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Attenzione al finocchio: ecco perché fa male alla pelle sotto il sole

Pelle a rischio, sulla spiaggia, per chi pensa di utilizzare gocce e pillole a base di finocchio per la sana abbronzatura. Si rischiano seri danni all’epidermide, infatti, quando si utilizzano per una più bella abbronzatura erbe come il finocchio che servono per la digestione. Olii essenziali ed estratti di finocchio, in molti casi, non vanno d’accordo con un’esposizione prolungata al sole. Utilizzare gli estratti di finocchio per avere una sana abbronzatura, infatti, porta a far fiorire sulla pelle bolle, eritemi e scottature. Le piante più pericolose, che in genere vengono utilizzate per proteggere la pelle al mare, appartengono alla famiglia delle ombrellifere e sono finocchio, prezzemolo, angelica ma anche iperico. In realtà non ci sono problemi ad usare un leggero decotto di finocchio, come anche a mangiare cibi arricchiti di prezzemolo, per le quantità estremamente limitata di principio attivo. Chi utilizza, invece, olii o estratti deve fare attenzione. Bisogna sospendere o ridurre la cura qualche giorno prima di esporsi al sole. Le erbe, infatti, contengono principi attivi e vanno usate con prudenza. Il finocchio, in particolare, ha un effetto fotosensibilizzante. Per questo è meglio non esagerare nel consumo prima di esporsi al sole.

Abbronzatura e sostanze fotosensibilizzanti

Si definisce tale qualunque sostanza che, applicata sulla cute o assunta per via sistemica, è in grado di aumentare la sensibilità della pelle alla luce. Quest’effetto è dovuto al fatto che questa sostanza ha la capacità di assorbire l’energia trasmessa dalla luce ed amplificarla, con formazione di radicali liberi. In questo modo, le sostanze fotosensibilizzanti esaltano l’azione cutanea dei raggi ultravioletti, in particolare di quelli responsabili dell’abbronzatura ma anche dei danni da eccessiva esposizione solare. Un’eccessiva fotosensibilizzazione porta alla comparsa di eritema. Per questo i soggetti che assumono integratori o farmaci fotosensibilizzanti, specialmente se di pelle chiara, dovrebbero evitare di esporsi al sole per tempi prolungati. Tra le più comuni piante che contengono sostanze ad attività fotosensibilizzante vi sono il finocchio, il cedro, il limone, la ruta, la carota gialla, il bergamotto, il fico, il sedano, la pastinaca, l’achillea, il ranuncolo e l’agrimonio. Gli effetti sono bruciore, sensazione puntoria, eritema edeme ed eventualmente reazione orticarioide.

Abbronzatura: evitare sostanze fotoattive come il finocchio

Nel reparto ustionati, in genere, ci finiscono, ed anche con gravissime conseguenze, coloro che pensano di poter creare intrugli con ricette “fai da te”. Molti estratti vegetali, come finocchio, fico e bergamotto contengono sostanze fotoattive, le cumarine, e non devono essere applicate sulla cute come abbronzanti perché comportano un altissimo rischio di ustione anche di terzo e secondo grado. L’olio di finocchio, in particolare,  è sconsigliato utilizzarlo prima dell’esposizione al sole perché è un fotosensibilizzante.

Abbronzatura: non usare oli essenziali di finocchio

Nell’utilizzo degli oli essenziali occorre prendere alcune precauzioni soprattutto quando ci si serve di queste sostanze. Essendo rimedi naturali ad alta concentrazione di principi costituenti attivi, gli oli essenziali hanno una soglia di tossicità molto bassa. E’ necessario usare precauzione nell’utilizzo, quindi, senza esagerare con le posologie, poiché il confine che separa l’utilità dalla tossicità è molto sottile. In generale occorre effettuare sempre, per ogni miscela utilizzata, un test su una porzione di pelle del polso o dell’avambraccio. Non si devono usare oli puri sulla pelle o sulle mucose. Non si devono assumere per via orale se non sotto la guida di un esperto adeguatamente formato. Non usarli in prossimità di fiamme libere. In particolare gli oli essenziali da non usare in caso di esposizione al sole, perché fotosensibili, sono tutti i tipi di finocchio ed anche quelli di Achillea, Angelica, Bergamotto e tutti gli oli ricavati dagli agrumi, Carota, Petit-grain, Prezzemolo, Salvia e Verbena.

La fotosensibilizzazione cutanea: cause e sintomi

La fotosensibilizzazione è il risultato di un’interazione fra i raggi ultravioletti e una sostanza sensibile che si trova sulla pelle. Questa sostanza potrebbe essere un prodotto applicato localmente come un profumo o un farmaco ma anche una molecola che raggiunge la pelle attraverso la circolazione sanguigna. Le persone possono avere una reazione limitata alle zone di pelle esposte al sole, ma molto intensa. La pelle si arrossa e sembra sia scottata dal sole. La reazione avviene in genere  appena dopo l’applicazione di un prodotto o l’ingestione di un prodotto fotosensibilizzante. La reazione può anche avere l’aspetto di un eczema, che si estende oltre le zone di pelle esposte. Le zone del corpo maggiormente colpite possono essere: il collo, il dorso delle mani, la parte esterna delle braccia, la parte bassa delle gambe. Tra i prodotti per la cura della pelle correlati a vari gradi di sensibilità al sole troviamo alimenti quali finocchio, sedano, agrumi (come la scorza di limone), aneto, prezzemolo, pastinaca e dolcificanti artificiali.

Effetti collaterali del finocchio

Il finocchio non produce, in genere, effetti collaterali. Quelli che elenchiamo sono i casi più rari e isolati. In ogni caso occorre conoscere queste situazioni perché sono state segnalate.

Pelle fotosensibilità: il finocchio ha composti che possono rendere la pelle più sensibile alla luce del sole, quindi è qualcosa da tenere a mente.

Macchie sulla pelle: è possibile che le persone che fanno abuso del consumo di finocchio si ritrovino con macchie sulla pelle, ma, come abbiamo accennato in precedenza, questi effetti collaterali sono molto rari.

Allergia: Le persone che soffrono di allergie possono anche essere allergiche al finocchio e non lo sanno, quindi in questo senso, si possono verificare sintomi di reazioni allergiche.

Dermatite: ci sono alcune persone che sono sensibili ad alcuni degli elementi del finocchio se hanno il contatto con la pelle di queste persone. In questo caso si possono avere episodi di dermatite.

Il finocchio è ricco di iodio, che è qualcosa che le persone con ipertiroidismo dovrebbero prendere in considerazione. L’uso continuato può portare a questo disturbo.