La mattina è iniziata con un brusio insolito nei corridoi dell’Istituto “Jacopo del Duca – Diego Bianca Amato” di Cefalù. Poi gli applausi. Giuseppe Tornatore è arrivato a scuola tra gli studenti che lo aspettavano davanti all’ingresso. Qualcuno stringeva il telefono per una foto, altri semplicemente guardavano. Il regista siciliano si è fermato subito davanti al carretto siciliano esposto nell’atrio. Un’opera piena di colori e di scene dipinte, realizzata dagli studenti del Liceo artistico della scuola. Tornatore lo ha osservato con attenzione. Ha fatto qualche domanda sul lavoro degli studenti, si è soffermato sui particolari. Un momento semplice, quasi domestico. Subito dopo il regista è stato accompagnato verso l’Auditorium. Anche lì ad attenderlo c’erano gli studenti. Quando è entrato nella sala è partito un lungo applauso. In sottofondo la colonna sonora di “Nuovo Cinema Paradiso”. Una musica che molti ragazzi conoscono anche senza aver visto il film. L’incontro poteva cominciare.
L’accoglienza della scuola e il senso dell’incontro
A fare gli onori di casa è stata il Dirigente scolastico Antonella Cancila. Ha salutato Tornatore ricordando agli studenti quanto sia preziosa un’occasione del genere. Non capita spesso, dentro una scuola, di poter ascoltare dal vivo il racconto di chi ha costruito alcuni dei film più conosciuti del cinema italiano. Cancila ha parlato dell’importanza dell’incontro tra scuola e cultura. Non come evento celebrativo ma come occasione concreta per far dialogare i ragazzi con chi lavora ogni giorno nella creatività, nell’arte e nel racconto delle storie.
Subito dopo è intervenuto Giacomo Sapienza per il Festival del Cinema di Cefalù, che ha organizzato l’iniziativa. Sapienza ha ricordato come il festival cerchi ogni anno di portare il cinema tra i giovani. Non solo nelle sale ma anche nei luoghi della formazione. Perché il cinema, prima ancora di essere industria, è linguaggio. È uno sguardo sul mondo.
Poi la parola è passata a Mario Macaluso che ha presentato Tornatore agli studenti ripercorrendo alcune tappe della sua carriera. Dai primi lavori fino ai film che lo hanno reso conosciuto in tutto il mondo. Subito dopo ha invitato i ragazzi a fare ciò che più aspettavano: fare domande.
Novanta minuti di curiosità e dialogo
Da quel momento l’incontro è diventato una conversazione. Novanta minuti senza distanza tra il regista e gli studenti. Le mani alzate sono state tante. Le domande sono arrivate da ogni parte dell’Auditorium.
Qualcuno ha chiesto come nasce l’idea di un film. Tornatore ha raccontato che spesso tutto parte da una piccola immagine, da un ricordo, da una sensazione. Altre volte da una storia sentita per caso.
Un’altra domanda è stata sugli attori. Come si scelgono? Come si lavora con loro sul set? Il regista ha spiegato che la scelta di un attore è un momento decisivo. Non basta la bravura. Serve anche la capacità di incarnare davvero il personaggio.
Non sono mancate le curiosità su “Nuovo Cinema Paradiso”. Un film che ha segnato la storia del cinema italiano e che ancora oggi continua a essere visto in tutto il mondo. Tornatore ha raccontato alcuni episodi delle riprese, i momenti difficili della lavorazione e anche le sorprese che arrivarono dopo l’uscita del film.
Gli studenti hanno chiesto anche delle difficoltà del mestiere. Dei momenti in cui un film sembra non funzionare. Di quando un progetto rischia di fermarsi. Tornatore ha parlato con sincerità di questi passaggi. Nel cinema, ha spiegato, ci sono sempre momenti complicati. Ma fanno parte del percorso.
Il cinema visto dai ragazzi
Le domande degli studenti hanno toccato molti temi. I film preferiti del regista. Gli incontri con grandi attori. Le scene più difficili da girare. Le colonne sonore. Il rapporto tra cinema e memoria. E anche il futuro del cinema nell’epoca delle piattaforme digitali.
Molti ragazzi hanno mostrato una curiosità viva. Non solo verso il mestiere del regista ma verso tutto ciò che sta dietro un film: la scrittura della sceneggiatura, la costruzione delle scene, il lavoro della troupe, la scelta delle musiche.
Tornatore ha risposto con calma. Senza fretta. Raccontando aneddoti di set, episodi legati alla lavorazione dei film e momenti personali della sua carriera. Più che una lezione è stato un racconto. Un viaggio dentro il cinema.
Il dono del Festival del Cinema
Alla fine dell’incontro è arrivato il momento dei saluti. Il Festival del Cinema di Cefalù ha voluto lasciare al regista un ricordo della mattinata. È stata consegnata un’opera realizzata dall’artista Emilio Triolo.
L’opera rappresenta un dettaglio del carretto siciliano. Un frammento di quella tradizione popolare che racconta la Sicilia attraverso immagini e colori. Quel pezzo di carretto è incastonato dentro una pellicola cinematografica. Un incontro simbolico tra due mondi: la tradizione siciliana e il cinema.
Tornatore ha osservato l’opera con attenzione. Ha ringraziato gli studenti, la scuola e gli organizzatori dell’incontro.
Una mattina che resta
Quando l’incontro si è concluso l’Auditorium si è riempito ancora una volta di applausi. Gli studenti si sono avvicinati per una foto, per una stretta di mano, per un ultimo saluto.
Fuori, nei corridoi della scuola, il brusio è ripreso. Ma qualcosa era rimasto nell’aria. Non solo la presenza di un grande regista. Piuttosto il racconto di un mestiere fatto di idee, immagini, errori, tentativi.
Una mattina di cinema dentro una scuola. Un dialogo diretto tra chi i film li crea e chi, forse, un giorno potrebbe raccontarne altri.















