La ferrovia turistica metaurense Fano – Urbino: “La Ferrovia di Raffaello Sanzio”

Il tratto ferroviario Fermignano – Urbino, entrato in funzione nel 1898, con l’espressa intenzione di collegare l’entroterra della Regione Marche al litorale adriatico, fu gestita inizialmente dalla Società per le Strade Ferrate Meridionali (SFM), e in seguito, nel 1905, da Ferrovie dello Stato (FS). La suddetta linea ferrata che si estendeva sino alla valle del fiume Metauro, fu attivata in diversi intervalli di tempo:

1898 – tratta Fermignano-Urbino;

1915 – percorso Fano-Fossombrone;

1916 – tragitto Fossombrone-Fermignano.

Tuttavia, la percorrenza da Fano a Fermignano, attivata negli anni 1915-16 fu rilevata dalla Società Anonima Ferrovie e Tranvie Padane (FTP), in seguito al fallimento della SFM. L’anzidetto percorso ferroviario fu sospeso nel 1932 per essere riattivato dieci anni dopo dalle Ferrovie dello Stato. Nel 1943 al percorso (Fermignano – Urbino), fu aggiunto il tratto (Fano – Fermignano). Però, a causa delle vicende belliche del 1944 che provocarono notevoli danni alla linea ferrata, condusse l’Amministrazione delle Ferrovie dello Stato alla chiusura totale della (Fermignano-Pergola), mentre la tratta (Pergola-Fabriano) è ancora oggi armata ma sospesa al traffico da circa sei anni a questa parte.

Nel dopoguerra i servizi di trasporto ferroviario della linea (Fano-Urbino) furono ripristinati. La riattivazione avvenne per gradi nell’arco di tempo compreso tra il 1948 e il 1956:

1948 – Fano-Fossombrone;

1955 – Fossombrone-Fermignano;

1956 – Fermignano-Urbino.

In passato la stazione di Fermignano, collegava la linea (Fabriano-Pergola-Fermignano), che a sua volta congiungeva Urbino. Come precedentemente detto i tronchi ferroviari (Pergola – Fabriano) e (Fermignano – Pergola) sono stati rispettivamente: sospesa al traffico la prima e smantellata la seconda.

Purtroppo la linea ferroviaria Subappennina (Fano-Urbino), lunga cinquanta chilometri che collegava l’entroterra alla costa, è stata chiusa al traffico il 31 gennaio del 1987. Questo provvedimento fu reso pubblico attraverso il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Corrado Passera, emanato il 10 gennaio del 2012.

Ciò nonostante, con la legge 9 agosto 2017, n.128 (Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico), la linea Fano-Urbino è stata inserita tra i collegamenti ferroviari che hanno lo status di “ferrovie turistiche”.

Abbiamo chiesto al Generale di Brigata (aus) Mario Pietrangeli (1) di parlarci della ferrovia turistica metaurense (Fano – Urbino) “La Ferrovia di Raffaello Sanzio”, nonché dei costi di riapertura, ripristino e di gestione.

«Il 20 settembre 1898 ad Urbino arrivò la tratta iniziale della Ferrovia Subappennina, proveniente da Fabriano e passante per Pergola e Fermignano, che avrebbe dovuto attraversare la zona del Montefeltro, passando vicino a San Leo, girando intorno a San Marino e terminando a Santarcangelo di Romagna, stazione ancor oggi esistente sulla ferrovia Bologna-Ancona. Questa linea non venne tuttavia mai completata e nel 1905 passò alle Ferrovie dello Stato in seguito alla nazionalizzazione delle ferrovie. La linea era stata progettata anche per scopi militari come alternativa “protetta” alla linea costiera adriatica, infatti i bombardamenti navali effettuati dalla marina austriaca nei primi giorni della prima guerra mondiale lungo la costa adriatica avevano sollecitato la realizzazione dell’intero progetto ma la fine del conflitto sopraggiunse senza che la ferrovia fosse stata completata. I lavori di prosecuzione oltre Urbino, che erano ripresi nel 1914, e avevano avuto un repentino impulso dopo i bombardamenti austriaci furono definitivamente sospesi nel 1930. Nel frattempo gli urbinati intrapreso altre iniziative, così, con Regio Decreto nº 1435 del 16 novembre 1911, fu approvata la convenzione per l’esercizio della ferrovia a vapore Fano-Fossombrone-Fermignano, stipulata con la Società Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane (FTP), con sede a Milano. Il 25 aprile 1915 la ferrovia collegò Fano a Fossombrone, inaugurata il 1º maggio successivo, ed il 30 novembre 1916 arrivò a Fermignano dove si congiunse con la linea Urbino-Fabriano di Ferrovie dello Stato che da Fabriano già raggiungeva Urbino. Nel 1932 per le Ferrovie e Tramvie Padane venne dichiarato il fallimento per bancarotta e la Ferrovia fu costretta a chiudere. Riaperta nel 1942 fu chiusa nel 1943 a causa degli eventi bellici.

