tradizioni, ricette e l’amore per la città natale.
Tra loro spicca la storia di Josephine, donna di grande cuore, che sposò Albert Lang, funzionario governativo. Casalinga e madre devota, Josephine crebbe con Albert ben sette figli: Albert, Mary, Rose, Sue, Ray, Teresa e Julie. A ognuno trasmise i valori della famiglia: educazione, rispetto, amore per lo studio e per il lavoro, senza mai dimenticare le origini siciliane.
- Albert diventò insegnante.
- Mary si dedicò all’arte, lavorando la ceramica e l’argilla.
- Rose fece carriera come segretaria scolastica e dirigente per l’ammissione di studenti internazionali.
- Sue divenne stilista orafa.
- Ray si impegnò in politica locale, diventando assessore al traffico nella città di Wheeling.
- Teresa aprì quattro grandi negozi di dolciumi e caramelle a Chicago.
Quando Albert Lang andò in pensione, Josephine realizzò un sogno coltivato per anni: aprire insieme ai figli Albert e Julie un’agenzia di viaggi e finalmente tornare nella sua amata Italia, visitare la Sicilia e rivedere Cefalù, la città che aveva sempre raccontato ai figli.
Il legame ritrovato con la famiglia di Cefalù
Alla fine degli anni ’80, grazie a cugini comuni e a scambi di lettere (non esisteva ancora Internet), la famiglia americana riuscì a riallacciare i rapporti con i parenti rimasti a Cefalù. Le prime lettere furono tradotte e spedite con l’aiuto di una cugina multilingue residente in città.
Fu così che Josephine tornò finalmente a Cefalù, coronando un sogno coltivato per decenni. L’emozione fu immensa: passeggiare tra le strade antiche, sentire i profumi e i sapori della cucina siciliana, rivedere i luoghi dei racconti di famiglia.
Negli anni successivi anche i suoi figli, uno alla volta, visitarono la Sicilia. Poi arrivò il momento più atteso: Josephine, prima di morire, espresse il desiderio di riunire tutta la famiglia americana con quella italiana proprio a Cefalù. Così fecero. Organizzarono un viaggio speciale e scelsero come data simbolica il compleanno di Josephine, trasformandolo in una grande festa di famiglia.
Una serata che resterà nella memoria: 19 settembre
Il 19 settembre è stato un momento indimenticabile: un incontro tra generazioni cresciute in due continenti diversi, unite dal desiderio di riscoprire le proprie radici. Tra sorrisi, abbracci ed emozioni, la famiglia americana ritrovò i luoghi raccontati dalla nonna Carolina e dalla mamma Josephine: le tradizioni, i profumi della cucina, la bellezza senza tempo di Cefalù.
Per i parenti siciliani è stato un modo per riallacciare legami antichi, per vedere come l’amore per la propria terra può sopravvivere e attraversare l’oceano, rimanendo vivo anche dopo decenni e generazioni.
Un racconto di identità e appartenenza
La storia della famiglia Barranco–Di Fatta è una testimonianza potente di come l’emigrazione possa allontanare fisicamente ma non spegnere mai le radici. Nonostante la vita negli Stati Uniti, l’amore per Cefalù è rimasto vivo e ha continuato a viaggiare di generazione in generazione, fino a ritornare nella città che tutto aveva visto cominciare.





















