La polvere compare al mattino presto. Sui parabrezza delle auto, sui balconi, sui vetri delle finestre. Un velo sottile, biancastro per alcuni, grigio per altri. Succede tra Capaci e Isola delle Femmine e da settimane alimenta domande e inquietudini tra i residenti. Il fenomeno è stato segnalato per la prima volta alla fine di dicembre, quasi come una stranezza. Poi le segnalazioni sono aumentate. Foto sui social, messaggi nei gruppi di quartiere, cittadini che puliscono l’auto la sera e la ritrovano di nuovo coperta il giorno dopo. Adesso il caso è arrivato anche all’Assemblea regionale siciliana. Nelle prossime ore sono attesi i risultati delle analisi dell’Arpa Sicilia che dovranno chiarire l’origine di questa polvere misteriosa.
Segnalazioni e paura tra i residenti
Le segnalazioni arrivano soprattutto dalle zone più vicine all’area industriale tra Capaci e Isola delle Femmine. Non è un fenomeno uniforme. In alcune strade si nota chiaramente, in altre no. I cittadini raccontano di aver trovato la polvere sulle carrozzerie delle auto, sugli infissi, sui davanzali. Una patina sottile che resta sulle dita quando la si tocca. Nei gruppi social locali il tema è diventato centrale. C’è chi ha iniziato a chiedersi se possa trattarsi di residui industriali, chi teme effetti sulla salute, chi prova a capire se il fenomeno sia legato al traffico dell’autostrada o al passaggio dei treni lungo la linea ferroviaria che attraversa la zona. Alcuni residenti hanno persino deciso di far analizzare privatamente campioni della polvere, alimentando ulteriormente il dibattito pubblico.
Il caso arriva all’Assemblea regionale siciliana
La vicenda ha superato rapidamente i confini dei social e dei racconti di quartiere. Il deputato regionale del Partito democratico Mario Giambona ha presentato un’interrogazione all’Ars chiedendo chiarimenti sul fenomeno e sollecitando verifiche ufficiali. Non solo. Il parlamentare ha anche richiesto un’audizione nella commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana per fare luce sulla vicenda. L’obiettivo è capire da dove arrivi quella polvere e se possa rappresentare un rischio per la popolazione o per l’ambiente. Secondo quanto emerge dalle prime informazioni raccolte, il fenomeno sembrerebbe circoscritto all’area industriale che si estende tra Capaci e Isola delle Femmine. Proprio per questo Giambona ha chiesto il coinvolgimento diretto degli enti competenti, a partire dall’Arpa Sicilia e dall’Asp.
Le verifiche di Arpa e Asp
Le centraline dell’Arpa Sicilia non avrebbero finora rilevato valori anomali nella qualità dell’aria. Tuttavia l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha avviato analisi più approfondite proprio per capire la composizione della polvere segnalata dai cittadini. I tecnici hanno raccolto campioni e stanno effettuando verifiche di laboratorio per individuare eventuali sostanze presenti: minerali, polveri industriali, residui di combustione o altri materiali trasportati dal vento. Anche l’Asp è stata informata della situazione e segue l’evoluzione delle verifiche. I risultati potrebbero arrivare già nelle prossime ore. Saranno questi dati scientifici a stabilire se il fenomeno sia legato a fattori ambientali naturali, a emissioni industriali o a cause ancora da identificare.
Il ruolo delle industrie e le verifiche sul territorio
Tra le ipotesi circolate in queste settimane c’è anche quella di un possibile collegamento con le attività industriali presenti nella zona. Il sindaco di Isola delle Femmine, Orazio Nevoloso, ha chiesto chiarimenti alla Italcementi, una delle realtà produttive più grandi dell’area. L’azienda avrebbe già assicurato che la polvere non proviene dai propri impianti, ma il Comune attende comunque una relazione ufficiale. Le segnalazioni, spiegano dall’amministrazione, sono concentrate soprattutto nelle zone più vicine alle industrie, all’autostrada e alla ferrovia. Diversa la situazione nel centro del paese. In piazza, al porto e lungo il lungomare non sarebbero state segnalate tracce della polvere. Un elemento che potrebbe aiutare a circoscrivere l’origine del fenomeno.
I sindaci invitano alla cautela
Di fronte alla preoccupazione dei cittadini, i sindaci dei due comuni invitano alla prudenza. Pietro Puccio, sindaco di Capaci, sottolinea che finché non si conosce la composizione della polvere non è possibile adottare misure o ordinanze specifiche. Nel territorio di Capaci, ricorda, non sono presenti industrie che emettono fumi. Per questo motivo il fenomeno potrebbe avere origine altrove o essere legato a fattori ambientali più complessi. Anche il sindaco di Isola delle Femmine invita a evitare allarmismi. L’unico modo per chiarire la situazione è attendere i risultati delle analisi scientifiche.
Nelle prossime ore l’esito degli esami dell’Arpa potrebbe finalmente spiegare da dove arriva quella polvere che da settimane si posa su auto e finestre tra Capaci e Isola delle Femmine. Finché non ci saranno dati certi restano solo ipotesi e segnalazioni. Saranno le verifiche tecniche a stabilire se si tratta di un fenomeno naturale, di emissioni industriali o di qualcos’altro ancora. Nel frattempo cittadini e amministrazioni locali restano in attesa di una risposta che possa chiarire definitivamente il mistero.















