Cefalù ha celebrato il giorno della Memoria. Uno straordinario evento culturale e musicale promosso dalla FIDAPA

Al Teatro Salvatore Cicero di Cefalù si è svolto uno straordinario evento culturale e musicale commemorativo, promosso dalla FIDAPA Sezione di Cefalù in collaborazione con il Comune, nell’ambito delle iniziative per il 27 gennaio, Giorno della Memoria. Una serata concepita non soltanto come momento commemorativo, ma come autentica occasione di riflessione collettiva, dedicata a un ricordo consapevole dell’Olocausto, con particolare attenzione alla condizione femminile, per restituire visibilità a storie spesso taciute, ma fondamentali nel delineare il volto più umano e resistente della memoria.

Attraverso filmati, testi e testimonianze, l’incontro ha ripercorso il dramma della Shoah, soffermandosi sulle vicende delle donne deportate, delle madri, delle figlie e delle sorelle private della dignità, della libertà e, troppo spesso, della stessa vita. Un racconto doloroso e necessario, che ha restituito spazio anche alla loro straordinaria forza morale, alla capacità di resistere, di prendersi cura degli altri e di preservare un nucleo di umanità persino nei luoghi della disumanizzazione. In questo scenario di tenebra, le esperienze delle donne emergono come segni di resilienza e luce, intrecciando sofferenza e coraggio, disperazione e speranza.

A rendere ancora più intensa l’atmosfera della serata sono state le raffinate esecuzioni musicali dell’ensemble della Scuola di Musica della Banda Musicale “V. M. Pintorno”, annessa al Centro di Cultura Polis Kephaloidion, diretto con sensibilità ed eleganza dalla M° Concetta Famularo, apprezzata docente di musica presso la scuola media “Rosario Porpora” di Cefalù. La musica, scelta con grande cura, si è rivelata un linguaggio universale capace di accompagnare il ricordo e amplificarne il significato emotivo e simbolico.

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Dai saluti introduttivi della presidente della FIDAPA, Dott.ssa Floreana Liberto, che ha ribadito l’impegno dell’associazione nella valorizzazione del ruolo delle donne, agli intermezzi poetici della poetessa Margherita Neri Novi, fino alle intense esecuzioni musicali dell’ensemble della Pintorno, la serata si è sviluppata come un percorso unitario di ascolto e riflessione, coinvolgendo profondamente il pubblico presente. Con particolare attenzione è stata ricordata la figura di Maria Castellani, prima Presidente Nazionale della FIDAPA, donna pioniera e simbolo di impegno civile e culturale, il cui operato ha lasciato un segno duraturo nella storia dell’associazione e nel percorso dell’emancipazione femminile.

Alla manifestazione hanno preso parte il sindaco Prof. Daniele Tumminello e gli assessori Prof. Antonio Franco e Arch. Tania Culotta, che hanno seguito l’evento con vivo interesse, insieme a un pubblico numeroso e partecipe, visibilmente colpito dalla profondità dei temi affrontati. Emblematico il titolo dell’iniziativa, “Note di Memoria”, a sottolineare il dialogo costante tra musica e ricordo. Il repertorio, accuratamente selezionato dalla M° Famularo, ha incluso brani di forte impatto emotivo come “Auschwitz” e “La vita è bella”, capaci di sostenere e amplificare il messaggio commemorativo. Particolarmente intensa la lettura poetica della concittadina Margherita Neri Novi, che attraverso versi misurati e profondi ha dato voce al dolore, alla speranza e alla resilienza delle donne vittime della Shoah. La serata si è conclusa sulle note di “Buongiorno Principessa” di Nicola Piovani, accolte da lunghi e sentiti applausi e richieste dal pubblico per un bis.

Nel suo intervento conclusivo, il sindaco ha rimarcato come iniziative di così alto profilo costituiscano un presidio imprescindibile di memoria storica e responsabilità civile, esprimendo un sentito apprezzamento alla FIDAPA e al Centro di Cultura Polis Kephaloidion per l’elevatezza dell’impegno profuso e per il contributo di profondo valore etico e culturale offerto alla comunità.

Un appuntamento che ha saputo trasformare il ricordo in consapevolezza, affidando alla musica, alla parola e alla memoria il compito di custodire una lezione che non deve essere dimenticata. Le donne dell’Olocausto furono al tempo stesso vittime ed eroine, testimoni di un male che resta monito per l’umanità. Il loro esempio continua a ricordarci che anche nelle tenebre più fitte può brillare una luce e che onorarne la memoria non è soltanto un atto di giustizia storica, ma un imperativo morale, un argine contro il rischio che la storia possa nuovamente precipitare nell’orrore.