Figuccia scrive a Papa Francesco: a settembre faccia visita ad un nostro carcere

«Nel giorno di Ferragosto il mio pensiero va a chi soffre, a chi vive una situazione di disagio profondo legato all’espiazione della pena. A tutti quegli uomini e quelle donne che hanno sbagliato nella loro vita e che stanno pagando attraverso l’istituto della detenzione. Ai migliaia di detenuti delle carceri e delle case circondariali siciliane – a dichiararlo è Vincenzo Figuccia deputato regionale dell’Udc e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue – Qualche tempo fa incontrai i loro sguardi e i loro volti volendo verificare con diverse visite ispettive nell’isola, lo stato delle strutture e della loro detenzione. Sovraffollamento, condizioni igienico sanitarie precarie, celle microscopiche, carenze di personale sanitario che in queste calde giornate di agosto costringono queste persone a vivere in ambienti afosi, ricettacolo di patologie e malesseri di ogni tipo. Basti pensare che da gennaio 2018 ad oggi, sono 479 gli atti di autolesionismo mentre i tentativi di suicidio accertati sono addirittura 54. Tassi elevatissimi. Il mio pensiero non può che andare anche al personale della penitenziaria che con grande diligenza svolge il proprio operato, subendo passivamente la piaga del sovraffollamento. La disumanità – prosegue – non guarda in faccia ai ruoli ma colpisce indiscriminatamente detenuti e agenti e polizia, costretti a convivere in un contesto assai difficile. Per questo, per i prossimi mesi, sto pianificando ulteriori visite agli istituti penitenziari».

Vincenzo Figuccia rivolge un appello a Papa Francesco perché in occasione della sua visita a Palermo possa fare tappa presso una di queste realtà carcerarie che si ergono imponenti e al tempo stesso fatiscenti. «Ripensare il sistema della pena nel nostro Paese – chiude Figuccia – attraverso sistemi dinamici e forme alternative alla detenzione per i reati minori, è la vera sfida per scongiurare il sovraffollamento. Auspico – conclude – che il governo nazionale e per esso, il Ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede, prenda una posizione più chiara in tal senso».