Alla radice del criticismo: Kant tra metafisica, teologia e modernità
Giovedì 22 gennaio, alle ore 17.00, nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo, sarà presentato il volume La genesi del criticismo kantiano di Mariano Campo, pubblicato da Scholé in seconda edizione e curato da P. Grillenzoni e M. A. Spinosa. L’incontro si preannuncia come un momento di alto profilo scientifico, capace di riaprire, con rigore storico e finezza speculativa, il dossier sul sorgere del pensiero critico kantiano e sul suo rapporto con la tradizione metafisica e teologica occidentale.
Apparso nel 1953, questo libro si impose come il migliore commento agli scritti di Kant fino al 1770, opere necessarie per la comprensione delle problematiche che avrebbero condotto alla Critica della Ragion pura (1781), ed è rimasto, per acume critico e finezza interpretativa, insuperato: «tra i migliori studi su Kant mai apparsi, un classico» (Vittorio Mathieu). Campo mostra, attraverso l’analisi di ogni testo, il tormentato rapporto nel Kant precritico di scienza e metafisica, il loro intrecciarsi e scontrarsi, che porterà alla «rivoluzione copernicana» e al conseguente ripensamento dell’intero ambito del sapere nelle tre grandi Critiche. Una presentazione chiara che attinge alle fonti antiche e moderne del pensiero kantiano. Questa nuova edizione, curata da Paolo Grillenzoni e Maria Antonietta Spinosa, è arricchita di molte integrazioni e puntualizzazioni bibliografiche e filologiche.
«Tra gli scopi del libro, il primo è quello di mostrare l’unitarietà della problematica kantiana. Lo stesso problema della conoscenza gli è sorto nel trattare altri problemi; e, anche quando è divenuto dominante, non ha abolito gli altri nella sua coscienza di filosofo, né di diritto né di fatto. È sempre un intreccio di problemi e di esigenze in quella totalità che non è soltanto teoretica ma spirituale. Connesso a questo scopo è l’altro, di portare un contributo alla tesi della continuità, nel senso più ampio della parola». (dall’Introduzione)
Mariano Campo (1892-1977), tra i maggiori esperti del pensiero di Kant, ha insegnato Storia della filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e l’Università degli Studi di Trieste. Tra le sue opere: Cristiano Wolff e il razionalismo pre-critico (1939), Le quattro dissertazioni (1944) di Kant, Variazioni sulla storia della filosofia moderna (1946), Schizzo storico della esegesi e critica kantiana. Dal «ritorno a Kant» alla fine dell’Ottocento (1959). Intensa è stata anche la sua riflessione estetica: Sull’arte e sulla vita spirituale. Studi e preludi (1946).
Dopo i saluti istituzionali del Preside Vito Impellizzeri, l’incontro sarà introdotto da Giuseppe Nicolaci (Università di Palermo). Interverranno quindi Claudio La Rocca (Università di Genova) e Jessica Segesta (Università di Palermo), studiosi che da anni animano il dibattito sul Kant storico e sulle sue ricezioni contemporanee. Accanto a loro, porterà il suo contributo anche S.E. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù.
La presentazione del volume si colloca così in un crocevia fecondo tra filosofia e teologia, laddove il pensiero moderno continua a interrogare la fede non come limite esterno, ma come partner critico del dialogo sulla verità. In tal senso, La genesi del criticismo kantiano si conferma un testo imprescindibile per quanti intendono comprendere non solo Kant, ma il destino stesso della ragione occidentale nel suo rapporto con il trascendente.
















