Al Cff una regista siculo – romana racconta la storia di un riscatto

Al Cefalù film festival presenta il suo primo corto che parla del viaggio per arrivare in Italia di un ragazzo egiziano. Maria Laura Moraci è di origini romano – sicula ed è un’attrice e danzatrice che nutre da sempre un forte amore per l’arte. Nel 2009 ha iniziato a studiare recitazione teatrale e cinematografica e da qualche tempo è anche regista e sceneggiatrice di opere di denuncia sociale. L’abbiamo intervistata.

Chi è Maria Laura Moraci e come nasce la passione per il cinema e per il cortometraggio in particolare?
Io sono una ragazza del ’94, diplomata al liceo classico a Frascati, in provincia di Roma, e sono un’attrice e danzatrice che nutre da sempre un forte amore per l’arte. Di origine romano-sicula, inizio a 5 anni judo e a 6 la danza moderna e contemporanea, che ho praticato entrambi gli sport, a livello agonistico fino ai 15 anni. Nel 2009, infatti, inizio a studiare recitazione teatrale e cinematografica a cui tuttora mi dedico completamente. Da qualche tempo, sono anche regista e sceneggiatrice di opere di denuncia sociale, dovute al mio attivismo; e “AMR. Storia di un riscatto” è il mio primo corto. Tra i registi con cui ho lavorato vi sono: Pupi Avati, Giuseppe Papasso, i fratelli Borruto, Berardo Carboni e Daniele Barbiero. Nel 2016, ho ottenuto il premio miglior attrice giovane promessa al Caballero Corto Fest di Fiano Romano; e un corto di cui sono l’unica protagonista femminile, “Strade da Amare” dei fratelli Borruto, ha ottenuto diversi riconoscimenti, fra cui il Premio Sociale allo Starlight Cinema Award 2016, svoltosi all’interno della 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Infine nel tempo libero scrivo poesie e faccio scatti, sia come fotomodella che come fotografa.

Qual è il lavoro che presenti alla terza edizione del Cefalù film festival?
Il lavoro che presento è “AMR. Storia di un riscatto”. Ecco la trama: Amr Sallam, un ragazzo egiziano di 31 anni, laureato in Economia in Egitto, racconta il suo viaggio per venire in Italia e il suo percorso qui dal 2008. Amr ripercorre attraverso un racconto sincero questi 8 anni: all’inizio il suo desiderio di venire a Roma per inseguire i suoi sogni; poi le ingiustizie e i soprusi che subisce per anni essendo vittima di un capo sfruttatore; e infine, grazie anche a una storia d’amore, la riscoperta dei suoi diritti e del valore della propria dignità in quanto essere umano, che lo condurrà finalmente a ottenere il proprio riscatto. E’ un racconto di formazione in cui Amr, il protagonista, dopo un’intensa rivoluzione interiore, vive un’evoluzione, non solo grazie alla presa di consapevolezza della propria identità, che lo condurrà ad agire con forza e con coraggio; ma anche soprattutto, grazie alla presa di coscienza della trasformazione di quei suoi stessi sogni iniziali, insieme al mutamento delle sue idee e aspettative, che col passare degli anni, sono cambiate, e in meglio.

Hai un particolare progetto al quale sei particolarmente legata?
Come attrice sono molto legata ad un lavoro che ho fatto con Pupi Avati. Si tratta di un mediometraggio andato in onda su Rai1 a maggio 2015, ed è stato davvero emozionante interpretare quella scena, perché ambientata negli anni ’40. E come mi disse lui stesso, doveva essere molto simile a quella di Anna Magnani in “Roma città aperta” di Rossellini. Per me è stato un onore provare ad esser all’altezza. Il ruolo era quello di una donna straziata dal dolore, per l’ingiustizia subita, l’esser allontanata dal suo amato uomo, destinato ai campi di sterminio nazisti solo perché ebreo. Poi sono molto legata ad un cortometraggio che ho scritto contro la violenza e l’uccisione delle donne, per cui ora stiamo facendo un crowdfunding per raccogliere i fondi per realizzarlo.

Giri il mondo. C’è un paese al quale sei maggiormente legato e perchè?
La Grecia sicuramente. Ci vado fin dalle elementari un’estate sì e una no e per me è meravigliosa. L’ho girata quasi tutta ma in particolare amo Zante/Zacinto, la terra dove nacque Ugo Foscolo e per la quale scrisse quella poesia. Amo la Grecia per la sua storia e perchè fin dall’elementari l’ho sempre considerata insieme alla Sicilia (dove invece vado ogni estate perchè mio padre essendo di Messina ho tutti i parenti paterni e gli amici) come una delle culle della cultura e della civiltà occidentale.. Sono cresciuta con i miti greci, l’Iliade, l’Odissea e così via.. e poi quando ero al liceo la mia materia preferita era filosofia e mi hanno sempre affascinato i filosofi greci. 🙂 Un’altra città che amo è Barcellona, per la sua vita, i suoi colori, la musica, l’arte. Una città accogliente, piena di allegria e con una mentalità aperta e non limitata.

Cosa ne pensi della situazione produttiva e distributiva del cinema indipendente italiano degli ultimi anni?
Penso che per un regista sia nobile cercare di girare un film, senza l’aiuto digrandi produzioni e senza budget alti, pur di mantenere completamente la propria libertà espressiva e personalità. Credo che le grandi produzioni dovrebbero rischiare, producendo anche i giovani e le idee innovative e non solo i progetti più sicuri e remunerativi. Riguardo alla distribuzione, trovo assurdo che spesso ci sono dei film indipendenti, la cui qualità viene riconosciuta anche nei festival internazionali, che si trovano ugualmente la strada sbarrata per una vera distribuzione. Il restringimento del mercato italiano è divenuto sempre più asfissiante, soprattutto per i giovani registi.

Quali difficoltà si incontrano per emergere nel mondo della cinematografia?
Le difficoltà sono molte ma la principale è riuscire a trovare produzioni e distributori coraggiosi che premino chi non si omologa o chi non è figlio di o raccomandato o che viene scelto per meriti non artistici. Stessa cosa vale nella recitazione purtroppo. La difficoltà più grande è non lasciarsi scoraggiare da queste dinamiche, ma andare avanti, non mollando mai. Infine è non vendersi o spersonalizzarsi per compiacere altri, ma mantenere salda la propria etica, la propria identità e la propria personalità.