La ferrovia venne distrutta nel luglio 1944 dai tedeschi in ritirata. Della Fano-Urbino non rimasero che rovine. Con decreto legislativo 12 aprile 1946, n. 405, la tratta Fano-Fermignano, già nella disponibilità dello Stato, venne inclusa nella rete di Ferrovie dello Stato, che ne assumeva nuovamente l’esercizio. Il 20 maggio 1947 venne ripristinata la tratta Pergola-Fabriano, di 32 km (che sembrava assicurare garanzie di traffico per la presenza di miniere, poi esaurite) e il 7 novembre 1948 la Fano-Fossombrone, di 26 km. Il 2 ottobre 1955 seguì la tratta Fossombrone-Fermignano ed il 1º febbraio 1956 la restante Fermignano-Urbino, ridando così vita al collegamento diretto tra Fano e Urbino via Fermignano che, diventata stazione di testa, costringeva i treni ad un regresso. Rimaneva da ricostruire il tratto Fermignano-Pergola, ma si andava già delineando lo sviluppo della motorizzazione sulle strade ordinarie, così iniziò la vendita dei caselli e dei fabbricati, ed alcuni tratti di rilevato furono usati per l’allargamento di strade nazionali e provinciali.

Nel 1985, a seguito del decreto ministeriale n.90/T del 4 luglio 1985, venne istituita un’apposita commissione col compito di svolgere un’indagine conoscitiva sulle linee ferroviarie a scarso traffico. Con decreto del 28 luglio 1986, veniva disposta la soppressione del servizio viaggiatori a partire dal 28 settembre 1986. La linea fu sospesa dall’esercizio il 31 gennaio 1987, con decreto dell’allora ministro dei trasporti. L’ultimo treno fu il regionale 5662, effettuato con l’ALn 668-1935 del DL di Fabriano, e partì da Pesaro alle 18:55 per giungere ad Urbino alle ore 20:00.

La stazione di Fermignano

 

Il 14 luglio 2000 nasce la Associazione Ferrovia Valle Metauro con lo scopo di valorizzare la tratta con un servizio di Velorail ad uso turistico. Con decreto ministeriale n. 430 del 15 dicembre 2011 a causa della decisa contrarietà al ripristino o al mantenimento del sedime dell’allora amministrazione provinciale, venne dichiarata ufficialmente dismessa. Il 10 aprile 2013 il Consiglio di Stato respinse il ricorso presentato da Associazione Ferrovia Valle Metauro contro la dismissione della linea. Il 7 settembre 2017 è entrata in vigore la legge 9 agosto 2017, n. 128 riguardante l’istituzione e la valorizzazione di ferrovie turistiche situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico, tra le quali venne compresa anche la ferrovia Fano-Urbino. I costi per la riapertura al solo uso turistico vennero stimati in circa 35 milioni di euro. In data 24 luglio 2019 tramite parere favorevole del CIPE è stato stanziato un milione di Euro con cui sarà realizzato uno studio di fattibilità per la riattivazione della linea ferroviaria Fano-Urbino a fini turistici: l’importo è contenuto nell’aggiornamento al contratto di programma tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e RFI 2017 – 2021. Il 14 luglio 2000, come già indicato in precedenza, nasce l’Associazione Ferrovia Valle Metauro con lo scopo di valorizzare la tratta con un servizio di ferrocicli ad uso turistico. Successivamente l’associazione puntò al ripristino dell’intera tratta. Nel 2004 con il mio appoggio tecnico, si cercò di farla ripristinare e esercire dalle unità del Genio Ferrovieri (tale ottima iniziativa non riuscì). Un’attività importante dell’associazione è l’intervento di ripulitura che prevede il taglio della vegetazione infestante che ha coperto la sede ferroviaria. L’aspetto storico prevede la raccolta di reperti ferroviari (materiale rotabile leggero, motocarrelli e simili) e attrezzature di lavoro L’ Associazione si prefigge, inoltre, di far conoscere ed apprezzare, soprattutto tra i più giovani, la ferrovia in genere, i suoi mezzi e la sua storia, mediante mostre, convegni e giornate a tema con esposizione di modelli ferroviari, escursioni lungo le linee ferroviarie italiane ed estere.

