Il Governo ha posto la questione di fiducia sulla Manovra

Il governo, con il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha posto la questione di fiducia sulla Manovra economica, autorizzato dal Consiglio dei ministri. Le parole di Fraccaro sono state accolte dai mugugni delle opposizioni. Fiducia, dunque, così come varato in seconda lettura al Senato. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha convocato immediatamente la capigruppo.

Giornata iniziata con la bagarre in Aula

È stata bagarre nell’Aula della Camera prima dell’inizio dell’esame della Manovra. La seduta è stata sospesa, e il presidente Roberto Fico ha convocato la conferenza dei capigruppo. Emanuele Fiano (Pd) e un deputato di Fdi sono stati visti muoversi in modo minaccioso verso i banchi della presidenza, sbattendo sui banchi del governo un fascicolo di emendamenti. Dopo la sospensione è proseguita la protesta delle opposizioni per il mancato intervento dei relatori di maggioranza sulla manovra. I relatori, per tagliare i tempi, hanno depositato i loro testi, ma Pd e Fi si sono lamentati della mancata disponibilità on-line: “Non sappiamo cosa stiamo esaminando” hanno fatto notare chiedendo quindi una sospensione della seduta che il presidente Roberto Fico non ha concesso. È proseguita dunque la discussione generale.

Fico: non è modo giusto di procedere

“Io sono convinto che” il presidente della Camera e anche quello del Senato “non auspicano mai una discussione di questo tipo, è sconsigliato. Per me non è un modo giusto di procedere, non c’è dubbio”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, di fronte alle proteste dell’opposizione sulla discussione strozzata della Manovra e sui precedenti citati dalla presidenza circa i casi di mandato ai relatori anche in occasione di emendamenti non votati o votati solo in parte ad altri provvedimenti. “Dall’altro canto non è mio compito parlare del Governo, dell’Europa, mio compito è parlare della Camera dei deputati e capisco perfettamente la contestualizzazione”, ha aggiunto pur sottolineando di trovare giusti i precedenti citati, ma ha osservato: in “questo contesto è chiaro che è ancora più pesante”.

Garavaglia: Dl reddito e quota 100 in Parlamento a gennaio

“Reddito cittadinanza e quota 100 avrete modo di discuterli ampiamente perché il decreto legge arriverà ai primi di gennaio”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, rivolgendosi ai deputati intervenendo durante la discussione generale sulla manovra in Aula alla Camera. Il 9 gennaio l’esame Consulta su conflitto poteri Stamani è stato depositato, intanto, presso la cancelleria della corte costituzionale, il ricorso del capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci e di altri 36 senatori Pd con cui viene sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello stato sull’iter di approvazione della legge di bilancio. Il presidente della Corte Giorgio Lattanzi ha disposto, con decreto, che l’ammissibilità del conflitto sia trattata nella camera di consiglio del 9 gennaio 2019 e ha nominato relatrice della causa la vicepresidente della corte, Marta Cartabia.

Delrio, Pd: rinvio in commissione

Il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio ha chiesto il rinvio della manovra in commissione “per esaminare gli articoli della legge dopo aver discusso, e ce n’era bisogno, l’impianto del testo”. Delrio ha letto un lungo passaggio sulla “centralita’ del Parlamento” pronunciate dal presidente Roberto Fico nel giorno del suo insediamento. “Lei ha perso una grande occasione” ha concluso Delrio. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha posto in votazione la richiesta che è stata respinta.

