Un nuovo pulmino, otto posti e tante possibilità in più di muoversi, incontrarsi, partecipare. A Cefalù la Fondazione Regina Elena compie un passo concreto a favore dei minori e dei giovani del territorio grazie all’acquisto di un nuovo mezzo destinato alle attività scolastiche ed extrascolastiche, reso possibile dal contributo di UniCredit.
Il pulmino sarà utilizzato dagli ospiti delle due Comunità Alloggio gestite dalla Fondazione – Regina Elena e Carlo Acutis – ma anche dai ragazzi di Cefalù e dei comuni limitrofi che frequentano gratuitamente i corsi professionalizzanti promossi dall’ente. Un supporto logistico che diventa, di fatto, uno strumento educativo, capace di abbattere distanze e facilitare l’accesso a opportunità formative spesso difficili da raggiungere per chi vive situazioni di fragilità.
Per molti di questi giovani, potersi spostare significa poter frequentare con continuità la scuola, partecipare ad attività sportive, culturali o laboratoriali, sentirsi parte di una rete. Il nuovo mezzo rappresenta quindi un tassello importante nel percorso di autonomia e inclusione che la Fondazione costruisce ogni giorno accanto ai propri ospiti.
A rendere possibile l’acquisto è stato il contributo di UniCredit, da tempo impegnata nel sostegno a enti del Terzo Settore e organizzazioni senza scopo di lucro che operano a favore delle comunità locali. Un impegno che, come ha sottolineato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit, nasce dalla convinzione che la vicinanza al territorio sia una responsabilità concreta, soprattutto quando si tratta di promuovere inclusione e benessere sociale.
L’iniziativa rientra nell’ambito del Fondo Carta Etica di UniCredit, alimentato dalla donazione del 2 per mille delle spese sostenute dai clienti e dai dipendenti della banca attraverso l’utilizzo delle carte di credito “Etiche”. Un meccanismo che negli anni ha permesso di trasformare piccoli gesti quotidiani in risorse reali per il sociale. Dal 2011 a oggi, UniCredit ha destinato in Sicilia oltre 2,6 milioni di euro a 216 progetti promossi da onlus e realtà del Terzo Settore attive sull’isola.
La Fondazione Regina Elena, con sede nel cuore del centro storico di Cefalù, opera da anni in via Mandralisca come punto di riferimento per l’accoglienza e l’accompagnamento di minori, persone con disabilità e giovani migranti non accompagnati. Le due comunità alloggio rappresentano molto più di una struttura di ospitalità: sono luoghi di vita, relazione e crescita, pensati per offrire un ambiente familiare in cui i ragazzi possano sentirsi protetti, ascoltati e valorizzati.
L’obiettivo della Fondazione è da sempre quello di costruire percorsi educativi personalizzati, capaci di rispondere alle esigenze affettive, formative e di tutela dei giovani ospiti. Un lavoro quotidiano fatto di presenza, ascolto e accompagnamento, che mira a sostenere i ragazzi lungo un cammino di crescita e di riscatto personale, spesso segnato da storie difficili e da contesti di provenienza complessi.
In questo quadro, il nuovo pulmino diventa uno strumento fondamentale per garantire continuità alle attività educative e formative. Non si tratta soltanto di spostamenti pratici, ma della possibilità di ampliare gli orizzonti, favorire l’incontro con il territorio, rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Un mezzo che permette ai ragazzi di partecipare attivamente alla vita scolastica, sociale e culturale, superando ostacoli che altrimenti rischierebbero di tradursi in isolamento.
L’iniziativa dimostra come la collaborazione tra istituti bancari, enti del Terzo Settore e realtà locali possa produrre risultati concreti e duraturi. Quando le risorse economiche incontrano progetti educativi solidi e radicati nel territorio, anche un intervento apparentemente semplice può avere un impatto profondo sulla vita delle persone.
A Cefalù, il nuovo pulmino della Fondazione Regina Elena racconta proprio questo: la possibilità di trasformare un mezzo di trasporto in un simbolo di inclusione, attenzione e futuro. Un segno tangibile di come la cura dei più giovani e dei più fragili passi anche da gesti concreti, capaci di accompagnare i ragazzi non solo da un luogo all’altro, ma soprattutto verso nuove opportunità di crescita.















