Ieri sera, la Chiesa di S. Stefano, nel territorio della Parrocchia della Cattedrale e delle comunità di S. Maria d’Itria e di S. Giovanni Evangelista, si è fatta spazio teologico vivo, locus theologicus nel quale il mistero della consacrazione si è nuovamente dischiuso come epifania della fedeltà divina.
La Celebrazione Eucaristica, presieduta da S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo diocesano, ha costituito il culmine di un evento di particolare densità spirituale ed ecclesiale: la rinnovazione dei santi voti religiosi di Suor Maria Swapna, Suor Maria Lucilla e Suor Maria Raichel, appartenenti all’Istituto delle Figlie della Madonna del Divino Amore.
Fin dalle prime battute della liturgia, si è percepita la dimensione sponsale e oblativa che caratterizza la vita consacrata, nella quale – secondo la luminosa intuizione patristica – l’anima si configura a Cristo Sponsus Ecclesiae, partecipando in modo singolare al mistero pasquale. In tal senso, il rito della rinnovazione dei voti non si è presentato come mera reiterazione formale, bensì come anamnesis viva, riattualizzazione sacramentale di un “sì” che affonda le sue radici nell’eternità del disegno divino.
Nel corso dell’omelia, il Vescovo ha richiamato con profondità teologica il valore ecclesiale della professione religiosa, sottolineando come essa non sia mai un atto individualistico, ma sempre un evento che edifica il Corpo di Cristo. La perseveranza nella fedeltà ai consigli evangelici – povertà, castità e obbedienza – è stata indicata come segno profetico in un contesto culturale spesso segnato dalla frammentazione e dall’instabilità. In essa risplende quella stabilitas cordis di cui parlano i Padri, eco della roccia evangelica su cui si fonda ogni autentica sequela.
A concelebrare con il Presule sono stati Don Giuseppe Licciardi, Vicario Generale della Diocesi, e don Francesco Lo Bianco, Parroco, in una significativa manifestazione della comunione presbiterale attorno al Vescovo, principio visibile di unità nella Chiesa particolare. La loro presenza ha ulteriormente evidenziato il carattere ecclesiale dell’evento, inscritto nella vita concreta del popolo di Dio.
Il momento liturgico della rinnovazione dei voti ha rappresentato il vertice simbolico e spirituale della celebrazione: le tre religiose, con voce ferma e cuore raccolto, hanno nuovamente offerto se stesse al Signore, rinnovando quell’alleanza che, nella tradizione teologica, è letta come partecipazione alla nova et aeterna foedus sigillata nel sangue di Cristo. Tale gesto, semplice e insieme densissimo, ha evocato la dimensione martiriale – nel senso originario di testimonianza – propria della vita consacrata.
L’intera assemblea, partecipe e orante, è stata coinvolta in questo mistero di donazione, quasi a ricordare che ogni vocazione nella Chiesa è sempre per la Chiesa e mai separata da essa. In tal modo, la celebrazione si è configurata come icona della comunione ecclesiale, nella quale ministero ordinato e vita consacrata si incontrano e si illuminano reciprocamente.
In un tempo che domanda segni credibili di speranza, la rinnovazione dei voti di Suor Maria Swapna, Suor Maria Lucilla e Suor Maria Raichel si offre come testimonianza luminosa di una fedeltà che non viene meno, perché radicata nella fedeltà stessa di Dio. “Fidelis est Deus” (1Cor 1,9): su questa certezza si fonda ogni autentica consacrazione, e da essa la Chiesa continua a trarre linfa per il suo cammino nella storia.

























