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Li Destri: “ripartire dal promuovere al meglio che che abbiamo già”

“Piano Battaglia è l’unica località sciistica siciliana a mantenere aperta la seggiovia durante l’estate. Sicuramente possiamo e dobbiamo ripartire dal promuovere al meglio ciò che abbiamo già”. Lo afferma Giacomo Li Destri candidato lista provinciale di Palermo Cancelleri Presidente #SceglieteilFuturo. Li Destri ha risposto alle nostre dieci domande che abbiamo rivolto a tutti i candidati.

Cefalù e il turismo. Cosa si propone per fare di Cefalù una vera località turistica che metta a frutto i tanti beni che ad oggi non vengono valorizzati?
Prima di tutto è bene distinguere quelle che sono le competenze comunali da quelle regionali. Facendo qualche esempio, la regione si occupa del marketing regionale (stabilire ogni anno le borse e le fiere a cui partecipare per promuovere la Sicilia, calendario manifestazioni, digital marketing, riviste specializzate ecc…), dei bandi a valere sulle risorse comunitarie e della legislazione. A tal proposito si ricorda che nella presente legislatura sono state approvate delle norme relative al settore, come quella che riconosce e disciplina l’Albergo Diffuso, risultato del Movimento 5 Stelle, che vede nascere attualmente diverse realtà in tutta la Sicilia (es. a Gallodoro e a Santo Stefano Quisquina) e che potrebbe essere uno degli strumenti di sviluppo per centri storici e borghi. Sempre da noi è stato presentato anche un disegno di legge di riordino della disciplina turistica, arenato nella commissione parlamentare di merito. Il nostro impegno sul tema sarà sempre massimo, il turismo è un settore fondamentale per il rilancio dell’isola e tutti gli attori devono lavorare in sinergia. Per tali ragioni nel nostro programma di governo proponiamo la previsione di una conferenza annuale con gli enti locali finalizzata alla collaborazione, nell’ambito delle rispettive competenze, e alla verifica degli obiettivi e dei risultati raggiunti in tema di promozione territoriale/locale, con il coinvolgimento delle pro loco, associazioni di categoria, nonché degli imprenditori locali impegnati nel campo del turismo. Proponiamo, inoltre, anche l’avviamento con i Comuni e con le pro loco di un percorso di formazione turistica, nonché di incentivazione della cultura dell’accoglienza.

Cefalù città senza acqua potabile. Dai rubinetti delle abitazioni dei cefaludesi scorre acqua non potabile. Cosa pensa di proporre nel parlamento siciliano per risolvere questo problema?
Sappiamo tutti che la chiusura del potabilizzatore è l’effetto di “disguidi” tra il Comune e la società Sorgenti di Presidiana, che sembra vantare un credito di 1,75 milioni di euro. Il Servizio idrico integrato in Sicilia ha sempre sofferto di disorganizzazione, mala gestione, infiltrazioni criminali e mafiose, per non parlare di tutte le risorse comunitarie rimaste inutilizzate. Non è quindi più rimandabile una riorganizzazione del servizio. Si ritiene indispensabile un approccio olistico alla risoluzione dei problemi idrici e per far questo è opportuno costituire l’Autorità di bacino per la pianificazione degli interventi per la difesa idraulica, la stabilità dei versanti, la corretta e rispettosa gestione delle risorse idriche, partendo, ad esempio dall’attuazione del Piano regionale per una corretta gestione del ciclo dell’acqua, che classificherà e regolamenterà tutti gli usi idrici: civili, industriali, agricoli, ecc… O l’istituzione, presso gli ATO idrici, di commissioni che abbiano già affidato la gestione del servizio ad enti di diritto privato, allo scopo di verificare eventuali inadempimenti contrattuali, sulla base delle convenzioni stipulate.

Cefalù e l’ospedale Giglio. Quale impegno assume per dare al territorio un ospedale che risponda sempre di più ai bisogni delle persone e dei malati?
E’ indubbia l’importanza della struttura per il nostro territorio ed è avvilente il continuo rischio di chiusura del punto nascita o l’attuale mancanza della pianta organica e la relativa carenza di personale. In più è da tenere presente la recente requisitoria della Corte dei Conti, durante l’annuale giudizio sul rendiconto generale della Regione Siciliana, in cui il Procuratore Generale d’Appello Zingale evidenzia che “una nota particolare merita, poi, la Fondazione Istituto Giglio di Cefalù, la cui gestione e condizione giuridica, per espressa ammissione dello stesso Assessore alla Salute in sede di audizione, resta parecchio nebulosa alla stessa Amministrazione regionale”. Dobbiamo fare chiarezza sulla vicenda.

Cefalù e le Madonie. Quale impegno assume per creare un vero e proprio sistema turistico locale?
Dobbiamo cambiare la visione del Turismo, la Sicilia è un’unica meta. Il sistema distretti (che ne conta ben 25) è stato un fallimento. La nostra soluzione è quella di lanciare il Brand Sicilia, quindi la promozione della nostra isola come unica destinazione, non frammentaria, e la creazione di un’unica Cabina di Regia, quindi la realizzazione di un DMO (Destination Management Organization) gestito da un nucleo interassessoriale che si occupi di coordinare un tavolo di consultazione partecipativo pubblico-privato, di gestire la pianificazione e programmazione turistica, di creare e gestire una piattaforma turistica DMSystem in sinergia con l’Osservatorio Turistico Regionale, al fine di raccogliere ed utilizzare i dati con lo scopo di elaborare strategie utili a risaltare le peculiarità dei luoghi e, più in generale, allo sviluppo turistico.

