Piove da stanotte. Piove fitto, a tratti storto per il vento che arriva dal mare e si infila tra i palazzi. A Palermo le strade si sono svegliate lucide, con le pozzanghere che riflettono le luci gialle dei lampioni ancora accesi. Non è una pioggia gentile. È un ritorno secco all’inverno, di quelli che sorprendono a fine marzo quando già si pensava alla primavera. La Protezione civile ha diramato l’allerta gialla per rischio meteo-idrogeologico. Non è emergenza, ma è un segnale chiaro: la giornata va presa con attenzione. Ombrelli piegati dal vento, giacche tirate su fino al collo, autobus che rallentano. È una Sicilia diversa da quella di pochi giorni fa.
Il fronte freddo che arriva da lontano
Il cambiamento non è locale. Parte da Nord, scende dall’Europa e trova nel Mediterraneo un campo aperto. Un fronte freddo deciso, spiegano i meteorologi di 3BMeteo, che ha preso forza nelle ultime ore e che ora attraversa tutta l’isola. Porta con sé rovesci intensi, temporali improvvisi e un calo netto delle temperature. Non è solo pioggia: è aria fredda che taglia, che cambia l’odore dell’aria. Nei quartieri più esposti il vento si sente forte, sbatte contro le serrande, fa vibrare i cartelli. Il Tirreno è mosso, scuro, nervoso. Una scena che appartiene più a gennaio che alla fine di marzo.
Temperature giù e neve sulle montagne
Il termometro scende senza esitazioni. A Palermo si resta intorno ai 12 gradi, a Messina poco più su, a Catania e Agrigento appena sopra. Numeri bassi per il periodo, ma è soprattutto la percezione a colpire: il freddo si sente nelle mani, nelle ossa. Sulle Madonie e sui rilievi interni torna anche la neve, sopra i 1300-1400 metri. Non è una nevicata da cartolina, ma abbastanza per ricordare che l’inverno non ha ancora chiuso davvero. Chi sale verso l’entroterra vede i versanti cambiare colore, tra il grigio delle nuvole e il bianco che riaffiora.
Vento forte e mare agitato
Il vento è il protagonista silenzioso di questa fase. Gira, cambia direzione, ma non si ferma. È un vento ciclonico, spiegano gli esperti, legato a un vortice che si muove tra il basso Tirreno e lo Ionio. Sulle coste si alzano onde più alte del solito, nei porti si stringono gli ormeggi. Le raffiche arrivano improvvise, spostano sedie, fanno sbattere porte, portano odore di salsedine fin dentro le strade. Non è raro vedere rami a terra, cartelloni inclinati, piccoli segni di una giornata che lascia traccia.
Una settimana instabile, senza tregua
Non finisce oggi. La perturbazione ha deciso di fermarsi qualche giorno. Mercoledì, giovedì, venerdì: stessa storia, con piogge a intermittenza e nuovi rovesci soprattutto nelle zone centro-settentrionali. La neve continuerà a cadere in quota, anche se con limiti destinati lentamente a salire. È una fase lunga, che cambia il ritmo delle giornate. Chi lavora all’aperto lo sa già: si guarda il cielo più del solito, si aspetta una pausa che dura poco. Le città rallentano, il traffico si fa più denso, i tempi si allungano.
Verso il weekend e uno spiraglio di luce
Solo verso sabato qualcosa comincerà a cambiare. Le piogge si faranno meno insistenti, anche se non spariranno del tutto. Il vero segnale arriverà da ovest, con un campo di alta pressione che proverà a rimettere ordine. Domenica di Pasqua resta incerta, con qualche piovasco possibile soprattutto a sud-est. Ma altrove si intravede un miglioramento. Il cielo si aprirà a tratti, la luce tornerà a farsi vedere tra le nuvole. E le temperature, lentamente, ricominceranno a salire.
La Sicilia, per qualche giorno, torna indietro. Pioggia, vento, freddo. Una parentesi che interrompe l’illusione della primavera già arrivata. Poi, come spesso succede da queste parti, tutto cambierà di nuovo. Ma intanto si cammina con l’ombrello stretto e lo sguardo al cielo, aspettando che passi.














