Realtime blog trackingRealtime Web Statistics Cosa succede se il burro viene conservato a 30 gradi? Ecco l'incredibile risposta
Cefalunews

Cosa succede se il burro viene conservato a 30 gradi? Ecco l’incredibile risposta

Cosa succede se il burro viene conservato a 30 gradi? Il burro si può conservare fuori dal frigorifero solo se la temperatura ambiente risulta inferiore a 21-25 °C. Nel caso contrario quando l’ambiente raggiunge una temperatura di 30° è bene conservarlo in frigorifero. Fora dal frigo bisogna tenere solo una piccola quantità di burro da consumare entro pochi giorni. Il burro inoltre va protetto dalla luce e tenuto lontano da fonti di calore utilizzando un contenitore scuro. Conservare il burro in un contenitore con coperchio per ridurre al minimo il contatto con l’ossigeno. Il burro non va a male subito se viene lasciato fuori dal frigorifero, ma conservarlo in frigo mantiene al massimo la freschezza del prodotto e ne ritarda l’irrancidimento.

Nel burro possono crescere i batteri? Il burro è ricco di grassi e relativamente povero di acqua. Per questo è meno probabile che vi si possa verificare una crescita batterica rispetto agli altri tipi di latticini. Tutto questo è ancora più vero per il burro che contiene sale perché riduce ulteriormente la presenza di acqua e rende l’ambiente ancora più inospitale per i germi. Secondo la Food and Drug Administration la maggior parte dei microrganismi sarebbe in grado di sopravvivere nel burro non salato, mentre un solo tipo resiste nel burro salato. Ecco perché il burro salato presenta un basso rischio di contaminazione batterica, anche se conservato a temperatura ambiente.

Che cosa succede al burro quando viene esposto alla luce? Quando il burro è esposto al calore, alla luce e all’ossigeno si favorisce la sua ossidazione. In questo caso, infatti, il burro può andare verso l’irrancidimento. In campo alimentare si tratta di un fenomeno indesiderato, che porta ad un decadimento delle caratteristiche organolettiche e rappresenta un potenziale pericolo per la salute del consumatore. Se da un lato, quindi, l’elevato contenuto di grassi nel burro aiuta la sua conservazione per lunghi periodi di tempo, dall’altro proprio i grassi, invece, lo rendono facilmente soggetto all’irrancidimento. Quando i grassi si irrancidiscono, infatti, assumono un odore e un sapore sgradevoli.

Cosa succede quando vengono usati additivi per prevenire l’irrancidimento? Gli additivi sono sostanze che vengono aggiunte agli alimenti, specialmente industriali, per preservarli da contaminazioni microbiche, irrancidimento e per migliorarne l’aspetto e la consistenza. La grande maggioranza di essi è innocua per la salute e comprende vitamine, amminoacidi, antiossidanti naturali come licopene e antocianine, e addensanti come la pectina. I nitrati e i nitriti, utilizzati soprattutto nella conservazione della carne e degli insaccati, possono subire delle modificazioni chimiche che li trasformano in nitrosammine, molecole potenzialmente cancerogene. Un consumo eccessivo di nitriti è associato ad aumento del rischio dei tumori dello stomaco e dell’esofago.

Il burro ha un elevato contenuto di grassi? Il burro è un prodotto lattiero-caseario. Mentre il latte intero è costituito da circa il 3,5% da grassi, il burro contiene l’80% di grassi. Il restante 20% è per lo più acqua con minime quantità di lattosio, proteine, sali minerali, e carotenoidi. Nel burro non ci sono molti carboidrati e proteine. Il quantitativo così elevato di grassi è la caratteristica principale del burro. Ecco perché è un un prodotto unico, con una consistenza spessa e ricca. Quando il burro, però, viene conservato nel frigorifero si solidifica e perde la sua naturale morbidezza.