Cefalù in diretta tra memoria, cultura e impegno: due nuove puntate raccontano una città viva

Dal Cenacolo Letterario al web, la voce di Cefalù si accende tra televisione e giornalismo digitale. Pino Simplicio e Carlo Antonio Biondo firmano due programmi che raccontano la città con autenticità, passione e sguardo civile.

A Cefalù la comunicazione continua a essere una forma d’arte e di servizio, un modo per tenere unita la comunità, custodirne la memoria e alimentarne il futuro. Due programmi, diversi nello stile ma affini nello spirito, stanno scrivendo un nuovo capitolo nella storia del racconto cittadino: “E ancora chiedo: Scusi… permette?” ideato e condotto da Pino Simplicio, e il videonotiziario “Il Giornale di Cefalù”, curato da Carlo Antonio Biondo, giunto al suo straordinario quarantaduesimo anno di attività. Entrambi rappresentano due facce della stessa passione per la città: quella che crede nella cultura del dialogo, nella forza dell’informazione locale e nella condivisione come atto di cittadinanza.

1. Scusi… permette?

La nuova puntata del programma di Pino Simplicio, in diretta streaming dal Cenacolo Letterario Italiano di Cefalù, andrà in onda giovedì 13 novembre alle ore 18. “Scusi… permette?” è ormai un appuntamento fisso per quanti amano il giornalismo di approfondimento e le conversazioni autentiche. Nato come spazio di confronto e riflessione, il format ha trovato nella rete il suo luogo naturale, capace di raggiungere un pubblico sempre più vasto pur mantenendo intatta la dimensione umana del dialogo.

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Al centro della diretta di questa settimana c’è un anniversario importante: i trent’anni dell’Archeoclub d’Italia sede di Cefalù. Un traguardo che testimonia tre decenni di impegno nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, nella promozione della storia locale e nell’educazione al rispetto dei beni culturali. La presidente Stefania Randazzo racconterà il percorso dell’associazione, dalle prime attività alle iniziative più recenti, fino agli eventi celebrativi del 7 e 8 novembre 2025. Un’occasione per riscoprire quanto la cultura, a Cefalù, continui a essere un motore di identità e partecipazione.

2. Calcio giovanile

Accanto alla cultura, lo sport trova spazio con una conversazione dedicata al calcio giovanile e ai progetti dell’Academy Cefalù, che negli ultimi anni si è affermata come una delle realtà più dinamiche del territorio. Il vicepresidente Nunzio Messina e il responsabile del settore giovanile Peppe Fiduccia racconteranno il lavoro quotidiano con i ragazzi, l’importanza dell’educazione sportiva e il valore del gioco come strumento di crescita. Un confronto che va oltre i confini del campo, perché dietro ogni giovane calciatore c’è una comunità che educa, sostiene e crede nel futuro.

L’attualità trova voce anche attraverso il consueto spazio di informazione curato da Toti D’Antoni, che affronterà il tema della “Rottamazione Quinques” e le modalità di adesione per cittadini e imprese. Una rubrica utile e concreta, nata per rendere più accessibili le questioni fiscali e per tradurre il linguaggio complesso delle normative in parole comprensibili a tutti. È questo uno dei tratti distintivi del programma: unire la leggerezza del dialogo alla precisione dell’informazione, facendo della televisione locale uno strumento di conoscenza condivisa.

3. Il Giornale di Cefalù

Mentre “Scusi… permette?” accende la voce del Cenacolo Letterario, un’altra storica trasmissione continua a raccontare Cefalù con lo stile inconfondibile di Carlo Antonio Biondo. Il nuovo numero de “Il Giornale di Cefalù”, in uscita il 13 novembre, segna l’episodio 1865 di una lunga avventura giornalistica iniziata oltre quarant’anni fa. Un traguardo che parla di dedizione, competenza e amore per la verità, in un panorama mediatico in continuo mutamento.

Nel videonotiziario di questa settimana, tra le storie più attese c’è l’apertura della nuova sede della Lega in via delle Ginestre, pensata come punto di incontro e di ascolto per i cittadini. Un’iniziativa che si inserisce nel progetto del centrodestra unito e che, come spiega il segretario Francesco Curreri, punta a costruire soluzioni condivise per i problemi della città. Ma la politica, in questo contesto, non è mai slegata dalla vita civile: il “Giornale di Cefalù” la racconta con attenzione, restituendo voce e responsabilità ai protagonisti del territorio.

Grande spazio è dedicato anche alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, alla quale Cefalù partecipa da protagonista. Quest’anno il programma si arricchisce con un progetto pilota sull’uso della carta e del cartone, che coinvolge attivamente le scuole e sensibilizza i più giovani al rispetto dell’ambiente.

4. Cultura e musica

Non mancano, come sempre, i momenti dedicati alla cultura e alla musica. In occasione della festa di Santa Cecilia, patrona dei musicisti, il 22 novembre la Chiesa del Purgatorio ospiterà una serata che vedrà unite l’associazione Santa Cecilia di Cefalù e l’associazione Giuseppe Verdi di Santo Stefano di Camastra. La presidente Cinzia Matassa racconta come questa collaborazione voglia essere un segno di rinascita, un invito a riscoprire la bellezza dell’arte come legame tra comunità.

Il “Giornale di Cefalù” propone inoltre un approfondimento letterario su “Mariano Campo, il prete che interrogò Kant”, biografia di Monsignor Campo firmata da Monsignor Santi Di Gangi. Una figura straordinaria di sacerdote, studioso e uomo di pensiero che, tra fede e filosofia, seppe interpretare la ricerca della verità come atto di libertà spirituale. Presentato a Castelbuono, il volume restituisce alla memoria collettiva un protagonista di umanità e cultura che ha segnato la storia ecclesiastica e civile del Novecento siciliano.

5. Due trasmissioni: la stessa missione

Due trasmissioni, due linguaggi, una stessa missione: raccontare Cefalù con autenticità, passione e spirito di servizio. Pino Simplicio e Carlo Antonio Biondo, insieme ai loro collaboratori, dimostrano come la comunicazione locale possa essere ancora oggi uno strumento di crescita, di consapevolezza e di bellezza condivisa. Tra una diretta streaming e un videonotiziario, la voce di Cefalù continua a parlare, a informare, a unire.

In un tempo in cui tutto sembra scorrere troppo in fretta, il racconto di queste iniziative diventa un atto di resistenza culturale. È la prova che la città non è solo luogo di storia, ma organismo vivo che dialoga, ascolta e costruisce. E in ogni parola, in ogni immagine, in ogni intervista, si avverte il respiro profondo di una comunità che non smette di credere nel potere della cultura, della memoria e della partecipazione.