La ex stazione di Urbino

 

La Linea Fano Urbino (Km totali = 48,750), è a semplice binario. La linea risulta completamente armata (a meno di una parte eliminata per realizzare una strada Fano) e integra per quanto riguarda l’armamento e le opere d’arte (ponti, gallerie, viadotti). Manca invece di tutti gli organi di protezione e regolazione del traffico, da tempo abbandonati a se stessi. Non sono più presenti le barriere ai PL così come tutti i sistemi a cavo. Sono invece intatte le stazioni, i binari di transito e di sosta, le banchine e i fabbricati accessori di stazione. La Ferrovia Fano Urbino è una linea che unisce la stazione di Fano – terza città delle Marche lungo l’Adriatico – con la città d’arte di Urbino – sito UNESCO. La Fano Urbino, attiva fino al 1987 (servizio sospeso), fu dismessa nel 2011; mantiene intatte le opere d’arte, ponti e gallerie compresi i binari. La linea  attraversa zone di grande pregio turistico/ambientale/artistico e può servire un bacino d’utenza nella Valle del Metauro superiore a 125.000 residenti oltre Pesaro. L’Associazione FVM – Ferrovia Valle Metauro, con i propri soci  e con  primarie società di ingegneria ferroviaria – “Pegaso Ingegneria/Sistema Ingegneria” ha emesso nel 2015 il progetto “preliminare di ripristino” della linea ad uso trasporto pubblico locale (TPL). Scopo del progetto:  analizzare i costi di ripristino e di gestione nonché individuare le più importanti interferenze, specie quelle con la viabilità ordinaria. il progetto preliminare studiato in dettaglio, fornisce ad Organizzazioni Pubbliche o Private i principali dati economici ed ingegneristici per richiedere finanziamenti. L’attività ha definito in circa 87 (ottantasette)  milioni di € – netto iva – il costo di investimento per il ripristino dell’opera, durata 30 mesi. In agosto 2017 la Legge Nazionale 128/’17, che istituisce le Ferrovie Turistiche, ha incluso la Fano Urbino,  tra le prime 18 linee italiane da riutilizzare. Qualora si decidesse di avviare l’attività limitandosi al ripristino a fini turistici,  con specifiche realizzative e di gestione meno stringenti, il costo si ridurrebbe a non più di 35- 40 milioni di euro. In estrema sintesi, con  due ipotesi d’uso della linea,  si ha:

Ecco alcuni dati e parametri della linea per TPL secondo il progetto preliminare di ripristino:

Ad integrazione, F V M ha predisposto un progetto di ciclabile su strade esistenti poco trafficate e limitrofe alla ferrovia ma senza interferire (circa 52 km di piste) con una spesa di 9,7 M€ + IVA».

(1) Gen. r Mario Pietrangeli:

