Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle ore 22:00:35 di martedì 17 febbraio 2026 a 3 chilometri a sud-est di San Mauro Castelverde, nel cuore delle Madonie, in provincia di Palermo. Il sisma, con una profondità di 7 chilometri, è stato localizzato nell’entroterra che guarda verso Cefalù e la costa tirrenica. L’evento si inserisce in una sequenza di movimenti tellurici che negli ultimi giorni stanno interessando il Tirreno Meridionale e alcune aree della Sicilia nord-orientale. Al momento non si registrano danni a persone o cose, ma la scossa è stata avvertita distintamente in diversi centri delle Madonie e in alcune zone della fascia costiera.
Dove è avvenuto il terremoto
Il sisma è stato localizzato nei pressi di San Mauro Castelverde, uno dei comuni montani delle Madonie, situato a oltre 1.000 metri di altitudine. L’area interessata si trova in un contesto geologico complesso, caratterizzato da faglie attive legate alla dinamica della placca africana e di quella euroasiatica. La profondità di 7 chilometri rende la scossa superficiale, quindi potenzialmente più percepibile dalla popolazione rispetto a eventi più profondi. Diversi cittadini hanno riferito di un boato seguito da un breve ma netto tremore. In molti casi si è trattato di pochi secondi, sufficienti però a generare apprensione, soprattutto nei centri collinari dove il silenzio della sera amplifica ogni vibrazione.
Le scosse registrate negli ultimi giorni
La scossa delle 22.00 non è un episodio isolato. Negli ultimi tre giorni il Tirreno Meridionale ha registrato diversi eventi sismici, alcuni superiori a magnitudo 3.5, con epicentri in mare. Il 14 febbraio sono state rilevate scosse di magnitudo 3.9 e 3.7 nel Tirreno, mentre nelle ore precedenti al terremoto nelle Madonie si sono verificati movimenti anche in altre regioni italiane e nell’area dei Campi Flegrei. Questo quadro conferma un’attività diffusa lungo l’arco appenninico e nel bacino tirrenico. Tuttavia, non si parla di sciame sismico nelle Madonie, ma di un evento singolo inserito in una dinamica geologica ampia che interessa da sempre la Sicilia settentrionale.
Perché le Madonie sono un’area sismica
Il territorio delle Madonie rientra tra le zone classificate a media sismicità. La Sicilia settentrionale è attraversata da sistemi di faglie legati alla compressione tra Africa ed Europa. Il Tirreno, in particolare, rappresenta un’area di grande complessità geodinamica. I terremoti superficiali, come quello registrato vicino San Mauro Castelverde, sono tipici delle faglie crostali. Eventi di magnitudo intorno a 3.0–3.5 raramente provocano danni strutturali, ma possono essere chiaramente percepiti dalla popolazione, soprattutto se l’epicentro è vicino ai centri abitati. La memoria collettiva, in queste zone, resta sensibile a ogni vibrazione del suolo, anche quando i dati tecnici parlano di energia moderata.
Cosa fare in caso di scossa
Anche se non si registrano conseguenze, ogni evento sismico è un’occasione per ricordare le buone pratiche di protezione civile. Durante una scossa è importante ripararsi sotto un tavolo robusto o vicino a un muro portante, evitando balconi e scale. È fondamentale non precipitarsi fuori durante il movimento tellurico. Dopo la scossa, verificare eventuali danni e seguire le comunicazioni ufficiali. Le autorità locali monitorano costantemente la situazione e, al momento, non risultano criticità. L’attenzione resta alta, ma non vi sono segnali di evoluzioni particolari.
La scossa di magnitudo 3.2 registrata a pochi chilometri da San Mauro Castelverde conferma la naturale dinamicità del territorio delle Madonie e del Tirreno settentrionale siciliano. Nessun danno segnalato, ma comprensibile apprensione tra i residenti. I dati disponibili indicano un evento isolato, inserito in un contesto sismico noto agli studiosi e monitorato costantemente. La situazione, allo stato attuale, non presenta elementi di allarme ma richiama alla consapevolezza di vivere in un territorio geologicamente attivo.














