Già nella prima edizione del 1906, sopra i box di Buonfornello, Vincenzo Florio aveva allestito una sala stampa dotata di telegrafo internazionale, il secondo in Italia dopo quello di Milano. Due anni dopo arrivò la rivoluzione: otto trasmettitori telegrafici sotto la tribuna principale per inviare in tempo reale i risultati in tutto il mondo. Una sorta di “live timing” ante litteram nato sulle Madonie 118 anni fa.
Oggi ci sembra normale, anzi scontato. Una grande gara automobilistica ha la sua sala stampa, decine di giornalisti accreditati, schermi che mostrano tempi e classifiche in tempo reale, telecamere ovunque, social network che diffondono ogni dettaglio in pochi secondi. Pochi sanno però che questa idea, oggi pilastro del giornalismo sportivo mondiale, è nata sulle Madonie. Più precisamente a Buonfornello, frazione di Termini Imerese, grazie all’ennesima intuizione di Vincenzo Florio.
1906: la prima sala stampa nella storia delle corse
Già la prima edizione della Targa Florio del 6 maggio 1906 era stata organizzata come un evento mondiale. Vincenzo Florio aveva fatto le cose in grande: due grandi capannoni di legno lunghi 180 metri come tribune, un cavalcavia per il pubblico, un ristorante, due tende per il pronto soccorso curate dalla Croce Rossa, persino due bande musicali per intrattenere gli spettatori nei tempi morti.
Ma il dettaglio più rivoluzionario era un altro. Sopra i box, il giovane palermitano aveva allestito una sala stampa. E non una sala stampa qualsiasi: una sala dotata di telegrafo internazionale.
Per capire la portata della cosa, basta un dato. Nel 1906, in tutta Italia, esisteva un solo altro telegrafo internazionale: era a Milano. Florio, ventitré anni, aveva fatto installare il secondo telegrafo internazionale del Paese sulle Madonie, sopra una tribuna di legno, per la sua corsa automobilistica.
Da quel telegrafo i giornalisti accreditati potevano inviare in tempo reale i loro dispacci in tutta Europa. La Targa Florio, fin dalla prima edizione, diventava un evento mondiale in senso letterale: chi assisteva a Buonfornello sapeva che la sua cronaca sarebbe arrivata a Parigi, Londra, Berlino prima ancora che le auto avessero tagliato il traguardo.
1908: otto trasmettitori telegrafici, il “live timing” ante litteram
Due anni dopo, alla terza edizione del 1908, Florio fa un passo ancora più audace. Non basta più una sala stampa con un telegrafo. La corsa cresce, i giornalisti accorrono da tutto il mondo, il pubblico vuole essere informato in tempo reale.
E allora Vincenzo Florio fa installare otto trasmettitori telegrafici sotto la tribuna principale. Otto postazioni dedicate da cui i giornalisti possono trasmettere simultaneamente i risultati ai loro giornali.
È, di fatto, il primo sistema di “live timing” della storia dello sport. Ovviamente non automatico come quello di oggi, ma frutto del lavoro coordinato di telegrafisti che battevano gli aggiornamenti uno per uno, mentre gli spettatori vedevano sfrecciare le auto sul rettilineo di Buonfornello.
Le cronache dell’epoca raccontano una scena bellissima: appena le auto tagliavano il traguardo, gli “invitati speciali del Continente” (cioè i giornalisti europei) correvano emozionatissimi verso gli otto trasmettitori per battere i risultati. Era la fine di un’epoca, quella delle cronache che arrivavano con giorni di ritardo, e l’inizio di un’altra, quella dell’informazione sportiva istantanea.
Il vincitore di quella Targa storica
La Targa Florio del 1908 si correva il 18 maggio, sul Grande Circuito delle Madonie. La vinse Vincenzo Trucco su Isotta Fraschini, alla media di quasi 60 chilometri orari, una velocità impressionante per i tempi e quei tracciati sterrati.
C’è un dettaglio che oggi fa sorridere ma che è importantissimo. A fianco di Trucco, in quella vettura vincente, correva come meccanico un giovanissimo emiliano. Si chiamava Alfieri Maserati. Sì, proprio lui: il futuro fondatore della casa automobilistica del Tridente.
Era anche quello uno dei segreti della Targa Florio: chiunque volesse capire qualcosa di automobili nel primo Novecento, sapeva di doversi presentare sulle Madonie. Lì non si correva soltanto, lì si studiava il futuro dell’auto.
Una storia che precede tutto
Provate a pensarci. Quando Vincenzo Florio inventa la sala stampa moderna a Buonfornello nel 1906, mancano ancora:
- 17 anni alla nascita della Le Mans 24 Ore (1923)
- 24 anni alla prima Mille Miglia (1927)
- 44 anni all’inizio del Campionato del Mondo di Formula 1 (1950)
- 120 anni alle dirette streaming di oggi
Eppure tutti gli elementi che ancora oggi caratterizzano la copertura giornalistica di un grande evento sportivo – sala stampa dedicata, accrediti per i giornalisti, trasmissione in tempo reale, dispacci diretti dalle tribune – erano già lì. Sulle Madonie. Inventati da un ragazzo siciliano di poco più di vent’anni.
Quando la Sicilia precorreva il mondo
Oggi quando si parla di innovazione il pensiero corre subito alla Silicon Valley, a Tokyo, ai grandi centri tecnologici. Ma 120 anni fa la vera innovazione nel campo della comunicazione sportiva nacque qui, su una tribuna di legno affacciata sul Tirreno, tra Termini Imerese e Cefalù.
I 16.000 spettatori che il 6 maggio 1906 arrivavano alla prima Targa Florio sapevano di assistere a una corsa. Non potevano immaginare di assistere anche alla nascita del giornalismo sportivo moderno.
Quando dal 14 al 16 maggio 2026 si correrà la 110ª edizione della Targa Florio, decine di giornalisti seguiranno la corsa con smartphone, laptop, telecamere. Tutti, anche senza saperlo, faranno il loro mestiere sulle tracce di quegli otto trasmettitori telegrafici che Vincenzo Florio installò sotto la tribuna principale di Buonfornello nel 1908.
Un primato che la Sicilia può rivendicare con orgoglio.















