Carini e Terrasini, notte di lamiere sulla Statale 113

Asfalto nero. Sirene. Vetro sull’asfalto. Sulla statale 113, tra Carini e Terrasini, in poche ore si contano cinque ragazzi feriti e quattro mezzi sventrati. È successo ieri sera e poi ancora nel cuore della notte. Due schianti. Due scene diverse. Stessa strada.

Alle tre del mattino, lo scooter e la Mercedes

Erano quasi le 3 quando il silenzio è stato strappato dal rumore secco di un impatto. Un diciassettenne viaggiava verso Carini, in sella a uno scooter. Da via Elba arrivava una Mercedes guidata da un diciannovenne. L’incrocio. Il colpo. Violento. Il ragazzo è finito a terra. Casco sull’asfalto, fari accesi nel buio.

Il 118 è arrivato in pochi minuti. Codice rosso. Trasferimento al Trauma center dell’ospedale Ospedale Villa Sofia di Palermo. I medici hanno lavorato in fretta. La riserva sulla vita esclusa. Resta la paura. E la strada chiusa per i rilievi.

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Indagano i carabinieri del Nucleo radiomobile. Misurano frenate. Cercano testimoni. La statale, a quell’ora, è una lingua d’asfalto che corre tra buio e capannoni. Ogni incrocio può diventare una trappola.

Alle 19.30, minicar contro Yamaha

Poche ore prima, intorno alle 19.30, un altro schianto. Nei pressi di viale Consiglio, territorio di Terrasini. Una minicar Citroën Ami con a bordo due ragazze di 16 anni. Uno scooter Yamaha con un quindicenne e un diciassettenne. L’impatto li ha scaraventati contro il metallo.

Quattro minorenni in codice rosso. Sirene di nuovo. Trasferimento all’ospedale Ospedale Civico di Partinico. Nessuno è in pericolo di vita. Ma le ferite restano. E resta lo spavento delle famiglie, arrivate di corsa sotto le luci fredde del pronto soccorso.

Anche qui i carabinieri ricostruiscono. Velocità. Precedenze. Distrazioni. La 113 è una strada antica, attraversa paesi e svincoli, mescola traffico locale e passaggi veloci. Di giorno rumore. Di notte silenzio che inganna.

Una statale che non perdona

Due incidenti in poche ore. Stesso nastro d’asfalto. Giovani vite appese a un incrocio. La buona notizia è che nessuno è in pericolo. La cattiva è che la scena si ripete. Lamiere, lampeggianti, barelle.

La statale 113 resta lì. Dritta. Indifferente. Aspetta il prossimo passaggio. E chiede rispetto.