Vittorie larghe e sfide al fotofinish: i risultati più clamorosi del comprensorio

Dal plebiscito di Caltavuturo al testa a testa di Lascari, gli otto comuni del territorio hanno votato in modo molto diverso. Ecco il viaggio tra i risultati più sbilanciati e quelli più combattuti delle amministrative 2026


Otto comuni, otto storie diverse. Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 hanno restituito un quadro fatto di estremi: da una parte vittorie schiaccianti, quasi plebiscitarie, dall’altra sfide decise sul filo del rasoio, con pochi voti a separare il vincitore dallo sconfitto. Una mappa del consenso che racconta territori molto diversi tra loro, anche se vicini geograficamente. Dai dati ufficiali pubblicati dal Servizio Elettorale dell’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali emerge un comprensorio politicamente plurale, dove convivono cittadine compatte attorno al loro candidato e paesi spaccati a metà.

I plebisciti: Caltavuturo guida la classifica delle vittorie schiaccianti

Il risultato più netto in assoluto arriva da Caltavuturo, dove Pietro Porretta è stato confermato sindaco con un sorprendente 78,47%. I numeri sono impressionanti: 1.706 voti contro i 468 della sfidante Giusi Romana, ferma al 21,53%. La lista “Progetto Comune Caltavuturo” ha conquistato 8 seggi su 12 disponibili, raccogliendo 1.718 preferenze pari al 79,87%. Una vittoria che assomiglia più a un’investitura popolare che a una competizione vera e propria.

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Al secondo posto della classifica dei trionfi c’è Termini Imerese, il comune più grande del comprensorio. Qui Maria Terranova è stata eletta sindaca con il 72,16%, totalizzando 10.561 voti contro i 2.961 di Antonio Battaglia (20,23%) e i 1.113 di Nicola Mendolia (7,61%). Il margine di oltre 7.500 voti tra prima e secondo posto rende l’elezione termitana una delle più sbilanciate del panorama regionale per un centro di queste dimensioni.

Sul podio delle vittorie larghe sale anche Polizzi Generosa, dove Gandolfo Librizzi ha conquistato la fascia tricolore con il 66,50%. I 1.225 voti raccolti dal candidato di “Costruire Comunità” hanno doppiato i 617 del rivale Gandolfo Lo Verde (33,50%). La sua lista ha ottenuto 7 seggi su 10, lasciando solo le briciole all’opposizione.

A completare il quadro dei consensi ampi ci sono Pollina, dove Pietro Musotto è stato confermato sindaco con il 63,21% (1.256 voti contro i 731 di Cirino Scavone), e Gratteri, dove Giacomo Santoro ha vinto con il 61,75% in una sfida a tre candidati (381 voti contro i 210 di Eugenio Randi e i soli 26 di Emanuele Coco).

Le sfide al fotofinish: Lascari, l’elezione decisa per 82 voti

Se Caltavuturo rappresenta un estremo, Lascari è l’estremo opposto. Qui la sfida tra Franco Schittino e Antonio Eduardo Cesare è stata talmente equilibrata da tenere il paese con il fiato sospeso fino all’ultimo scrutinio. Schittino ha vinto con il 51,64% contro il 48,36% del rivale: in numeri assoluti, 1.289 voti contro 1.207, con una differenza di appena 82 preferenze.

Ma il dato ancora più sorprendente riguarda le liste collegate: “Continuità e Innovazione – Franco Schittino Sindaco” ha ottenuto 1.228 voti (50,02%), mentre “Fare Comunità – Cesare Sindaco” si è fermata a 1.227 (49,98%). Un solo voto di differenza tra le due liste, un risultato che entrerà di diritto nella storia elettorale del piccolo comune costiero.

Scillato, 25 voti decidono la partita

Anche Scillato, il comune più piccolo del comprensorio con appena 614 abitanti di popolazione legale, ha vissuto una sfida tiratissima. Giuliano Cortina è stato eletto sindaco con il 52,70%, ottenendo 244 voti contro i 219 di Gaetano Nicchi (47,30%). Una differenza di 25 voti, che in proporzione alla dimensione del paese pesa come uno scarto millimetrico. Anche qui le due liste si sono affrontate praticamente alla pari: “Continuità e Innovazione” 239 voti, “Rinnoviamo Scillato” 222 voti.

Aliminusa, la prima sindaca eletta con 81 voti di scarto

A Aliminusa la competizione tutta al femminile tra Crocetta Maria Di Pasquale e Giuseppina “Rosanna” Dolce si è chiusa con un margine ridotto. Di Pasquale ha vinto con il 55,66% contro il 44,34%: in numeri assoluti, 398 voti contro 317. Una differenza di 81 voti in un paese di poco più di mille abitanti, che ha visto in cabina un’affluenza del 71,85%.

Una mappa del consenso a due velocità

Mettendo insieme questi dati, emerge un comprensorio diviso in due tipologie di voto. Da una parte i comuni dove un candidato si è imposto in modo netto, raccogliendo consensi trasversali e ottenendo una legittimazione plebiscitaria – Caltavuturo, Termini Imerese, Polizzi Generosa, Pollina e Gratteri. Dall’altra i comuni dove la competizione è stata serrata fino all’ultimo voto, segno di comunità politicamente più divise o di sfide tra figure con consensi simili – Lascari, Scillato e Aliminusa.

Una differenza che non sembra dipendere dalla dimensione del comune: tra i grandi consensi c’è il piccolo Caltavuturo accanto alla grande Termini, mentre tra le sfide tirate troviamo sia il piccolo Scillato che il più popoloso Lascari. La geografia del voto del 24-25 maggio 2026 racconta dunque un territorio dalle molte anime, dove ogni paese ha vissuto la sua personalissima campagna elettorale.

I dati riportati sono quelli ufficiali dello scrutinio completo, come pubblicati dall’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.