Madonie e viabilità: le strade che collegano i comuni madoniti sono in stato di abbandono da anni. Intende assumere qualche impegno per risolvere questa drammatica situazione?
Il problema delle strade provinciali coinvolge purtroppo tutta la regione e le cause si possono rilevare sia nel pasticcio messo a segno dal Governo Crocetta con la “riforma a metà” delle ex Province, che di fatto ha paralizzato gli enti, sia nella riforma di Renzi a livello nazionale che vede tagliati miliardi di euro di trasferimenti in tutta Italia. Sicuramente è necessario prima di tutto lavorare per mettere ordine e chiarezza normativa e amministrativa a questo disastro e contestualmente utilizzare al meglio le risorse disponibili e cercare altri canali di finanziamento, come una possibile collaborazione con BEI, la banca europea per gli investimenti.

Piano Battaglia. Quale impegno assume per fare di Piano Battaglia una vera stazione sciistica e rilanciare il turismo nel suo territorio?
Proprio all’inizio di quest’anno, dopo troppo tempo, abbiamo visto la messa in sicurezza e riapertura degli impianti con nuove tecnologie e una nuova mappa delle piste. In più, è doveroso sottolineare, che adesso Piano Battaglia è l’unica località sciistica siciliana a mantenere aperta la seggiovia durante l’estate. Sicuramente possiamo e dobbiamo ripartire dal promuovere al meglio ciò che abbiamo già. Una strategia marketing mirata, promuovendo il turismo naturalistico e sportivo sarà determinante.

Parco delle Madonie. Parlare delle Madonie è affrontare il tema del suo Parco istituito nel 1989 e ad oggi mai decollato veramente. Cosa intende fare per valorizzarlo davvero?
Il nostro obiettivo è sempre quello di tutelare e sostenere i nostri beni naturalistici, che sono anche punto di partenza per lo sviluppo della nostra regione in una nuova visione integrata delle risorse territoriali, ambientali e culturali. Fra le iniziative proponiamo la modifica della normativa regionale, che si rende necessaria per migliorare il sistema delle aree protette e renderla più rispondente alle direttive comunitarie in materia di tutela della biodiversità.

Madonie e lavoro. Nell’ultimo decennio hanno lasciato il nostro territorio circa ottomila persone. Cosa si propone di fare per fermare l’emigrazione dai nostri paesi?
Dobbiamo creare possibilità. Dare gli strumenti a giovani e meno giovani di rimanere. Creare opportunità di lavoro, innescare meccanismi di rilancio virtuosi. Ne abbiamo già parlato ampiamente nelle risposte a queste domande: il turismo è la risposta. Le Madonie offrono bellezze naturalistiche e culturali mozzafiato. Possiamo offrire turismo sportivo, scolastico, religioso, culturale, naturalistico, enogastronomico, esperienziale e perchè no… Cinematografico. Possiamo recuperare i borghi e centri storici con la creazione di strutture ricettive, contribuendo anche a rilanciare il settore edile, per aumentare i posti letto e lavorare sui servizi.

L’agricoltura madonita è in ginocchio. Prevede di realizzare qualcosa per farla rialzare?
Come sappiamo le zone di montagna sono definite zone agricole svantaggiate. Il primo intervento da fare riguarda sicuramente le infrastrutture. Ne abbiamo già parlato. Ci sono strade che non permettono il raggiungimento agevole né di molti paesi né di molte aziende, che soprattutto nel periodo invernale restano isolate con pesanti ripercussioni sull’attività.

Ovviamente una delle attività principali è l’allevamento, che necessita di un programma regionale dettagliato, al fine di individuare le diverse criticità, molte delle quali sono legate a problemi di tipo trasversale (costi di produzione, del lavoro, ecc.) e alla cattiva gestione dei servizi necessari alle imprese che dipendono spesso da strutture regionali. E’ importante puntare sulla coltura del grano, del mandorlo, incentivare per l’olio la IGP Sicilia, incentivare il turismo legato all’agricoltura ed alla enogastronomia, incentivare la diversificazione dell’attività agricola e la ricezione ( Agriturismi, turismi rurali, ecc.). Infine, favorire percorsi di aggregazione pressoché inesistenti.

Le Madonie sono un grande Museo a cielo aperto. Cosa ha in programma per valorizzare i tanti beni artistici e monumentali che si conservano nel territorio madonita?
La chiave di tutto è riuscire a coniugare la tutela e valorizzazione dei luoghi della cultura con una strategia di lunga durata e una programmazione degli interventi, che vanno dal potenziamento e riorganizzazione delle risorse umane, poiché è evidente che in Sicilia non
ha funzionato soprattutto l’aspetto gestionale e che appaiono più che mai urgenti azioni mirate a creare un sistema integrato dei beni culturali, e gli investimenti utili alla fruizione dei luoghi, si pensi a tutte le risorse comunitarie attualmente disponibili per le tecnologie avanzate necessarie per la fruizione dei beni naturalistici e culturali.