Il Generale Mario Pietrangeli (Figlio di Ferroviere) è nato a Gubbio (Perugia). Ufficiale Generale dell’Arma del Genio dell’Esercito, è entrato all’Accademia Militare di Modena nell’ottobre 1978 (160° corso), ha conseguito una laurea in Scienze con il relativo Master presso l’Università di Torino e in seguito la Laurea in Scienze Diplomatiche e Internazionali presso l’Università di Trieste. Ha Comandato, nella sua lunga carriera, anche le unità militari ferroviarie (la Compagnia, il Battaglione e il Reggimento genio ferrovieri a Castelmaggiore di Bologna) e per tre anni il Distretto Militare di Como (Caserma De Cristoforis). Nel novembre 1999 in occasione del centenario del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI) ha ricevuto il premio CIFI per uno studio sui “Materiali Ferroviari Metallici Scomponibili” realizzato nel 1997 con l’Ingegnere Michele Antonilli dell’ITIS di Fara in Sabina. Nel 2012 ha ricevuto la benemerenza dal Rotary di Gubbio per l’attività Militare – Ferroviaria svolta nei Balcani e successivamente l’ha ricevuta dal Maggio Eugubino di Gubbio PG, Umbria e dal Comune di Fara in Sabina RI Lazio. E’ stato insignito del Premio Nazionale Unuci Paladino delle Memorie nel 2015 a Milano.

ELENCO LIBRI REALIZZATI

Storia delle Ferrovie Sabine e Reatine Edizione Comune di Fara Sabina (RI) 2007;

Storia dei Reparti Militari Stradali e Ferroviari nel Mondo e Storia dei Trasporti Militari. Edizione SME Ufficio Storico, Roma 2009;

Storia del Reggimento Genio Ferrovieri Edizione IVECO DEFENCE, Bolzano 2009;

Storia dei Vari Sistemi di Trasporto Intorno a Roma, a Rieti, alla Sabina e la Centrale ENEL di Farfa Edizione 2011 Comune di Fara in Sabina;

Le Mie Ferrovie, Edizione Lombardo, Como 2011;

Como, Varese Le Guerre d’Indipendenza e la Prima Guerra Mondiale Edizione Lombardo, Como 2011 (il libro ha ricevuto il Logo della Presidenza del Consiglio per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia);

Varese, Como, San Fermo, Lecco, la Valtellina, le guerre d’indipendenza e il Capitano Garibaldino Carlo De Cristoforis Edizione Editore Lombardo, Como 2012;

Le Ferrovie Militarizzate I Treni Armati I Treni Ospedale Nella Prima e Seconda Guerra Mondiale Edizione Editore Lombardo, Como 2013;

Il Museo Europeo del Trasporto. “OGLIARI” in Volandia. Edizione aprile. 2017 (ha ricevuto il logo del Centenario della Prima Guerra Mondiale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri);

Il Ruolo delle Ferrovie nella Prima Guerra Mondiale (coautore Michele Antonilli) Edizione 2018 Amarganta di Rieti Lazio (ha ricevuto il logo del Centenario della Prima Guerra Mondiale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri);

Vademecum dell’Associazione Nazionale Ferrovieri del Genio edizione 2018 (ha ricevuto il logo del Centenario della Prima Guerra Mondiale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri);

Il Fischio del Vapore (coautore Ing. Michele Antonilli) Edizione 2020 Amarganta di Rieti Lazio

Il Ruolo delle Ferrovie nella Seconda Guerra Mondiale (coautore Antonilli Michele) Edizione 2020 Amarganta di Rieti Lazio

Il Culto di Santa Barbara (patrona dell’Arma del Genio) edizione 2020.

ARTICOLI – Numerosi sono gli Articoli pubblicati su importanti testate nazionali:

Analisi Difesa di Gianandrea Gaiani bologna;

Informazione Difesa, Organo dello Stato Maggiore Difesa;

Rivista Militare, Organo dello Stato Maggiore Esercito;

Rassegna dell’Esercito, Supplemento della Rivista Militare;

Il Carabiniere, rivista dell’Arma dei Carabinieri;

Ingegneria Ferroviaria rivista del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI);

Tecnica Professionale rivista del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI);

Amministrazione Ferroviaria del Collegio Amministratori Ferroviari (CAFI);

Logistica, Tecniche Nuove, Via Eritrea Milano;

Antincendio, rivista Antinfortunistica – Roma;

i Quaderni della Federazione del Nastro Azzurro Roma;

L’Ordine, inserto culturale per “la Provincia” Giornale di Como e di Sondrio

 

Foto a corredo del’articolo:

Ferrovia Fano-Urbino, da www.vivereurbino.it

Ferrovia Fano-Urbino, mappa, da www.openstreetmap.org

Ferrovia Fano-Urbino, da Wikipedia

Giuseppe Longo
giuseppelongoredazione@gmail.com
@longoredazione