Dal 2026 torna l’esame di maturità: addio all’esame di Stato, cambiano orale e materie

Dal 2026 gli studenti italiani affronteranno un esame di maturità completamente rinnovato. Con il decreto approvato in via definitiva alla Camera, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha sancito il ritorno ufficiale del nome “esame di maturità”, cancellando la precedente denominazione di “esame di Stato”.

Ma non si tratta solo di un cambio di nome. Il nuovo esame punta a essere più serio, più selettivo e soprattutto più attento al percorso personale degli studenti. Da giugno 2026, infatti, l’orale riguarderà solo quattro materie principali, che saranno scelte ogni anno dal Ministero a gennaio.

Obbligo di partecipare all’orale: addio alla “scena muta”

Una delle novità più discusse è l’obbligo di sostenere l’orale. Gli studenti non potranno più rimanere in silenzio per protesta o timore, come accaduto negli ultimi anni. Chi si presenterà e sceglierà di non rispondere sarà automaticamente bocciato.

Durante il colloquio, oltre alle conoscenze, verranno valutate la capacità di ragionamento, la maturità personale e le competenze trasversali, comprese quelle digitali e di educazione civica.

Curriculum dello studente e cittadinanza attiva

Ogni diplomato riceverà un curriculum dettagliato allegato al diploma, con tutte le esperienze formative e personali più significative.
Chi avrà almeno sei in condotta dovrà anche presentare un elaborato critico su un tema di cittadinanza attiva e solidale, collegato al percorso scolastico.

Valditara: “Ridiamo senso alla maturità”

“Con questa riforma – ha spiegato il ministro Giuseppe Valditara – restituiamo valore a un momento decisivo del percorso formativo. Chi non svolge la prova orale sarà bocciato. L’esame si concentrerà sulle quattro materie principali, ma valuterà anche l’impegno extrascolastico, lo sport e le attività culturali.”

Valditara ha annunciato anche nuove risorse: più fondi per i docenti, più sicurezza nelle scuole e regole più severe per i viaggi d’istruzione.

Le altre novità della riforma

  • Formazione scuola-lavoro: cambia nome il PCTO, che diventa “Formazione scuola-lavoro”, con maggiore attenzione all’esperienza e alla sicurezza degli studenti.
  • Commissioni ridotte: i commissari scendono da sette a cinque, ma saranno formati e retribuiti di più.
  • Filiera tecnologico-professionale 4+2: il percorso tecnico e professionale diventa ufficiale. Quattro anni per il diploma, più due di specializzazione con gli ITS Academy.
  • Passaggi di indirizzo semplificati: entro il secondo anno si potrà cambiare percorso senza esame integrativo.
  • Sicurezza e viaggi: priorità alle agenzie che garantiscono mezzi sicuri e accessibili anche agli studenti con disabilità.

Un ritorno alle origini, ma con regole nuove

Dal 2026 la maturità torna alle sue radici, con un esame più selettivo ma anche più aderente al percorso personale di ogni studente.
Un segnale di cambiamento che, secondo il Ministero, vuole riportare al centro impegno, responsabilità e conoscenza reale.