Stabilì un record mai più battuto sul Grande Circuito delle Madonie. Portò in trionfo la Isotta Fraschini, fece nascere la fortuna americana di una grande casa automobilistica italiana, e nel 1913 corse persino le 500 Miglia di Indianapolis. Eppure oggi quasi nessuno conosce il nome di Vincenzo Trucco, il vincitore della terza Targa Florio.
Provate a chiedere in giro: “chi era Vincenzo Trucco?“. Anche tra gli appassionati di automobilismo, ben pochi sapranno rispondere. Eppure questo pilota piemontese di inizio Novecento ha scritto pagine straordinarie nella storia della Targa Florio, ha stabilito un record mai più battuto, è stato uno dei primi italiani a correre in America. La sua è la storia di un campione completamente dimenticato dalla memoria collettiva. Tanto che, ancora oggi, persino gli storici dell’automobilismo faticano a trovare la data esatta della sua nascita e della sua morte. Eppure questo pilota merita di essere ricordato. Ecco perché.
18 maggio 1908: la terza Targa Florio
Per capire chi fosse Vincenzo Trucco bisogna tornare al 18 maggio 1908, giorno della terza edizione della Targa Florio. Sul Grande Circuito delle Madonie – 148,823 chilometri da ripetere tre volte, per un totale di oltre 446 chilometri di strada sterrata – si presentano alcuni dei più grandi piloti europei dell’epoca.
C’è Vincenzo Lancia su Fiat, fondatore della futura casa torinese, già una leggenda. C’è Felice Nazzaro, anch’egli su Fiat, considerato il più grande pilota italiano del momento. C’è Ernesto Ceirano su SPA. Tutti nomi che avrebbero fatto la storia dell’automobilismo italiano.
E poi c’è lui: Vincenzo Trucco, pilota piemontese, al volante di una Isotta Fraschini 50 HP da quasi 8 litri di cilindrata. È il pilota ufficiale della casa milanese, ma nessuno lo considera tra i favoriti. È il classico outsider, l’ennesimo concorrente da contare nelle classifiche e poi dimenticare.
La sua impresa: un record che durerà per sempre
Quello che accade quel giorno sulle Madonie passa alla storia. Trucco interpreta il tracciato in modo perfetto: cauto nei tratti difficili, aggressivo nei rettilinei. La sua Isotta Fraschini, robusta e potente, si rivela perfetta per le strade dissestate del Grande Circuito.
Quando taglia il traguardo, Trucco ha impiegato 7 ore, 49 minuti e 26 secondi per coprire i 446 chilometri di gara. Una media di 57,063 km/h, che per gli standard del 1908 e su strade sterrate è qualcosa di impressionante.
Ma il dato più clamoroso è un altro. Quella media di 57,063 km/h stabilita dal piemontese rimarrà per sempre la migliore prestazione sulla distanza del Grande Circuito delle Madonie. Il record di Trucco non sarà mai più battuto, perché negli anni successivi il tracciato sarà progressivamente abbandonato a favore del Medio Circuito e poi del Piccolo Circuito.
Trucco precede di 13 minuti Vincenzo Lancia, secondo, e di 20 minuti Ernesto Ceirano, terzo. Una vittoria larga, indiscutibile, definitiva. Eppure il suo nome inizia a sparire quasi subito dalla memoria popolare.
A fianco del campione, il futuro fondatore della Maserati
C’è un dettaglio della vittoria di Trucco che da solo basterebbe a renderlo immortale. A fianco del piemontese, in quella vettura vincente, correva come meccanico un giovane di diciannove anni appena. Si chiamava Alfieri Maserati.
Sì, proprio quello che, sedici anni dopo, fonderà insieme ai fratelli la Maserati, una delle più gloriose case automobilistiche al mondo. Alfieri Maserati esordì nelle corse esattamente così: come “meccanico volante” di Vincenzo Trucco sulle Madonie. Una memoria preziosissima, oggi quasi del tutto dimenticata anche dagli appassionati del Tridente.
Il trionfo che apre l’America alla Isotta Fraschini
La vittoria di Trucco non fu importante solo per lui. Cambiò il destino della Isotta Fraschini, la casa milanese fondata appena sei anni prima da Cesare Isotta e Vincenzo Fraschini.
Grazie al trionfo siciliano, la Isotta Fraschini diventò un marchio prestigioso a livello mondiale. Già nel 1907 era stata aperta una rappresentanza ufficiale a New York, e dopo la vittoria della Targa le esportazioni esplosero. Nel 1909, il 75% della produzione Isotta Fraschini era destinato al mercato estero, in particolare americano.
Le Isotta Fraschini diventarono le auto preferite di milionari, dive di Hollywood, principi e teste coronate. Per intenderci: nel film “Viale del tramonto” di Billy Wilder (1950), la celebre vettura della protagonista Norma Desmond è proprio una Isotta Fraschini. Tutto questo, in un certo senso, comincia con quella vittoria di Vincenzo Trucco sulle Madonie nel 1908.
Il pilota che corse anche a Indianapolis
La carriera di Trucco non finì certo in Sicilia. Nello stesso 1908 vinse anche la Padova-Bovolenta, importante prova di velocità in Veneto. Ma la sua avventura più sorprendente arrivò nel 1913.
Quell’anno la Isotta Fraschini decise di tentare il colpo grosso: portare le sue vetture alla 500 Miglia di Indianapolis, la corsa automobilistica più importante d’America, nata appena due anni prima. La casa milanese iscrisse tre piloti ufficiali. Uno era americano, Harry Grant, un altro era Teddy Tetzlaff. Il terzo era lui, Vincenzo Trucco: un piemontese sulla mitica Brickyard di Indianapolis.
La trasferta americana non andò bene (nessuno dei tre arrivò al traguardo), ma il fatto stesso che Trucco fosse uno dei tre piloti scelti dimostra il suo valore internazionale di quegli anni.
L’ultima vittoria documentata di Trucco è una gara turistica al Circuito di Monza nel 1923. Poi le tracce si perdono. Persino gli storici dell’automobilismo, ancora oggi, faticano a stabilire con certezza dove e quando il pilota sia morto.
Perché è stato dimenticato
C’è una domanda inevitabile: perché un pilota di questo calibro è stato cancellato dalla memoria collettiva? Le ragioni sono tre.
La prima: Trucco vinse “all’inizio”, nelle prime edizioni della Targa Florio, quando ancora la corsa non aveva il riverbero mondiale che avrebbe avuto dopo, dagli anni Cinquanta in poi.
La seconda: a differenza di Lancia (che fondò la casa torinese), di Nazzaro (che fondò la Nazzaro Auto), di Maserati (che fondò il Tridente), Trucco rimase “solo” un pilota professionista. Non ebbe un marchio automobilistico legato al suo nome a tramandarne la fama.
La terza: la storia ufficiale delle corse, scritta principalmente negli anni Sessanta e Settanta, privilegiò i piloti dell’epoca dei campionati mondiali. I pionieri dei primi anni del Novecento finirono in un oblio quasi totale.
Un nome da riscoprire
Quando dal 14 al 16 maggio 2026 si correrà la 110ª edizione della Targa Florio sulle strade delle Madonie, varrà la pena ricordare anche lui. Vincenzo Trucco, il piemontese che 118 anni fa stabilì un record che non è mai stato battuto. Il pilota che fece nascere il mito americano della Isotta Fraschini. L’uomo che aveva come meccanico un giovane di nome Alfieri Maserati.
Un campione dimenticato. Ma non da Cefalùnews.















