La morte di Cammarata lascia gli sportivi nello sgomento

E’ stato trovato senza vita nella sua abitazione di via Spinuzza. Giuseppe Cammarata aveva 29 anni ed era conosciuto in città in quanto aveva giocato nelle squadre di calcio cefaludesi. Dopo avere frequentato il corso di ragioneria allo Jacopo del Duca, Giuseppe ha dedicato la sua vita al gioco del calcio. Calciatore bravo, e dal tocco della palla davvero esemplare, non riesce a sfondare nel calcio che conta, nonostante i tanti provini, perchè figlio di una terra, il meridione, dove tutto diventa difficile: anche dimostrare le proprie straordinarie qualità di calciatore. Il talento calcistico di Giuseppe hanno modo di vederlo in tanti tranne coloro che, in genere, lanciano questi talenti nelle grandi squadra di calcio. Di queste persone nel meridione italiano ve ne sono pochi. A Cefalù, poi, non sempre i talenti vengono valorizzati per farli venire fuori.

Giuseppe non si arrende e dedica gli anni della sua gioventù calcistica alle squadre della sua città e in quelle del circondario. Prima di appedere le scarpe al chiodo decide di fare l’allenatore calciatore. Sette anni fa, nel campionato 2008-09, gioca nella squadra della Cephaleidum e nello stesso tempo ne allena i giocatori. E’ affascinato dalla carriera di allenatore. Due anni fa viene chiamato ad allenare la squadra del Geraci. Anche da allenatore il suo genio calcistico viene fuori. L’anno scorso vince il campionato di seconda categoria proprio con la squadra del Geraci e quest’anno, in quello di prima, con la stessa squadra termina il girone di andata in testa alla classifica.

Riproponiamo ai lettori l’ultima intervista che Giuseppe ci aveva rilasciato lo scorso 24 marzo:

Da allenatore di calcio del Geraci come vedi lo sport a Cefalù in questo periodo?

Tutte le squadre di Cefalù stanno facendo dei campionati di vertice. Real Cefalù e Cefalù Calcio penso abbiano delle buone possibilità di accedere a categorie superiori. La Zannella Basket che è la squadra più seguita sta facendo un campionato strepitoso. La squadra che ho seguito più da vicino, avendola nello stesso girone, è la Pro Loco Sant’Ambrogio che si giocherà nella lotteria dei play off la promozione. Tirando le somme penso che a livello sportivo le cose stiano andando piuttosto bene, le note dolenti dello sport a Cefalù sono purtroppo le strutture, qui si potrebbe fare molto di più.

Cosa rappresenta per te la promozione che hai raggiunto con la squadra del Geraci che alleni?

La promozione ottenuta con il Geraci è il giusto premio all’ottimo lavoro svolto assieme ai ragazzi. Ho avuto la fortuna di lavorare in una società seria che mi ha sempre appoggiato anche nelle scelte dei giocatori, alleno un gruppo di ragazzi fantastici dove l’educazione e il rispetto delle regole sono alla base di tutto, in campo si lavora sodo e fuori c’è un clima di totale serenità.

Che consiglio ti senti di dare ai tanti ragazzi e alle tante ragazze che si affacciano al mondo del sport a Cefalù?

Lo sport è palestra di vita, la sana competizione è utile per la crescita formativa sia a livello sportivo sia a livello umano. Un consiglio che posso dare è quello di rimanere sempre umili e non fermarsi di fronte alle tante difficoltà soprattutto strutturali che si incontrano nelle nostre zone. Nella vita l’importante è non accontentarsi mai e migliorarsi sempre, il lavoro alla fine paga.