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Cosa succede a chi beve camomilla scaduta? Attenzione alla risposta

Cosa succede a chi beve camomilla scaduta? qualche sito sostiene che non succede nulla. La camomilla, infatti, se ben conservata, può essere consumata anche dopo la data di scadenza, entro un anno. Le bustine scadute da un mese o due mesi non farebbero male. In realtà alcuni visiti, invece, sostengono che la camomilla scaduta non apporta più tanti dei suoi benefici. La camomilla scaduta non apporterebbe più benefici effetti sul sistema nervoso, sulla pelle, sull’apparato digerente e immunitario.

Quali sono i benefici della camomilla? La camomilla possiede proprietà digestive e carminative per stomaco e intestino, calmanti sul sistema nervoso, oltre che lenitive, antinfiammatorie ed antibatteriche a livello cutaneo. La camomilla è chiamata “medico delle piante” ed è coltivata accanto alle piante più deboli per rafforzarle. La camomilla è adatta ad aiutarci sia negli stati di iper-reattività in cui si è nervosi e si fa fatica a dormire e a digerire. La camomilla è adatta per i dolori mestruali ma anche quando la stanchezza prevale e la pelle è rovinata da piccole ferite.

Come si usa la camomilla? Si utilizzano i capolini che vengono raccolti pochi giorni prima della fioritura. Questi capolini vengono essiccati all’ombra e in un luogo areato. Per trattare i crampi allo stomaco si usa l’infuso di camomilla preparato con 3 grammi di infiorescenza ogni 150 cc di acqua calda. Per uso esterno occorre utilizzare impacchi da applicare sulla pelle lesionata, nelle aree infiammate e doloranti o come decongestionante di borse e occhiaie. L’infuso più concentrato è adatto ai lavaggi nasali, oculari o anali. Per le frizioni si usa olio di camomilla che si può aggiungere (10 gocce) all’acqua tiepida del bagno come rilassante.

Come si prepara la camomilla? Nella camomilla sono i fiori a possedere il maggiore principio attivo. E’ meglio se con i capolini intatti. Per questo occorre procurarsi i fiori e non utilizzare le bustine, all’interno delle quali non sempre si trova la camomilla di qualità. Ovvero non sempre si trovano le parti più pregiate della pianta. L’acqua nella quale preparare l’infusione deve avere una temperatura di circa 90°. L’acqua va portata sempre ad ebollizione. La bollitura non deve essere troppo prolungata. L’acqua bollente non va versata sulla camomilla ma è quest’ultima che va immersa nell’acqua che sia stata precedentemente versata in tazza. L’infusione deve durare non più di cinque minuti.

La camomilla fa bene ai neonati? La camomilla può essere usata come rimedio naturale per le coliche dei neonati. In commercio ci sono degli oli a base di camomilla ma anche altre piante officinali che possono aumentare l’efficacia dei massaggi che si fanno per ridurre i dolori del neonato. In ogni caso è sempre buona norma consultarsi con il proprio pediatra. Attenzione all’uso di tisane “digestive” contenenti camomilla. Vanno somministrate solo previo parere medico, e in ogni caso senza zucchero o altri dolcificanti. Attenzione alle quantità contenute, per evitare qualsiasi interferenza con l’allattamento.