Il 25 settembre di quest’anno ricorre il 70° anniversario della inaugurazione ufficiale dell’Istituto Artigianelli Di Giorgio di Cefalù. È l’occasione giusta per ricordare il Monsignor Giovanni Miceli, che dell’Istituto era stato ideatore, promotore e indiscusso artefice, e riconoscerne i meriti.
Nato a Cefalù il 6 gennaio 1888, da un’antica famiglia di commercianti di cui vi è traccia nei registri della Cattedrale sin dagli inizi del 1500, intraprese ben presto gli studi teologici nel Seminario cefaludese, che proseguì a Roma ove si laureò nel 1911 in Sacra Teologia presso l’Accademia Pontificia. Monsignor Sansoni, Vescovo di Cefalù, lo aveva ordinato sacerdote il 2 luglio 1910, giorno dedicato a Gesù Salvatore. Dopo un periodo di insegnamento nel Seminario di Cefalù, nel 1922 si trasferì a Roma, ove due anni dopo fu nominato “Officiale della Sacra Congregazione dei Sacramenti”, ambito nel quale si è distinto per gli studi approfonditi e la pubblicazione di articoli e volumi su vari temi riscuotendo un generale apprezzamento. Per le sue doti intellettuali e la sua dedizione al lavoro e all’approfondimento dottrinale, Pio XII lo nominò nel 1949 “Referendario della Segnatura Apostolica” e nel 1957 “Protonotaro Apostolico”. In quegli anni a Roma collaborò anche con S.E. Giovan Battista Montini, allora Segretario di Stato Vaticano e futuro Papa Paolo VI. A Roma visse sempre con la affezionata sorella Concetta.
Pur così profondamente impegnato nelle attività e nel lavoro presso la Sata Sede, non dimenticò mai il suo paese e la sua famiglia. Ritornava spesso a Cefalù e anche a distanza non faceva mai mancare il suo sostegno e i suoi consigli alla Chiesa. Aveva mantenuto rapporti di collaborazione con il gruppo di sacerdoti e di fedeli vicini ai Vescovi Sansoni prima e Pulvirenti dopo. Con Monsignor Giuseppe Misuraca e Monsignor Palacardo aveva una particolare comunanza di visioni pastorali e di collaborazione. Uomo di grande cultura umanistica, componeva poesie ispirate ai temi della natura, della sua infanzia e alla madre, che aveva perso da bambino e che ricordava con grande rimpianto e dolore.
Monsignor Miceli aveva sempre tenuto negli anni contatti epistolari anche con i diversi rami statunitensi della sua numerosa famiglia, sia a Baltimora sia nel New Orleans e in California, ove nei pressi di San Francisco viveva suo cugino Giuseppe Di Giorgi. Partito poco più che adolescente da Cefalù, Di Giorgi aveva realizzato e costruito la più grande azienda e impresa commerciale dell’epoca per la produzione e l’import-export della frutta negli USA, la “Di Giorgio Fruit Corporation”. Alla fine degli anni ’40, nel corso di un incontro e in seguito a ripetuti contatti epistolari, nacque l’idea di realizzare a Cefalù, paese natale di entrambi, un’opera di valore sociale per i giovani del paese e del territorio circostante, che potesse evitare le necessità di emigrare e favorire la ripresa economica di un comprensorio impoverito anche dagli eventi bellici della II guerra mondiale. Di Giorgio mise a disposizione i suoi “terreni” in quella che allora era la periferia del paese e una cospicua somma per la costruzione di un Istituto che avrebbe preso il nome del padre “Salvatore Di Giorgio”. Delegò al cugino la gestione di tutti gli aspetti amministrativi e gestionali necessari per la progettazione e la realizzazione dell’opera. Monsignor Miceli si rivolse ai Padri Giuseppini del Murialdo che si dichiararono disponibili a portare avanti l’iniziativa tesa alla formazione professionale dei giovani interessati ad entrare nel mondo del lavoro in diversi contesti artigianali e commerciali. Da qui, da questa fortunata combinazione di disponibilità di risorse finanziarie, attaccamento alla terra d’origine e volontà di migliorare la qualità della vita delle persone più bisognose, si avviò il processo che nel volgere di alcuni anni portò alla costruzione e alla apertura degli “Artigianelli” come tutti ben presto cominciarono a chiamarlo in paese.
Naturalmente non fu tutto facile. Monsignor Miceli fu instancabile. Riuscì a far interagire i Padri “Giuseppini del Murialdo” con la Chiesa cefaludese per le funzioni parrocchiali che vi si svolgono ancora oggi. Riuscì a reclutare i fondi ulteriori che si resero necessari quando dopo la morte del cugino Giuseppe Di Giorgio si ridusse l’interesse degli eredi statunitensi per la prosecuzione del progetto. Monsignor Miceli si trasferì per alcuni mesi negli USA per contribuire a reclutare i fondi necessari, coinvolgendo in particolar modo i numerosi cefaludesi che risiedevano nelle ricche comunità americane. Tra conferenze, riunioni di società di soccorso ed enti di beneficenza ritornò a Cefalù con le somme necessarie per completare l’opera. Il Comune di Cefalù provvide ad intitolare a Salvatore di Giorgio uno spazio pubblico di fronte alla Villa Comunale, l’attuale Largo Di Giorgio, come richiesto dalla famiglia. Quando tutto fu definito, 17 anni dopo la posa della prima pietra, nel 1955 l’Istituto venne inaugurato e donato ai Padri Giuseppini del Murialdo dalla famiglia Di Giorgio.
Monsignor Miceli rifiutò ogni incarico e ogni beneficio pur di vedere completata e operante la sua “creatura”. Era orgoglioso delle molteplici attività didattiche e ricreative che vi si svolgevano e tornava da Roma con regolarità per valutarne la crescita e il lavoro nonchè il suo impatto nella società e nella comunità cefaludese e madonita.
Quando negli anni ’60 del Novecento, si concluse il suo servizio a Roma in Vaticano, decise di tornare a vivere a Cefalù. Venduta la casa di Roma, costruì a Cefalù nei pressi dell’Istituto, in un’area residua del terreno di proprietà della famiglia, una residenza che per un certo periodo ospitò un gruppo di suore dedicate alla cura e al sostegno di ragazze provenienti da famiglie disagiate o con difficoltà economiche che avevano bisogno di un contesto collegiale per vivere e ricevere una formazione culturale di base. Anche in età avanzata continuava a sentire il bisogno di impegnarsi per il progresso della società in cui era nato e in cui adesso viveva.
Monsignor Giovanni Miceli è scomparso a seguito di un ictus cerebrale il 19 novembre 1978 all’età di novanta anni. Della sua figura e della sua opera si è perso negli anni il ricordo e la traccia, anche per la conclusione delle attività dell’Istituto Artigianelli. Era un uomo d’altri tempi, come si dice spesso in queste circostanze, rigoroso e fedele ai valori in cui credeva. Un esempio virtuoso di vita e di impegno consegnato ai suoi conterranei, che merita di essere ricordato e che ne fa un benemerito della nostra comunità cefaludese. In occasione delle esequie, il Sindaco di Cefalù, Dott. Nicola Imbraguglio, nel ricordalo, chiuse il suo elogio funebre con queste parole: “Da questo benemerito Istituto Artigianelli Di Giorgio sono usciti migliaia di giovani qualificati, la cui riconoscenza perenne accompagna e tiene viva la memoria di Monsignor Giovanni Miceli”.















