Giuseppe: il bagnino che fonda una cooperativa per salvare i bagnanti di Cefalù

La mia biografia è dedicata a Giuseppe Perito spesso riconosciuto come il “n. 1 dei bagnini storici” che, nel corso della sua vita, ha salvato centinaia di persone dalle onde del mare; un uomo talmente legato al mare da non tirarsi mai indietro, rischiando anche la propria vita, quando c’era da salvare qualcuno.

Giuseppe nasce a Palermo il 21 novembre 1939 da Francesco (agricoltore) e Caterina Valenza, penultimo di 6 figli, frequenta la scuola, alle Monache della Croce, sino alla quinta elementare. Sin da piccolo si dedica alla pesca, imbarcato come mozzo, e lavora dal 1947 al 1958 al salato nei magazzini del signor Matassa in Piazza Cristoforo Colombo sul Lungomare, zona che all’epoca era chiamata “sutta a cavia”. Nel 1958 decide di emigrare in Francia e trova lavoro nelle miniere di carbone ai confini con il Belgio; due anni dopo ritorna in Italia per assolvere agli obblighi di leva nella Marina Militare e viene imbarcato a Taranto sul “Cacciatorpediniere Aviere” con la qualifica di Nocchiere scelto. Nel 1962, finito il militare, emigra in Svizzera dove vivrà per quattordici anni e qui inizia a lavorare a Losanna come muratore, nel 1963 torna in Italia in occasione del matrimonio del fratello e, quello stesso anno, sposa Rosalia Tricarico, una ragazza foggiana, conosciuta durante il periodo trascorso in Puglia per il servizio militare. Dal loro matrimonio nascono tre figlie Caterina e Angela, nate in Svizzera, e Maria quest’ultima nata a Cefalù.

Nel 1975 Giuseppe e la sua famiglia tornano a Cefalù: qui inizia a lavorare come bagnino al Club Méditerranée, nello stesso anno inizia a partecipare alla “Ntinna a mari” e continuerà a parteciparvi sino al 1992; durante la tradizionale manifestazione cefaludese Giuseppe intrattiene il pubblico travestendosi da “donna Giuseppina” in coppia con il “marito” Salvatore “Ollio” Alioto. Nel 1980 Giuseppe, profondamente colpito dalla morte del dott. Franco Bellipanni e su indicazione di Nino Vazzana, ex sindaco di Cefalù, preoccupato dai numerosi morti annegati in mare, crea insieme ad altri compagni una Cooperativa di Salvataggio che possa operare nella spiaggia di Cefalù. Della “Cooperativa Nettuno”, della quale Giuseppe è il Presidente, fanno parte: Vincenzo Baccelliere, Salvatore Glorioso, Francesco Fertitta, Calogero Tramontana, Antonino Iacono, Vincenzo Cefalù, Tommaso Brocato, Damiano Sanzone e Giovanni Papa. Con la cooperativa, sino al 1992, Giuseppe non si occupa solo di salvataggio, ma anche della pulizia della spiaggia dalla prima scala sino a dove oggi sorge il Malik, in quegli anni le cabine erano gratis poiché venivano fornite dall’Azienda Soggiorno e Turismo di Cefalù. Insieme a tutti i componenti della cooperativa Giuseppe ogni due luglio, nel giorno della festa del Gesù Salvatore alla Torre, “U Sabbaturieddu”, portavano in processione la vara con il Simulacro.

Giuseppe è stato insignito di numerosi riconoscimenti: l’Associazione “Gli Eroi del Mare” gli ha consegnato una targa per il salvataggio, ha ricevuto anche una medaglia di riconoscimento da parte dell’allora sindaco di Palermo Vito Ciancimino. Giuseppe ha solo un rammarico, non aver mai ricevuto nessun riconoscimento ufficiale da parte del comune per il quale ha fatto tanto anche, e qui voglio ripetermi, rischiando la propria vita. Giuseppe Perito ha salvato moltissime persone anche perchè, a quei tempi, molti non sapevano nuotare e, quindi, i salvataggi erano all’ordine del giorno; me ne ha raccontati tanti tra questi quello del salvataggio di quel turista milanese che salva dalle onde mentre il dottore Bellipanni annegava, un salvataggio che segna per sempre nell’animo Giuseppe il quale, mi ha raccontato che il giorno dopo si era recato in ospedale a conoscere colui che aveva salvato senza però trovarlo; era scappato durante la notte perché impaurito da coloro che lo accusavano di essere stato salvato, mentre il concittadino Bellipanni annegava in quegli stessi momenti.

Altro salvataggio raccontatomi da Giuseppe è quello di un turista tedesco alto più di due metri il quale, giunto a riva, non riusciva a capacitarsi del come un uomo grande e grosso come lui potesse esser stato salvato da un uomo di più modeste dimensioni come il suo angelo Giuseppe. Tra i tanti salvataggi, un altro ha profondamente segnato l’animo di Giuseppe, quello di una famiglia di Caltanissetta che riuscì quasi interamente a salvare tranne che il bambino che raggiunse quando era già morto; un salvataggio che Giuseppe ricorda bene perché (mi ha detto) la morte non si scorda, soprattutto quella di un bambino. Un altro salvataggio fu quello di un signore di circa sessantanni di Bagheria che per graditudine gli portò a casa un cesto di dolci.

Ricorda poi una curiosità legata al salvataggio di due bambini che stavano annegando, durante questa azione perde la sua collana e lo racconta alla madre dei due bimbi che girandosi verso il marito ebbe ad esclamare “ma ca voli paata di nuatri” credendo che la volesse ripagata. Giuseppe al termine della mia intervista ha voluto comunicarmi che per lui il mare è sempre stata una passione e che, forse, la sua era una missione e proprio per questo non ha mai accettato alcun compenso in denaro per i suoi salvataggi pur se sono stati tanti quelli che avrebbero voluto offrirgliene.

Vorrei chiudere la mia biografia con un sogno utopico: mi piacerebbe avere una spiaggia libera pulita e sorvegliata da persone competenti come i componenti della Cooperativa Nettuno; senza nulla togliere ai lidi, non trovo giusto che la spiaggia libera sia così diminuita e che in certi periodi estivi, soprattutto la domenica e i festivi, sia strapiena tanto da non riuscire a trovar posto e che, purtroppo, molto spesso sia sporca.

Pubblichiamo su cefalunews una sezione per far conoscere i bagnini cefaludesi che hanno operato ed in alcuni casi operano ancora a Cefalù. L’idea di raccogliere le loro biografie è del Kefablog, l’iniziativa nata per far conoscere Cefalù, finanziata con 1.800 euro di borse di studio costituite dagli emigrati cefaludesi che fanno parte dell’associazione Cefaludesi nel mondo. Ai partecipanti è stato chiesto di pubblicare la biografia di un bagnino che ha operato o opera a Cefalù. Le biografie saranno lette da una giuria di emigrati cefaludesi che attribuiranno dei punteggi ai partecipanti. Alla fine della gara al vincitore andrà una borsa di studio di trecento euro. (Biografia a cura di Giorgia Arcuri)