Scosse nella notte a Blufi: la più forte di magnitudo 3.7 avvertita nelle Madonie

Una serie di scosse sismiche ha interessato Blufi, nel cuore delle Madonie, tra la sera di martedì 28 e la notte di mercoledì 29 gennaio 2026. L’evento più significativo è stato registrato alle 02:03, con una magnitudo ML 3.7 e un epicentro a circa 1 chilometro a sud-ovest del centro abitato, a una profondità di 37 chilometri. Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione locale, ma non si segnalano danni a persone o cose. Le scosse rientrano in uno sciame sismico che nelle ore precedenti aveva già fatto registrare altri eventi di minore intensità nella stessa area.

Sciame sismico localizzato sulle Madonie

Nella stessa notte, alle 01:39, un’altra scossa di magnitudo 2.3 era stata localizzata a 2 chilometri a ovest di Blufi, seguita da un ulteriore evento di magnitudo 3.1 alle 20:42 del giorno precedente, con epicentro a 1 chilometro a nord-ovest del paese. Tutti i sismi presentano profondità comprese tra i 37 e i 38 chilometri, un dato che suggerisce un’attività sismica profonda e coerente con la struttura geologica dell’area madonita, storicamente interessata da fenomeni di micro-sismicità.

Il quadro sismico in Sicilia

Le scosse di Blufi si inseriscono in un contesto più ampio di attività sismica in Sicilia registrata negli ultimi giorni. Tra il 25 e il 29 gennaio sono stati rilevati eventi di bassa magnitudo nel Palermitano, come a Scillato e Sclafani Bagni, e nel Messinese, in particolare tra Alcara li Fusi, San Fratello e l’area dei Nebrodi. Altri episodi hanno interessato il versante etneo, con scosse nei pressi di Adrano, Bronte e San Cono, oltre a movimenti nel Tirreno meridionale e nelle Isole Eolie.

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Un territorio sismicamente attivo ma monitorato

La Sicilia è una delle regioni italiane a più elevata pericolosità sismica, per la complessa interazione tra la placca africana ed euroasiatica. In questo contesto, eventi come quelli registrati a Blufi, pur generando comprensibile preoccupazione tra i residenti, rientrano in una dinamica nota e costantemente monitorata. Le autorità e la rete di sorveglianza sismica continuano a seguire l’evoluzione dello sciame senza indicazioni, al momento, di scenari critici.

Le scosse delle ultime ore rappresentano dunque un richiamo all’attenzione e alla consapevolezza, ma non segnalano emergenze in atto. Il territorio delle Madonie, come gran parte della Sicilia, convive da sempre con la sismicità, affidandosi oggi a sistemi di controllo sempre più accurati e tempestivi.