Sindacati: domani saremo in Aula

Domani Cgil, Cisl, Uil saranno presenti in Aula alla Camera in occasione del voto finale alla manovra. È quanto annunciano, in una nota, i sindacati. “Con la nostra presenza – spiegano – vogliamo ribadire che si sta approvando una legge di Bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale”. E ricordano: “Per rispondere a una impostazione di politica economica assolutamente sbagliata e che non recepisce le richieste della piattaforma unitaria, a fine gennaio saremo in piazza per una grande manifestazione”. La delegazione che assisterà domani al voto finale sarà composta dalla segretaria confederale della Cgil, Gianna Fracassi, dal segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, e dalla segretaria confederali della Uil, Ivana Veronese. Oggi il Pd ha presentato in una conferenza stampa alla Camera il ricorso alla Consulta sulla legge di Bilancio. Le criticità secondo Forza Italia Domani, alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei deputati, Forza Italia incontrerà i giornalisti per illustrare le criticità della legge di bilancio. Saranno presenti il vice presidente del movimento azzurro, Antonio Tajani, la presidente del gruppo di Montecitorio, Maristella Gelmini, la vice presidente della Camera dei deputati, Mara Carfagna, il vice presidente vicario del gruppo azzurro, Roberto Occhiuto, il capogruppo in commissione Bilancio, Andrea Mandelli, la vice presidente della commissione Bilancio Stefania Prestigiacomo, il vice presidente della commissione Finanze, Sestino Giacomoni, il responsabile della politica economica di Forza Italia, Renato Brunetta, il portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, Giorgio Mulè, la vicepresidente della commissione Lavoro della Camera e responsabile Dipartimento FI, Renata Polverini e il capogruppo in commissione Lavoro della Camera, Paolo Zangrillo. Opposizioni: “In Aula senza discutere 350 emendamenti” La commissione Bilancio della Camera ieri aveva approvato, con i voti della maggioranza M5s-Lega, il mandato al relatore sulla manovra. L’opposizione in commissione aveva protestato perché il testo era stato inviato in Aula “senza discutere né votare” i circa 350 emendamenti che erano stati presentati alla legge di bilancio. “Una manovra che – come certificato dall’ufficio parlamentare di bilancio – alza la pressione fiscale e diminuisce gli investimenti. E che per giunta nasce sei giorni fa e viene approvata senza che i due rami del Parlamento abbiano potuto esaminarla. Direi un capolavoro, sia nel merito che nel metodo”, aveva affermato Luigi Marattin, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera.

Ieri Tria in Commissione bilancio

E ieri era stata bagarre in Commissione bilancio della Camera durante le risposte del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sulla manovra. I toni si erano alzati dopo che il ministro aveva replicato alle critiche del Pd, dicendosi “massacrato” dalle accuse e attribuendo al precedente governo la responsabilità della situazione difficile sul fronte della finanza pubblica, delle clausole Iva e dei rapporti con Bruxelles ereditata dall’attuale esecutivo. In Commissione si erano susseguiti urla e insulti. Il ministro Giovanni Tria, nel rispondere alle domande dei deputati della commissione Bilancio, aveva lamentato di essere stato “massacrato”. E il Pd, con Enrico Borghi, aveva protestato, difendendo il ruolo del Parlamento. Avevano chiesto di intervenire anche i Dem Luigi Marattin e Maria Elena Boschi. Ma l’atmosfera si è surriscaldata, fino a richiedere l’intervento degli assistenti parlamentari, quando il deputato M5s Leonardo Donno ha detto – a quanto hanno riferito diverse fonti – al capogruppo Pd in commissione Luigi Marattin: “Stai zitto, deficiente”. Secondo i Dem il deputato pentastellato avrebbe poi “insultato anche altre parlamentari tra cui Boschi, Paita, Serracchiani”. Il parapiglia si era protratto per qualche minuto. E la calma era tornata solo quando Donno si è scusato con i colleghi. Poi aveva preso la parola il presidente dei deputati Pd Graziano Delrio che al ministro aveva obiettato: “Dovrebbe rispondere alle domande e invece sta facendo un comizio”. Tria a quel punto aveva ripreso la parola: “Non faccio comizi, perché non li so fare. Mi sono scaldato quando parlavo di macroeconomia perché mi appassiona. Ma se qualcuno si è sentito offeso dalle mie parole mi scuso”.