Il vescovo Mazzola e i quattro piani pastorali: famiglia, giovani, comunicazione e politica

Nei dodici anni che è rimasto alla guida della Diocesi di Cefalù, fra il 1988 e il 2000, il Vescovo Mazzola ha consegnato alla chiesa cefaludese quattro piani pastorali. Sono anche i primi piani pastorali per la diocesi che fino ad allora non ne aveva mai ricevuti dai suoi vescovi. Il primo nel 1991 ha quale soggetto la famiglia. Il secondo mette l’attenzione sui giovani, il terzo riguarda la comunicazione e il quarto arriva dopo il Convegno della chiesa di Palermo e chiama in causa la politica. 

Il cammino che ha portato alla consegna del primo piano pastorale è stato lungo. Ci sono voluti, infatti, tre anni prima di arrivare alla sua consegna. Siamo nel settembre del 1991, infatti, quando il vescovo Mazzola consegna alla Diocesi il suo primo piano pastorale della storia. Al centro c’è la famiglia considerata soggetto di evangelizzazione. Il vescovo chiede in ogni parrocchia la nascita del gruppo famiglie. A questi gruppi dedica le sue attenzioni con dei convegni annuali e dei momenti formativi zonali. Un corso di aggiornamento estivo a san Guglielmo ogni anno porta in Diocesi dei relatori che mettono al centro della riflessione la pastorale e le sue nuove sfide.

Due anni dopo, nel gennaio del 1993, il vescovo Mazzola presenta il suo secondo piano pastorale. Questa volta mette l’attenzione sulla comunicazione. E’ il primo piano pastorale a livello nazionale e l’attenzione della chiesa italiana è verso il vescovo Mazzola che viene chiamato a far parte della Commissione ecclesiale della Cei per le comunicazioni sociali. Sono gli anni che vedono nascere a Rona l’Ufficio nazionale delle comunicazioni sotto la guida di mons. Ceriotti. La diocesi di Cefalù è in prima fila. Ogni anno partecipa ai convegni nazionali di Assisi e poi di Trevi. Il Piano mette l’attenzione sulla cultura della comunicazione. In parrocchia arriva il responsabile parrocchiale della comunicazione. In Diocesi sorge un foglio di collegamento fra le comunità parrocchiali. Il Vescovo chiede la nascita delle sale della Comunità. Alle comunità parrocchiali chiede di mettere in atto un vero e proprio corso di formazione all’uso dei mass media. Mazzola fa stampare un sussidio formativo e viene diffuso in tutte le parrocchie. Per portare avanti la formazione il vescovo organizza anche dei corsi formativi per i suoi presbiteri. Uno di questi viene dedicato all’informazione. Per richiamare l’attenzione sulla realtà sociale il vescovo organizza convegni e meeting in cattedrale. In collaborazione con l’Università di Palermo istituisce l’osservatorio della comunicazione.

Il terzo piano pastorale è sul fronte dei Giovani. Mazzola sente forte le necessità di dare vita ad una pastorale nuova che arrivi al cuore dei giovani. Per questo istituisce “Il convegno festa” dei giovani che ogni anno vede arrivare a Cefalù migliaia di ragazzi e ragazze da tutte le parrocchie. Ogni anno è sempre nuovo e alla fine si conclude con un grande concerto giovanile serale in piazza Duomo. Per i giovani studenti che ogni mattina arrivavano a Cefalù fa sorgere un Centro diurno nei pressi di san Pasquale. Il Centro è aperto fin dal primo mattino e a pranzo offre anche la possibilità di un pasto caldo. 

Il quarto Piano pastorale è per valorizzare la Politica. Mazzola organizza in Diocesi l’Ufficio di pastorale sociale. Offre a tutti una traccia di riflessione per un grande esame di coscienza sociale in tutta la diocesi. Dopo il Congegno ecclesiale di Palermo offre alla diocesi una lettera pastorale dal titolo “Oltre la Folla”. Chiama i cristiani ad un grande discernimento sociale. Prospetta loro il grande progetto culturale a cui pensano i vescovi italiani. Per portarlo ovunque chiede ad ogni parrocchia di dare vita ad un sito diocesano. In Diocesi arriva il sito diocesano. E’ tra i primi a nascere fra le diocesi italiane. Il Vescovo chiede ad ogni parrocchia di dare vita al sito parrocchiale da fare entrare in sintonia con quello diocesano. Organizza un concorso per arrivare ai siti parrocchiali ma il 18 marzo 2000 il Papa accoglie le sue dimissioni per avere compiuto 75 anni. Il Vescovo Mazzola si ritira nella sua abitazione di via Pietragrossa dove vive per diciotto anni seguendo le vicende della chiesa cefaludese in silenzio.