Il Teatro comunale “Salvatore Cicero”, gremito in ogni ordine di posti, ha tributato all’artista un successo autentico e partecipe, suggellando una serata di altissimo profilo culturale ed emotivo.
Lo spettacolo Mille rose, scritto e interpretato da Lucia Sardo, ha aperto la la rassegna MAREA _moto continuo, a cura di Santi Cicardo,
Mille rose è molto più di una rappresentazione teatrale: è un viaggio poetico e struggente nella memoria profonda della Sicilia, un atto di restituzione civile e spirituale che rende omaggio alla figura leggendaria di Rosa Balistreri, cantatrice simbolo di resistenza, dignità e verità. La sua voce aspra e incandescente diventa filo narrativo e anima di un monologo che intreccia parola, canto e musica, trasformandosi in un vero e proprio rito di memoria collettiva.
Sulla scena prendono corpo e voce donne dimenticate o spezzate dal destino – Nora, Niviedda, Maria, Santina, Felicia – figure fragili e fortissime al tempo stesso, che riemergono dall’ombra grazie a un racconto intenso e necessario. Le loro storie attraversano la Sicilia più profonda: dalla sposa-bambina costretta all’emigrazione, alla giovane vita strappata troppo presto, fino alla violenza subita da una pastorella. È un rosario di voci femminili, dolorose e luminose, che Lucia Sardo interpreta con totalità rara, alternando dolcezza e crudezza, denuncia e tenerezza, senza mai cedere all’enfasi, ma restituendo verità.
A impreziosire la scena, le pupe manovrate da Gioacchino Cappelli (figlio di Lucia Sardo), che animano un immaginario fiabesco e struggente, sospeso tra realtà e mito. Le musiche eseguite dal vivo – Carmela Stefano alla fisarmonica, Manola Micalizzi alle percussioni e Simona Malandrino alle chitarre – accompagnano e amplificano la narrazione con sensibilità e rigore, creando un tessuto sonoro capace di avvolgere lo spettatore. Le scene di Gregorio Calderone contribuiscono a definire uno spazio essenziale e simbolico, mentre la regia di Maria Arena, raffinata e incisiva, compone un mosaico vibrante in cui parola, canto, musica e figura scenica si fondono in una sinergia potente e necessaria.
Con Mille rose, Lucia Sardo consegna al pubblico un ritratto originale e intensissimo di una donna che ha saputo trasformare il dolore in arte e il canto in libertà. Una rosa tra le rose, simbolo di chi è riuscito a salvarsi dando voce agli oppressi. Un successo che a Cefalù ha assunto il valore di un abbraccio collettivo, lungo e commosso.















